<% id_sezione = 2 %> *Benvenuti a Tussio* ____ Il paese più bello del mondo

 

Dove siamo

Il paese:
- I Quartieri

- Gli archi
- I leoni di Tussio
- Fonte e fonte San Giuseppe
- I pozzi
- Le contrade della campagna

I dintorni:
- La Rotta ru Marron(e)
- Castel Camponeschi
- Peltuinum
- La Fontanella

Tussio in foto

 

 

  Castel Camponeschi

 


Caratteristico borgo medioevale fortificato. Conserva, infatti, gran parte della cinta muraria; sei torri ancora solide di cui una cilindrica crollata e ricostruita nel 1989; le due porte, all'inizio e alla fine dell'unica strada interna.
Non è chiaro - pare che si tratti di un borgo costruito tra il XII e il XIII secolo, con funzione agricola - se esso fosse stato fondato dai Camponeschi, potenti signori aquilani nel XIV e XV secolo, o fosse solo loro possedimento (da questa nobile famiglia discendeva donna Vittoria Camponeschi, madre del papa Paolo IV, al secolo Giovan Pietro Carafa, eletto Papa nel 1542).
A. De Matteis afferma che, nella numerazione dei fuochi del 1508, per la prim a volta il Castello di Prata viene nominato " Castrum S. Petri Camponeschi ".


L'incertezza del nome è rilevata anche dall' Antinori: non è se il Castel Camponesco in questo territorio si dicesse S. Pietro de Camponeschi nel 1481. la Chiesa con doppia aula di epoca diversa, porta scolpite nei due portali le rispettive date di costruzione: 1313 e 1614.
Il caratteristico borgo è stato abitato fino al 1960. Allora gli ultimi abitanti si trasferirono a Prata.
Attualmente il castello è di proprietà del Comune di Prata D'Ansidonia ed è stato parzialmente ristrutturato per fini culturali ad opera della Comunità Montana " Campo Imperatore-Piana di Navelli ".

Notizie storiche a cura del sac. Don Domenico Marcocci

 

foto aeree fornite da Sergio Colangeli

27 agosto 2009

Da Toni Santogrossi: Curiosità dal “castello”

Qualche tempo fa, in occasione di una manifestazione culturale che si svolgeva al Castello di Prata, ho incontrato Fiuritt'(o) - Ferdinando Colista - nato e vissuto sul posto fino agli anni '60.
Parlando egli mi ha detto che gli abitanti del borgo, per stabilire l'ora del pranzo, guardavano la posizione del sole. Per fare ciò essi appoggiavano la faccia sul muro che si trova di fronte a chi varca la porta principale che è orientata verso Tussio.
Ovvero tutti i giorni di tutte le stagioni – verifica fatta da me nel corso di un anno - il disco del sole alle 12,30 è “spaccato” dal bordo superiore del muro.
E' materia di curiosità e di studio.
Il muro è stato costruito in quella direzione per caso o per “scienza”?
Per chi ne ha voglia e interesse potrebbe essere un argomento da approfondire.

30 agosto 2009

Il nostro Piero Angelone, figlio di Teodolinda, che in “arte”, con lo pseudonimo di Peter Stein, ha pubblicato il libro di versi “L'in-canto del canto”, contribuisce alla “riscoperta” notizia dell'orologio naturale dato dall'incrocio del muro con il sole, con questo scritto che definiamo, senza ombra di dubbio, poesia. Poesia bella e pregnante.

La trascriviamo così come Piero ce l'ha data. Scritta su un foglio di carta strappato.

Al confine tra volontà
fisiologica ed esigenza
di praticità cosciente

Sorge solitario e
Maestoso
L'ANTICO TURRITO MURO
d'ingresso al CASTELLO

Evidenza di
connubio nel
perpendicolare
INCONTRO con il
SOLE nel LUMINOSO
CIELO.

Atto del RICHIAMO tra le
ore 12,00 e 13,00
stipulato dall'ACCOSTAMENTO
del corrugato viso al caldo
MURO.

E' necessità di
NUTRIMENTO
per gli esausti
stanchi
Contadini/INGEGNO.

IL PRESENTE ROTOLA
verso il PASSATO
con la forza e la
volontà di
continuità.

__________________________________________________

a cura di Toni Santogrossi

grafica e supporto tecnico: Giulia Cicerone