<% id_sezione = 2 %> *Benvenuti a Tussio* ____ Il paese pi bello del mondo

 

Piccolo giornale di Borgo

Notizie belle e brutte

Archivio notizie
- Archivio 2018
- Archivio 2017

- Archivio 2016
- Archivio 2015
- Archivio 2014
- Archivio 2013
- Archivio 2012
- Archivio 2011
- Archivio 2010
- Archivio 2009
- Archivio 2008
- Archivio 2007
- Archivio 2006
- Archivio 2005
- Archivio 2004

Tussio in foto

 

ARCHIVIO NOTIZIE - 2015

sostituita il 25 novembre 2015


Inaugurazione della Fonte, foto di Toni Santogrossi

sostituita il 10 agosto 2015


Primavera a Tussio, foto di Franca Ranalli (clicca per ingrandire la foto)

sostituita l'11 maggio 2015


L'arcobaleno, foto di Luigi Galieni (clicca per ingrandire la foto)

_____________________________

22 dicembre 2015

Anche noi porgiamo gli auguri più grandi a Giovanni Carosi e Maria che oggi festeggiano
70 anni di matrimonio.

Giovanni Carosi e Maria Zaino il giorno del loro matrimonio, 22 dicembre 1945

Giovanni - classe 1917 - e Maria - classe 1924 - oggi.

il quotidiano Il Centro scrive:

Anniversario a Tussio

Coppia festeggia i 70 anni di matrimonio Maria Zaino e Giovanni Carosi festeggiano, insieme ai nipoti e ai loro figli, il fatidico traguardo di 70 anni di matrimonio, le nozze di ferro. La coppia è residente a Tussio di Prata d’Ansidonia. Alla festa partecipano i figli Serafino e Lucia e i nipoti Giampaolo, Matteo, Maria Chiara e Alfredo. Giovanni ha fatto il calzolaio mentre Maria era a casa. Il segreto che ha permesso loro di raggiungere questo traguardo sta forse nel fatto di essere vissuti sempre in serenità e armonia anche nei momenti meno facili che in una vita tanto lunga si devono per forza incontrare.

_________________________________________________________

14 dicembre 2015

da Angelo Giordani

*Lo storico Giubileo*

Anche due tussiani all'apertura del *Giubileo a Piazza San Pietro* l'8 dicembre a rappresentare la* Repubblichetta*: Giovanni alla vigilanza e controllo (Protezione Civile) ed io a manifestare la mia gioia anche con i media.
Nelle 4 ore passate nella grande piazza il pensiero e la preghiera sono corsi spontaneamente a parenti ed amici.

Il cartello ha avuto un grande successo, con tante fotografie ed interviste, forse anche perchè era l'unico cartello in tutta la piazza!
Sono partito alle 6.30 per entrare a San Pietro ci hanno "passato al setaccio come si dice a Tusc", ma è stata comunque una bella giornata. Come sempre avevo preparato l'asticella con il cartello, le due bandiere italiana e americana ed il vischio appesi, ma non mi hanno fatto entrare per il bastone. Ho dovuto smontare tutto e lasciare alla sede della polizia
l'asta e la bandiera americana.
Scherzando con un sorriso gli ho detto:"Forse con la bandiera nera dell'Isis mi facevate entrare!".

In conclusione sono rimasto molto soddisfatto di essere stato presente in questa giornata storica e soprattutto di aver portato in alto l'Abruzzo aquilano.

Un caro saluto ed i migliori auguri di buone feste a tutti!

Il nostro Angelo circondato e festeggiato da frati di tutte le razze

____________________________________________

NATALE NEL BORGO DI TUSSIO

10 dicembre 2015

Da Mariagrazia Di Virgilio


Anche quest’anno le vie di Tussio si sono animate ed illuminate: numerose persone hanno visitato il Paese, scoprendo archi e cantine -piene di oggetti di altri tempi - e finestre e porte - delicatamente decorate.

Le renne- di legno ed arbusti- si sono “rincorse” per le vie acciottolate, creando un ‘atmosfera natalizia e un po’ da favola.
Tutti da ammirare sono stati i banchi degli oggetti di artigianato e dei tipici dolci natalizi.
Le famiglie hanno guardato i numerosi presepi fatti dagli alunni delle elementari o dagli adulti che dedicano a questa arte  tanto del loro tempo.
I giovani, invece, hanno apprezzato i punti di ristoro, graditi in una giornata limpida e soleggiata ma un po’ fredda.

Infine, la piacevole novità di questo anno: il concerto gospel del gruppo ARTeM Gospel Choir, direttore Ettore Maria del Romano, le cui voci hanno coinvolto i presenti in un percorso festoso e malinconico al medesimo tempo, così come fa la musica soul, musica dell’anima…

 

da Pina Onorati e famiglia Codeferi

Anche quest’anno rinnovo i complimenti a tutti quelli che si sono adoperati per far vivere momenti magici nel meraviglioso borgo di Tussio.

Spero che questi eventi diventino sempre più frequenti anche per altre occasioni in modo che il “nostro” (perché io lo considero tale) Tussio si ripopoli e torni a splendere.

I complimenti si estendono anche da parte di tutta la mia famiglia.

Con l’occasione auguro un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo a tutti!

 

08 dicembre 2015

Riportiamo il comunicato stampa inviato alle testate locali.

Invitiamo tutti i volenterosi ad offrirci le proprie opinioni sull'evento.

 

Natale nel Borgo di Tussio
Due giorni ricchi di pubblico

La terza edizione di "Natale nel Borgo" organizzata dall'associazione Tradizione e Cultura a Tussio, nel comune di Prata d'Ansidonia (AQ), il 5 e 6 dicembre ha contato, anche quest'anno, centinaia di presenze.

Tanto lo spazio dedicato all'arte tra mostre di presepi d'autore, quadri e sculture dei maestri aquilani, fotografie originali e, a conclusione della manifestazione, le bellissime armonie dell'ARTeM Gospel Choir. Il paese ha accolto tra strade e cantine anche tanti artigiani con i loro prodotti di ogni tipo, in sospeso tra passato e futuro...

L'edizione 2015 del concorso per le scuole "Il decoro del Borgo" è stata vinta dagli alunni della scuola media Dante Alighieri dell'Aquila con il loro video che ha messo a confronto generazioni diverse per ricercare il vero significato del Natale.

Daniela De Rubeis, presidente dell'associazione Tradizione e Cultura, felice per la buona riuscita dell'evento, ringrazia tutti coloro che hanno contribuito, in particolar modo la comunità di Tussio, ed il pubblico numeroso ed entusiasta".

(Claudia Cicerone)

07 dicembre 2015

A conclusione della terza edizione di Natale nel Borgo di Tussio è stata effettuata l'estrazione della lotteria. Riportiamo di seguito i biglietti vincenti:

1° premio: Scultura "Guerriero di Capestrano" laminata in argento - biglietto num. 986

2° premio: Cesto natalizio - biglietto num. 1837

3° premio: Prosciutto - biglietto num. 591

4° premio: Cesto di formaggi - biglietto num. 520

5° premio: Abbonamento "Diamond" 4 pieghe per capelli con ristrutturante
- biglietto num. 424

6° premio: Tagliacapelli - biglietto num. 598

7° premio: Smerigliatrice - biglietto num. 578

8° premio: Piastra per capelli - biglietto num. 1380

9° premio: Pacco sorpresa - biglietto num. 834

In caso di vincita contattare l'Associazione Tradizione e Cultura
mail: tradizioneecultura@gmail.com
pagina Facebook:https://www.facebook.com/associazionetradizioneecultura
 telefono: Fabiana 3280590959 Daniela 3334171098 e Marco 3494948234


24 novembre 2015

NATALE NEL BORGO DI TUSSIO


Ancora: rivolgiamo, sempre alle persone di “buona volontà,”  l’invito ad inoltrare un sms e una mail a tutti gli amici e conoscenti che, ragionevolmente, possono visitare Tussio il 5 e 6 dicembre.

Il tempo equo di invio per avere il giusto ricordo del contenuto del messaggio, secondo noi, va dal 1 dicembre al 5/6 stesso.

Noi, per esempio, pensiamo di scrivere così:

Natale nel Borgo a Tussio
carissimo/a ti invito a visitare Tussio, mio paese, nei giorni 5 e 6 dicembre dalle 11 di mattino fino alle 19.
Si programmerà una passeggiata all’interno del borgo, vivacizzata da addobbi natalizi preparati da ragazzi delle scuole elementari.
Si terrà una prestigiosa mostra di presepi.
Una mostra d’arte.
Una esposizione di fotografia.
Il 6, alle ore 19,00: Concerto ARTeM Gospel Choir
Ci sarà l’immancabile mercatino di cose belle.
Sarà presente un itinerante Babbo Natale,  tanta animazione e gastronomia.
Per vedere tutto, ti invito a seguire il percorso predisposto dall’organizzazione.

Natale nel borgo:
è una ottima occasione per far conoscere e visitare il paese a persone che, in seguito, possono anche tornare.
Così si sviluppa “un concetto” di turismo e si valorizza il territorio.

E’comunque un piacere  delle persone  appassionate del paese  e di “buona volontà”, portare, in queste occasioni,  più gente possibile.

Gli scorsi anni abbiamo visto che, senza l’afflusso di tanta gente, il lavoro e la bellezza delle nostre strade sarebbe stato totalmente vanificato.

Invitiamo tutti coloro che “hanno” Facebook a far “galleggiare,”nelle prime posizioni, la locandina pubblicitaria dell’avvenimento, fino al  termine dell’evento,
https://www.facebook.com/associazionetradizioneecultura?fref=ts

Se lo facciamo tutti insieme daremo una notevole spinta alla comunicazione di massa.

importante:

Il 5 e 6 dicembre torna "Natale nel Borgo di Tussio" e per l'occasione
l'Associazione Tradizione e Cultura chiede la cortese collaborazione di
quanti vogliano mettere a disposizione forza lavoro e locali per ospitare
artisti e artigiani.
Per info contattare Marco 3494948234, Daniela 3334171098 e Fabiana
3280590959.
Un saluto a tutti!

___________________________________________

5 novembre 2015

da Doriana Legge

il 7 novembre si svolgerà, a Navelli, una manifestazione culturale oranizzata dalla Uao Edizioni (casa editrice fondata da Daiana e Doriana Legge e Gianfranco Giorgi) insieme al Comune di Navelli, l'Ostello sul tratturo,Fondazione Silvio Salvatore Sarra, Associazione Pro Loco di Navelli e Associazione Claudia Nova. 

RACCONTARE I LUOGHI

NAVELLI 7 NOVEMBRE 2015

Raccontare i luoghi tra abbandono e tradizioni vive.

►► Ore 15:00 - 
Visita guidata nel borgo di Navelli. 
➡ Ritrovo in Piazza San Pelino (Navelli)

Ci troveremo in piazza San Pelino e condotti da Francesca di Egidio dell'Associazione Claudia Nova conosceremo angoli e segreti di Navelli: vedremo forni secolari in pietra, orti-giardini, le antiche porte-botteghe con pianale dove l’artigiano mostrava la mercanzia, la chiesa cimitero del Suffragio coi 5 altari dove i ricchi seppellivano i loro morti, il portale in legno della Chiesa di San Sebastiano (capolavoro d’intaglio cinque/seicentesco). Ci soffermeremo a interrogare le pietre e ascoltare tramite “loro” la testimonianza di quanti hanno vissuto e lavorato in questi borghi lasciando il segno discreto del loro passaggio nella roccia. Incontreremo chi ancora lavora queste terre, ci faremo narrare com’è vivere qui seguendo ancora i ritmi naturali e ci faremo illustrare la lunga lavorazione dello zafferano.
Il senso dei luoghi diviene così sia il racconto delle pietre sia il racconto degli uomini. 

Per prenotazioni chiamare il numero 346-6732827


►► Ore 17:00 
Presentazione del libro "Dove tornano le nuvole bianche. Viaggio in bicicletta nell'Abruzzo abbandonato" di Ezio Colanzi, pubblicato dalla Uao Edizioni
➡ Ostello sul Tratturo

Accolti in uno scrigno di arte quattrocentesca quale il Convento di S. Antonio da Padova a Civitaretenga, (che ospita al suo interno l'Ostello Sul Tratturo) Ezio Colanzi con la Uao edizioni presenterà il suo libro "Dove tornano le nuvole bianche. Viaggio nell'Abruzzo abbandonato". Insieme all'autore interverranno Rosa Rossi, Massimiliano d’Innocenzo e Doriana Legge. 
Nel 2014 l’autore ha affrontato un viaggio in bicicletta tra i paesi abbandonati dell’Abruzzo, un itinerario tutto montano dal Gran Sasso ai Monti della Laga, dal Parco Naturale Sirente Velino, fino alla Majella. Ezio Colanzi attraversa i luoghi dimenticati, racconta delle persone che li abitano e di quelli che periodicamente tornano a viverli. il diario di un viaggio insolito per settecento chilometri di sentieri e mulattiere attraverso l'Abruzzo abbandonato, un piccolo mondo di storie vive e incandescenti, dove emergono biografie impensate. Storie che risplendono - attraverso le parole - di un'umanità profonda e dimenticata.
Un evocativo booktrailer (https://youtu.be/ 0cnA56cqG64) ci introduce nel viaggio emozionante e intimo fatto di incontri inaspettati e sinceri come le montagne d'Abruzzo. La presenza di chi li attraversa e ne scrive è una collaborazione reale alla riscoperta. Custode di un'eredità da raccogliere, diffondere e di cui interpretare il profondo messaggio, l'autore è anche soggetto e materia di questo libro e impone un ribaltamento prospettico cui è impossibile sottrarsi.

►► Ore 18:00 
➡ Ostello sul Tratturo 
Dopo aver ascoltato il suggestivo racconto di Ezio Colanzi, incontreremo Gina Sarra. Definita da alcuni come la "Regina dello Zafferano", più che uno donna è un vero portento della natura. Caparbia e coraggiosa ci narrerà la paziente attività che porta avanti da anni insieme alla cooperativa “Altopiano di Navelli” (che fu fondata da suo fratello Salvatore Silvio Sarra Fondazione Silvio Salvatore Sarra), per salvare la coltivazione dello zafferano e risollevare un’area fortemente segnata dalla crisi e dall’abbandono della popolazione. Da questa figura, ormai mitologica, saremo accompagnati nella scoperta delle diverse fasi di lavorazione dello zafferano.
https://www.youtube.com/ watch?v=Avi4sn2Ccz0 

►► Ore 19:00 
➡ Ostello sul tratturo
Degustazione di prodotti tipici 


Vi aspettiamo!

_______________________________________

5 novembre 2015

questa è l'ultima poesia che ci ha inviato Vanda Santogrossi. Scritta in italiano e dedicata a persone di Tussio che lei ha "vissuto" da bambina.

COME DIMENTICARE ?

Amo la mia gente e il mio paese antico
e rivedo zio Peppino
piangere in ginocchio l'adorata mamma.
Ricordo Nataluccio il "Cantatore"
ch'era la gioia di chi ascoltava
e il dolce suono di quel clarinetto
che zio Adolfino sapea con esso
far pura magia.
E poi il picchiettare del martello sulla suola
risuona ancor nell'orecchio di bambina
di quell'uomo detto " lo scodato "
che carezzava scarpe tutto il giorno.
Rivedo il tirar di spago
dal buco della " subbia " di "saldaleone"
davanti quel banchetto
ornato di "chioette" lesina e dura pece
arnesi tutti per riparar rotture
nell'usurata tomaia di "vacchetta".
Ed il rumor del fuoco di "fucina"
dove forgiava " mastro Achille"
quei ferri rossi e roventi
tra l'incudine e il martello
bagnati dal sudor della sua fronte
e poi frizzar nell'acqua del secchione
per raffreddar la piegatura già eseguita.
E come dimenticare il ticchettio
di quelle bacchette che batter dovean
la ristretta lana
e far di essa di spuma un monte
e rifare nuovi materassi?
Oh ! Come mi giunge ancor soave
quel lento rumor di "mastro liscio"
quando di trucioli colmava il sottobanco!
Non meno gradito mi giunge ancor
lo sciacquio della fontana
ove - giovin fanciulle-
ci portavamo per ritrovarci
e di risate riempivamo l'aria
su quel muretto ch'esiste tuttor
e rinnovato insieme al "bocchettone"
accoglie quello "sbocciar di vita"
e a gocce riempire l'animo assetato.

_____________________________________________

19 ottobre 2015

da Toni Santogrossi

Un altro mio sogno irrealizzato - e credo orami irrealizzabile - è "il ripristino delle strade interpoderali; di campagna".
Ricordo quando i proprietari dei trattori, che già avevano in affitto parte delle terre di Tussio, cominciarono ad ararle.
Erano gli inizi degli anni '90 e l'amministrazione, dopo un lungo periodo in cui era stato sindaco Vincenzo Cicerone, cominciò ad essere governata da Edoardo Iannessi. Fra gli eletti del nostro paese c'erano Gino Santogrossi ed Ezio De Meis. Uno degli impegni del compare Gino fu proprio quello di impedire l'aratura delle strada di campagna e ripristinare lo stato di "legalità".
Malgrado la situazione, allora, fosse ancora recuperabile, non ci fu niente da fare. Il deterioramente peggiorò precipitosamente, impedendo, già all'epoca, l'accesso ai fondi da parte dei proprietari che usavano ancora il motocoltivatore.
Nel mese di agosto si è organizzata una scampagnata alla Madonna dei Cintorelli. Si è cercato di seguire il percorso che un tempo era utilizzato dai tussiani che andavano agli "Scindiregli" in occasione della festa dell'Ascensione. Non si è trovata una strada di campagna agibile.

La foto di Giulio Santogrossi ci mostra la, appena percebile, (ex) via della Valle.

12 ottobre 2015

da Angelo Giordani

Tussio con il club Giordani già in fermento per il prossimo giro d'Italia che attraverserà le nostre strade. 

Tussio, 8 ottobre 2015. Mancano ancora tanti mesi per la partenza del Giro d'Italia, ma la presentazione all'Expo di Milano nei giorni scorsi in diretta Rai ha portato entusiasmo ai fans del ciclismo abruzzese e aquilano con le tappe di Roccaraso il 12 maggio e soprattutto con la tappa di sabato 13 che da Sulmona arriverà a Foligno attraversando la piana dei Navelli dove, come al solito, al bivio di San Pio-Tussio si organizzerà una grande parata di bandiere con scritte sull'asfalto e tante sorprese che i fans dell'ex ciclista Leonardo Giordani organizzeranno per completare la grande festa ciclistica. 
..Come già fatto nelle precedenti edizioni del Giro d'Italia e Tirreno-Adriatico quando era presente il nostro campione, tanto che i suoi colleghi ciclisti si felicitarono con lui per la stupenda accoglienza riservata a tutta la carovana. Infatti anche lo staff della Gazzetta con a capo il romano Segni che precedevano con anticipo la carovana nell'ultima Tirreno-Adriatico si fermarono e fotografarono tutto, complimentandosi per il bello spettacolo e promettendo di ritornare al più presto nelle nostre strade.
L'augurio è che tutte le strade dell'aquilano siano quel giorno colme di gente in festa e soprattutto con tanti bambini a sventolare il tricolore.

___________________________________________________

12 ottobre 2015

da Toni Santogrossi

Il nostro carissimo e affezionato "compaesano" , Pino Barbato, questa estate, ha restaurato,
per sua iniziativa l'edicola di San Giuseppe posta in via Salita della Chiesa, nel muro di
Gabriele (Mastrella) Ciccarelli.
Di mia iniziativa (spero che Pino non si dispiaccia) voglio condividere con i visitatori del sito la mail che ha inviato a me personalmente.
In silenzio, senza sbandierare ai quattro venti e senza vanto, Pino ha restituito al Paese, o
meglio alla comunità, un angolo che altrimenti sarebbe andato perduto.

" la prima foto risale al 1996, non ho fatto una foto prima dei lavori perché quel giorno pioveva e mi sono dovuto organizzare sotto un telo.
Comunque la situazione dell'edicola era molto peggiorata rispetto al 1996 e la scritta non era più visibile, tanto che ho dovuto chiedere a Silvio e a Giovanni conferma di quello che c'era scritto. Anche il quadro era in pessime condizioni: il vetro era completamente opacizzato da uno strato di calcare e la cornice era in pessime condizioni.
La seconda foto è il lavoro finito.

 

A nome della comunità: grazie Pino

______________________________________________________

17 agosto 2015

22 e 23 agosto 2015

feste religiose di Santa Anatolia e della SS. Madonna Addolorata

programma

giovedì 20 agosto

ore 9,00: marcia ecologica "Sulle vie del tratturo"

ore 18,30: "happy hours"

ore 21,30: concerto itinerante della festa dei solchi organizzato dall'associazione
"le vie dello zafferano"

sabato 22 agosto

ore 8,00: sveglia con la banda di Montereale

ore 12,00: Santa Messa in onore della SS. Madonna Addolorata

ore 16,30: intrattenimento per bambini da 0 a 100 anni con "il circo di Pongo e Chiappetta"

ore 20,00: ......................................

ore 21,30: apertura della serata musicale con un ospite a sorpresa!!!!!!

ore 22,00: concerto della cantante Pati Palma and friends Juan Carlos, Alberto Zamora, Fabrizio de Melis.

domenica 23 agosto

ore 8,00: sveglia con la banda di "Città di Archi"

ore 12,00: Santa Messa in onore di Santa Anatolia

ore 16,30: giochi per grandi e bambini

ore 21,30: concerto del "Trio 99"

_____________________________________________

10 agosto 2015

da Toni Santogrossi


Ho saputo che, in questi giorni, o notti, alla fonte appena inaugurata, e ancora incorniciata dalle bandiere esposte da Angelo e Luciano Giordani, è stata “asportata” una bandiera.

La bandiera rossa con falce e martello simbolo dell’ex Unione Sovietica e del movimento socialista di tutto il mondo.

Forse è stato uno scherzo. Bene. Lo scherzo è bello quando dura poco.  Chiedo all’autore di ricollocare, con una bella risata, la bandiera al suo posto e di restituirla, non ai proprietari, ma a tutto il popolo tussiano.

Forse è stato un nostalgico … e c’era bisogno di rubarla, la bandiera? La si poteva chiedere e comunque, sempre con una bella risata, chiedo di restituirla.

Ma, se scherzo non è stato, il gesto è stato un atto politico vero e proprio.
Un atto di vigliaccheria tipica fascista. Vigliaccheria che ha sempre contraddistinto i “personaggi” che si fanno forza solo quando sono in superiorità numerica e fisica o quando sono coperti dalle tenebre e dall’anonimato.

Le bandiere si conquistano non si rubano.

Riparate, per quello che si può, all’atto spregevole e balordo che avete commesso: di notte o quando non vi vede nessuno, riportate la bandiera. ” Buttatela” dov’era; ricollocatela. Fatela, però, riapparire.
In parte, solo in parte, potrete riparare al vile gesto.

Bene ha fatto Angelo ad apporre il cartello vicino l’ asta del vessillo oltraggiato.

 

10 agosto 2015

Il quotidiano IL CENTRO oggi pubblica:

Ristrutturata l’antica fontana
all’ingresso di Tussio

PRATA D’ANSIDONIA “Finalmente una entrata degna di Tussio” è la frase scritta sulla strada da un emozionato tussiano, Angelo Giordani, emozione condivisa dalle centinaia di persone presenti all’inaugurazione della secolare fontana costruita all’entrata della frazione di Tussio e da decenni abbandonata. Così, il sindaco di Prata d’Ansidonia Paolo Eusani e il vicesindaco Luigi Carosi, che si è dato tanto da fare, presentati dallo speaker Sergio Colangeli, hanno sollevato il lungo velo che copriva la fontana con tanto di luci per dargli un tocco di modernità, non dimenticando però le tradizioni con il simbolo di Tussio scolpito da Piero Angelone. Il progetto è stato realizzato dagli ingegneri Davide ed Emiliano Petracca e finanziato dalla Regione e dal Comune. Dopo aver scoperto la fontana il sindaco ha stappato lo spumante. Del paese sono originari l’ex tennista Nicola Pietrangeli e gli ex ciclisti Lucilla e Leonardo Giordani. Gli ultimi preparativi sono stati eseguiti con addobbi floreali circondati da una trentina di bandiere portate con orgoglio dagli emigranti. Non potevano mancare lunghi tavoli con prelibatezze preparate dai residenti per la bella festa.

10 agosto 2015

Da Angelo Colangeli

Veramente molto bello leggere ieri la notizia del lavoro di restauro fatto alla "Fonte". Ciò che più mi ha colpito nel leggere il puntuale e dettagliato racconto di Toni, è  stato il constatare il coinvolgimento di molta parte della comunità. Non mi ha sorpreso, conoscendo molto bene la gente "Tussiana", ma comunque è bello e di esempio, in una società che sembra sempre più aver smarrito proprio il valore dell'aggregazione. Quindi, quale migliore auspicio per il futuro, se non quello di un'opera simbolo del borgo di Tussio vissuta e partecipata, non vista quindi come un semplice lavoro pubblico, a cui molti con le proprie capacità e possibilità hanno contribuito. Dalla felice intuizione ed impegno dell'ing. Emiliano Petrarca fino ad arrivare a chi ha rifocillato le braccia operose. Si sa che questo è un altro segno distintivo della comunità, la condivisione del cibo, che ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni scandiva i momenti belli e importanti. Auguri ed un abbraccio a tutti i tussiani.

7 agosto 2015

Da Toni Santogrossi


Ieri, al nostro Paese, alla presenza del Sindaco di Prata ing. Paolo Eusani, dell’assessore di Tussio Luigi Carosi ed altre autorità locali, si è inaugurata la NUOVA FONTE.

Perché la nuova fonte?
Questa è la fontana che per anni ha dissetato gli abitanti del paese e, soprattutto, ha abbeverato gli animali del paese.
Essa ha subito nel corso dei secoli vari rifacimenti …. dice Gaetano Cicerone su libro “Tussio fra i 99 castelli … “:  … l’antica fontana, detta S. Giuseppe, costruita per la prima volta intorno al 1245 per opera di Alfonso Petrucci di Tussio … restaurata con l’aggiunta dell’abbeveratoio nel 1551, venne poi nel 1937 rimodernata e ampliata razionalmente per opera dello scrittore di queste pagine, con la sistemazione del piazzale adiacente al muro.
Per ulteriori informazioni rimandiamo al lavoro fatto e pubblicato su questo sito al capitolo “Il paese” al paragrafo fonte e fonte di San Giuseppe”.

Quindi Nuova Fonte perché rispetto a quella che ricordiamo è esteticamente cambiata pur conservando le precedenti caratteristiche: due cannelle che buttano acqua potabile della Gran Sasso Acqua. Una, posizionata in basso, butta acqua dall’antica conduttura,  proveniente, quindi, dalla nostra natura.
La struttura ha conservato l’abbeveratoio con i due fontanili di altezze diverse che servivano per abbeverare gli animali.
Inoltre i soliti volenterosi hanno riattivato la fontana a manovella installata dal commendatore Cicerone.


foto di Sergio Colangeli


Come è nato il progetto?
L’ing. Emiliano Petracca, giovane tussiano, ha trovato un “bando del piano sviluppo rurale 2007/2013”, denominato “sviluppo e rinnovamento dei villaggi” finanziato al 70% dall’Europa e dedicato proprio al recupero delle acque, fontane ecc dei piccoli borghi.
Si è attivato e ha pensato di sottoporre al Comune di Prata un suo progetto proprio per il recupero della fontana di Tussio. Il Comune ha accolto la proposta e il tecnico è riuscito a ottenere il finanziamento.
Hanno partecipato alla progettazione:
Ing. Emiliano Petracca, Ing. Davide Petracca, geom. Giovanni Mancinelli, ing. Alberto Lemme.
L’impresa che ha realizzato il lavoro è la Tol&Sa di Adriano Saccoccia di Pacentro.

Ma all’opera, oltre alla ditta appaltatrice, hanno collaborato attivamente gli abituali Dorando (Domenico Cicerone) e Luiggino (Luigi Carosi), che non solo hanno dato una mano alla realizzazione della fonte, ma hanno ristrutturato, ritrovato l’acqua e riattivato la fontanella a manovella posizionata dove una volta c’era la Fonte di San Giuseppe.

Hanno collaborato anche:
Piero Angelone, artista, che ha scolpito su pietra e donato il Leone, simbolo di Tussio.
Tino De Rubeis, che ha contribuito alla ristrutturazione del muro dell’asilo.
Gabriel Florea, operaio della ditta Tol&Sa che ha donato e installato una bella pila in pietra, usata, in precedenza per raccogliere olio.
Poi Rita De Rubeis che ha rifocillato i lavoratori in questo giorni afosi e Luciano Giordani tuttofare e sempre disponibile.
Vincenzo Rossi che ha contribuito a ritrovare e ispezionare la sorgente dell’acqua, sotto l’aia.
Tonino Di Lonardo di San Pio che ha risaldato con impegno e maestria la fontanella in ghisa a manovella.
Un plauso alle donne e a coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa inaugurazione.


foto di Luciano Siena

______________________________________________

3 agosto 2015

a Tussio giovedì 6 agosto alle ore 21,00 si inaugurerà la NUOVA FONTE.

Ammireremo i lavori di ristrutturazione.

Tutta la popolazione e gli affezionati al paese sono invitati a partecipare.

26 settembre 2015

In precedenza avevamo pubblicato un articolo del quotidiano Il Centro in cui si illustrava una iniziativa presa dal nostro compaesano Alberto Leonardis: una scuola formativa sulla cura del dolore.

il 23 settembre e oggi, 26 settembre, troviamo, sempre pubblicato da Il Centro, una intervista ad Alberto, e l'approfondimento sui corsi che inizieranno nel prossimo febbraio.

Dolore cronico, nasce in Abruzzo la rete nazionale

L'imprenditore aquilano Alberto Leonardis presenta venerdì a Roma la Scuola di alta formazione intitolata al padre, che da febbraio preparerà 200 medici con tecnologie innovative e telemedicina

ROMA. Letteralmente «welfare» significa benessere, una parola che assume un significato ben più profondo quando viene usata come punto di arrivo della cura contro il dolore, sia cronico che occasionale. Per questo Alberto Leonardis, l’imprenditore abruzzese che ha finanziato il progetto di una Scuola, prima in Italia, per l’alta formazione di medici e infermieri terapisti del dolore, ha scelto di usare questa parola, welfare appunto, per individuare la creazione di una rete nazionale di cura del dolore cronico che prevede l’attivazione di 115 centri in tutte le regioni d’Italia entro il 2016.
«È un progetto sociale che diventa impresa - spiega Leonardis - e che punta ad offrire uno sbocco professionale ai medici, circa duecento per lo più italiani e dell’Est Europa, che a febbraio frequenteranno per sei mesi a Sulmona (L’Aquila) la prima Masterclass Europea sul Governo Clinico della Terapia con Farmaci della Classe Oppioide e Cannabinoide». E come la scuola di alta formazione sulla terapia del dolore è stata intitolata a Giovanni Leonardis, padre di Alberto nonchè medico recentemente scomparso precursore nello studio e nell’uso di questi farmaci che permettono alle persone di affrontare dignitosamente il dolore causato da vari tipi di malattie, così anche la società che agirà operativamente nei vari centri italiani porta il suo nome, "Giovanni Leonardis Welfare".
«L’idea è nata da semplici constatazioni di fatto - chiarisce l’imprenditore - visto che in Italia circa 13 milioni di persone soffrono di dolori di vario tipo, che non riguardano solo le malattie legate a tumori, e che le nuove frontiere della terapia del dolore possono contribuire ad ottenere una migliore qualità di vita. Visto che, nonostante il Parlamento abbia approvato all’unanimità una legge, la 38 del 2010, per garantire ad ogni cittadino le terapie necessarie, l’Italia è ancora molto indietro, ed esiste un reale deficit di risposta del sistema sanitario nazionale. Basti pensare alle liste di attesa in ogni regione legate alla richiesta di cura del dolore».
«L’impresa sociale che è nata da questo progetto - prosegue Leonardis - vuole offrire alla gente la possibilità di star meglio senza per questo creare nuovi locali, bensì andando ad occupare una stanza nelle cooperative sociali e nelle realtà della sanità privata convenzionata già esistenti sul territorio, dove si curerà il dolore attraverso un metodo all’avanguardia che godrà della garanzia di una struttura come la Fondazione Isal, l’Istituto di Scienze Algologiche di Rimini che da anni si occupa della ricerca scientifica e della formazione dei medici. In questo modo - conclude - gli operatori medici e infermieri che formerà la scuola di Sulmona potranno applicare le conoscenze acquisite che consistono anche in tecnologie innovative e nell’uso della telemedicina per la cura dei pazienti a distanza, cioè a domicilio». La Scuola abruzzese "Giovanni Leonardis" formerà medici, anche di base, sull’uso di farmaci che sono più efficaci e meno dannosi dei cosiddetti "Fans", cioè i classici antinfiammatori, in cui uso prolungato produce danni a carico dell’apparato digerente e al fegato, oltre ad aumentare il rischio di insufficienza renale e di complicazioni cardiovascolari. Secondo quanto riferisce Leonardis «è stato dimostrato, invece, che l’uso di farmaci oppioidi, cannabinoidi e derivati ha enormi potenzialità nella cura efficace del dolore cronico, alleviando le sofferenze di un grandissimo numero di persone al di là dei pregiudizi sedimentati». L'iniziativa di Leonardis verrà presentata venerdì 25 settembre, alle ore 10, nella sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato, in piazza della Minerva 38 a Roma.

 

da Il centro 26 settembre 2015

Parte la Scuola europea di alta formazione sul dolore promossa dalla fondazione Isal

E da febbraio corsi per medici a Sulmona

SULMONA Partiranno a febbraio in città i primi corsi della Scuola europea di alta formazione sul dolore cronico, promossa dalla Fondazione Isal, Istituto di scienze algologiche di Rimini che da anni si occupa della ricerca scientifica e della formazione del personale sanitario. Circa 200 medici, per lo più italiani e dell'Est Europa, frequenteranno per sei mesi a Sulmona la prima Masterclass europea sul “governo clinico della terapia con oppioidi e cannabinoidi”. L’Italia è all'ultimo posto in Europa nel consumo pro capite di farmaci antidolorifici considerati adeguati (ovvero oppioidi, cannabinoidi e derivati), mentre è al primo nel consumo pro di farmaci fans (cioè antinfiammatori e analgesici classici). Mal di schiena, emicrania, artrosi, nevralgie, dolori alle articolazioni, sono alcuni degli esempi di malattie con dolore cronico che, se non diagnosticato in tempo e curato in modo adeguato, può cronicizzarsi e diventare esso stesso patologia. In Italia 13 milioni di persone ne soffrono, in maggioranza donne. Eppure, nonostante il Parlamento abbia approvato all'unanimità la legge 38 del 2010 per garantire ad ogni cittadino le terapie necessarie, l'Italia è ancora indietro. Da qui l’idea di aprire una scuola internazionale, intitolata a Giovanni Leonardis, medico recentemente scomparso che per primo si occupò dell’uso dei farmaci alternativi nelle terapie più debilitanti. Il tutto grazie all’impegno del figlio Alberto, imprenditore. «L'impresa sociale che è nata dal progetto» spiega Leonardis «vuole offrire alla gente la possibilità di star meglio senza per questo creare nuovi locali, bensì andando ad occupare una stanza nelle cooperative sociali e nelle realtà della sanità privata convenzionata già esistenti sul territorio, dove si curerà il dolore attraverso un metodo all'avanguardia che godrà della garanzia di una struttura come la Fondazione Isal». La Scuola abruzzese “Giovanni Leonardis”, è stata inaugurata all’Abbazia celestiniana lo scorso 30 maggio e ha già ricevuto numerose richieste di iscrizione. Formerà medici, anche di base, sull'uso di farmaci che sono più efficaci e meno dannosi dei classici antinfiammatori. «Troppo spesso si sottovaluta il dolore cronico» spiega il professor Gianvincenzo D'Andrea, vice presidente della Fondazione Isal «in Italia un cittadino su 4 ne soffre, ma continua ad affrontarlo con cure poco adeguate». «Con la scuola si potrà fare un enorme passo avanti verso gli standard europei e mondiali», chiosa D'Andrea, già primario del reparto di Rianimazione dell'Annunziata e motore del progetto. Anche la società che agirà nei centri italiani porta il nome di ‘Giovanni Leonardis Welfare’. Federica Pantano ©RIPRODUZIONE RISERVATA

________________________________________

2 agosto 2015

In occasione del 34° Campo Scuola "7 Giorni Giovani" tenuto dall'associazione Nuova Acropoli presso Sette Fonti, verranno organizzati nei giorni:

lunedì 3 agosto ore 21.30 gara in notturna di orienteering per le vie di Tussio.

La popolazione è invitata a partecipare.

_____________________________________

15 luglio 2015

Da Angelo Colangeli riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Auguri al nuovo poeta

Questa è una mia poesia che ha superato una selezione nazionale indetta dalla Casa Editrice "Aletti Editore" nel 2014, ed è stata appena inserita in una raccolta di poesie.
Il volume fa parte della collana "L'Indice delle esistenze - Vite in frammenti - Il volume appena pubblicato da Aletti Editore si intitola "L'Amore" ed è una raccolta di poesie aventi ad oggetto l'amore, di autori vari selezionati nel concorso del 2014, ed è in vendita sia nelle librerie che online.
A  breve l'uscita di una raccolta di 30 poesie solo mie, però con un altro editore.

FRUTTO MATURO

Si spegne la luce e i rumori tacciono,
gli occhi lasciano riposare i pensieri
che mi cadono dentro in cerca di calore,
è notte!
Il cuore si adagia sul prato dei sogni
dove tenero riposa il nostro amore,
le cicale fan la guardia insieme alla luna.
Tu come un delizioso frutto maturo
sei vitale alimento per la mia anima,
mi disseti le labbra arse da tanto deserto.
Nell'ombra dell'albero dei desideri,
il tuo sensuale e passionale respiro
scandisce il tempo del nostro amore.
Venti di passione attraversano la notte
scompigliando i tuoi lunghi capelli,
cadono così nell'oblio, come foglie morte, 
pene, fatiche e tristi pensieri...
è mattino!
Il battito delle ciglia accoglie la luce
schiudendo al giorno i nostri cuori.
Il mondo ricomincia così il pendolo
tra vita e amore, sogno e realtà!

_____________________________________

 

5 giugno 2015

da Angelo Giordani

I TUSSIANI SI RITROVANO SOLENNEMENTE TUTTI PER FESTEGGIARE IL CORPUS DOMINI

Finalmente il bel sole e l'estate vera è arrivata e Tussio la festeggia solennemente domenica in occasione del Corpus Domini infiorando tutte le stradine del nostro accogliente borgo per il passaggio della processione. Verranno preparati vari altarini come ci hanno insegnato i nostri nonni per la sosta di preghiera e benedizione del luogo durante la solenne processione.
In tanti ci ritroveremo domenica per la bella occasione, ma soprattutto per ricordare e mai dimenticare le cose belle che i nostri avi facevano con tanto amore e devozione.
Tutti a Tussio, dunque, domenica 7 giugno alle ore 12 con la Santa Messa celebrata da Don Alessandro e poi tutti devotamente in processione.

 

La cerimonia, come tutti gli anni, si è svolta secondo la tradizione.
Messa, processione, con il parroco celebrante, don Alessandro, recante l'ostensorio, ovvero il Corpo di Cristo, protetto dal baldacchino: il prezioso drappo sorretto da quattro aste.
La comunità ha infiorato le strade e allestito quattro deliziosi altarini, presso i quali la processione si è soffermata e il popolo ha recitato le preghiere commemorative di questo giorno importante per i credenti.


via Lauretana - via San Tussio


via San Tussio


la Faina


via Sotto i Fossi

le foto sono di Franca Ranalli

____________________________________

25 giugno 2015

Valérie Santarelli, questa mattina, mi ha fatto partecipe di queste sue informazioni sui riti dedicati a
San Giovanni.
Il contributo è troppo importante per tenerlo solo per me.
Quindi lo condivido con il lettori del Piccolo Giornale di Borgo.

Ciao Toni,

Ho ritrovato su un libro di Gaetano Susi quello che scrivi sul sito.
Il mio libro è ambientato ad Introdacqua . 
Scrivo qualche pagina :
... " tradizioni di veglie in attesa di assistere al "battesimo del sole" il 24 giugno, festa del solstizio, che rappresenta una tappa importante:  le sventure della vita.
"Lu San Giuanne", normalmente, non è un parente perché deve poter curare gli interessi del comparello.
Oltre al comparatico ufficiale, che lega i compari o le comari di battesimo, di cresima ai loro figliocci e i compari di nozze agli sposi, c'era il comparatico tra amici, definito anche "parentela fittizia": Spirituale relazione, che due persone contraevano in seguito a vari riti popolari il giorno di San Giovanni. È ritenuta indissolubile e sacra più di quella fisica e genetica.

Ad Introdacqua molto diffuso era il comparatico a "ditillo", meno il comparatico a "passare".
Il comparatico a "ditillo", specie tra le ragazze, era contratto con un cerimoniale semplice. Due ragazze si prendevano per il mignolo della mano, in dialetto "ditillo", e recitavano in coro una breve formula:

Chemmàra me', chemmàre, facémmie a chemmàre, terémmie 'nu capélle, San Giuvanne cumparélle! E se nu' i' revuastemme All'emperne je ne jemme. Cummara me, cummara, Facemmece a cummara: Se nu e reguastemme A lu 'nfierre ce ne jemme: Sona, sona lu campanielle Ce ne jemme dritte a lu 'nfierre.

Dopo aver recitato la formula si strappavano un capello e lo poggiavano l'una sul capo dell'altra diventando comari

Il comparatico a "passare" veniva contratto tra adulti e consisteva nel passarsi un bambino sull'altare recitando delle giaculatorie.

Auspici per gioco o per trarre degli auspici la sera della vigilia del 24 giugno si metteva l'albume dell'uovo in una bottiglia piena d'acqua, che veniva esposta poi durante la notte sul davanzale della finestra. Al mattino tutta la fantasia si sbizzarriva nell'interpretare la forma assunta dall'albume: un veliero (viaggio), una bara (morte), una coppia di sposi (matrimonio) ...

Per prevenire le malattie cutanee si mangiava l'aglio fresco oppure lo si strofinava sulla pelle recitando un'orazione a San Giovanni.

All'alba del 24 giugno era consuetudine andare sulla Plaia , colle ad oriente di Introdacqua, per vedere sorgere il sole e raccogliere le bocce . Negli studi demonologici sembra che queste bocce, altrimenti chiamati crillarmi o pocce lattarie o mamme longobarde , siano da collegarsi alla fertilità e alla protezione contro il malocchio e gli spiriti malefici. Infatti si credeva avessero un potere protettivo, se raccolte la mattina del 24 giugno e infisse nei muri o collocate nelle fondamenta di una casa in costruzione. Si possono trovare ancora oggi su qualche facciata delle abitazioni della zona del Castello, dell'Ara (Via L. Susi) e di Via C. Battisti a Introdacqua nonché nella frazione Vallecorvo, territorio amministrativo di Sulmona." ....

(dopo evoca e spiega le prime iconografie del santo a Sulmona nel 1076 !)

È vero che sono attaccata alla storia e alle tradizioni, forse perché, per me, sono generalmente momenti di gioia, ma anche di ascolto ... di rispetto delle parole, di gesti ,  di serenità.
Non è nostalgia, ma sono momenti da condividere che ti fanno anche sentire vivo. .......

 

22 giugno 2015

Lo scorso anno ho avuto il consenso e il plauso per aver ricordato questa data e queste tradizioni che i giovani, che hanno meno di 35 anni, non conoscono.
Contemporaneamente "il ricordo dei fuochi di san Giovanni" ha suscitato suggestione e un tantino di nostalgia a tutti gli altri.

Ecco perchè ho pensato di riproporlo anche quest'anno.

Ricordo, a chi volesse farlo, di mettere il bianco dell'uovo in una bottiglia piena di acqua domani sera, il 23, lasciarla tutta la notte "alla serena" per trovare, se il miracolo avviene, una barchetta il 24 mattina.


23 giugno 2014

da Toni Santogrossi

Il fuoco di San Giovanni

Il 24 giugno si celebra la nascita di San Giovanni Battista.
A Tussio, come nei paesi vicini, la vigilia, ovvero la sera del 23, si accendevano piccoli fuochi sui quali, tutti, uomini, donne e bambini, saltavano.
Il rito dell’accensione dei fuochi ha diversi significati. Su internet si trovano varie versioni.

Ma … il salto?
Perché si saltava il fuoco? Mi hanno raccontato che tutti, uomini, donne, giovani e vecchi, saltavano. I più vecchi e le più vecchie che non potevano spiccare un salto passavano su di esso la gamba.
Quindi il rito, sicuramente propiziatorio, era sentito. Ma, nessuno ha saputo darmi un qualche significato specifico.
Solo una filastrocca che le donne  cantavano  mentre eseguivano il salto:

San Giuann’ San Giuann’
salvam’(e) le zamp’(e)
prima a ‘mmy
y ‘ppo’ a mamma.

San Giovanni San Giovanni
salvami le gambe
prima a me
e poi a mamma.

Sul sito lagosereno.org ho trovato una interpretazione in cui si dice:

 Legate alle feste e ai riti del fuoco vi sono alcune prove da superare. Le più comuni e tradizionali sono la pirobazia (camminare su di un letto di carboni ardenti oppure di sassi precedentemente surriscaldati) e il salto del falò.
Il salto delle fiamme, a coppie o da soli, è una prova di purificazione e coraggio che veniva superata tradizionalmente in tutte le campagne d’Italia la notte di S. Giovanni.
Ma perché dovremmo saltare le fiamme?, potremmo chiederci meravigliati alla maniera di Voltaire. Perché è tanta salute, risponderebbe un coro di voci, dal Friuli alla Sardegna, dalla  Scandinavia alla Grecia.
Le nostre nonne sapevano leggere i salti sopra le pire.

Nella categoria dei salti individuali, l’alpigiano ‘single’ (ricordiamo che questa nota è stata presa da un sito del nord Italia) saltava tra le fiamme del 24 giugno per guarire il mal di schiena, per migliorare la vista e per tonificare la sua virilità. E più alto era il salto, più sarebbero cresciuti la canapa e il lino.
La ragazza, invece, lo faceva tre volte, avanti e indietro, per trovare marito. Se già sposata, ma sterile, per avere bambini.

Il salto del falò in coppia, tenendosi per mano, tra innamorati, è più divertente. Ma bisogna conoscerne le regole, i significati, le conseguenze.
Così si tramanda:
1) chi dei due stacca prima, cioè più lontano dal tappeto di braci, porterà i pantaloni’ in casa.
2) Chi per primo toccherà terra dopo le fiamme, per primo lascerà il mondo.
3) Salto simultaneo, vita coniugale felice.
4) Salto lungo, lungo dolore.
5) Gonna incendiata ragazza castigata…
e via di questo passo a seconda delle tradizioni.

Ma, nella nostra tradizione si dice anche che: ti sei fatto  “San Giovanni”, ovvero sei diventato: compare.
Da un articolo sulla Nuova Sardegna apprendiamo:

“Il comparatico
La notte della vigilia, l’amicizia si suggellava divenendo compari di San Giovanni, e da quel momento ci si dava del “voi” per tutta la vita. Il rito si compiva recitando all’unisono auguri e auspici nel momento del salto del fuoco, ripetuto tre volte. A significare come, così come si supera l’ostacolo rappresentato dal fuoco, insieme si superano le difficoltà e le asperità della vita.”

Daiana Legge ha inviato queste foto “scattate” il 23 giugno 1987, in cui si vede il “fuoco di San Giovanni” acceso da Antonio Cicerone e Adolfino Santogrossi.
Perché questi due “vecchi” avrebbero acceso il fuoco?
Spettatori, anzi spettatrici, erano soprattutto le nipoti di Antonio, Daiana, Doriana e una loro cuginetta.
Nella foto si esprime il concetto di: “tramandare la tradizione”.
Per carità, ogni cosa, ogni bene materiale e immateriale, costruito e voluto dall’uomo, ha un ciclo di vita: nascita, crescita e morte.
Qualche volta, sono sicuro, siamo noi stessi ad accorciare questo ciclo di vita.

La notte di San Giovanni c’era, anzi qualcuno lo fa ancora, la tradizione di mettere “la barchetta di San Giovanni”.
Si prende una bottiglia slargata nel fondo; la si riempie di acqua; in essa si versa il bianco dell’uovo (fresco e non passato in frigorifero); si pone la bottiglia fuori dalla finestra, o su un balcone, comunque alla “serena” e, la mattina del 24 giugno, e solo in quella notte, si verifica la magia o, per chi vuole crederci, il miracolo, della trasformazione del bianco d’uovo in una “barchetta”.
Io, da piccolo, trovai un veliero che durò diversi giorni.

La foto è stata scattata da Pasquale Legge

__________________________________

8 giugno 2015

Ultiima poesia dii Vanda Santogrossi

E MO ...! SE NE SO' RREJITI!

Ji Alpini mo' da L'Aquila se ne so' rrejiti
ma quanna spiranza issi c'hannu lassatu!
Belle parole , eloggi , esembi de coraggiu e 'ndenzioni
d'ajutacci angora c'hannu promissu
e se chiamati , de corza sarebberu vinuti
pe'  'sta città che atà rresorge e che j'orgojiu sè
ha timostratu 'sti jorni ch'accoldu ha j'Alpini
e ttand'amici d'ogni ddove spennennose coj'animu
e ju core pe' no' fa mangà gnent'a gnisciunu
de cquiji che so' vvinuti da londanu.
E l'organizzazziò tandu pricisa ha 'gni ccosa fattu
da pijiasse j'onoru daji cunuscendi e daji "furastieri".
So' sstati tre jorni de festa e de rrecordi
ch'hannu 'norgojitu tutti quandi
cquiji ch'hannu laoratu pe' j'evendu
e pe' ji tandi Alpini che ecco so' vvinuti
pe' lla folla che 'ngiru semu tinutu
tra cquele bbangarelle culorate , pe' lle roulotte
e pe' ji camber che 'ngiru ce so' sstati.
E s'è ssaputu che tutti se so' rrecriati
sott'a cquele bbandiere pe' lle strai appiccate
che valore e gloria a ttutti c'hannu rrecordatu.
E po' de curtura pure s'è pparlatu  , co' congerti ,
discorzi , onoranz'e premiati.
E j'urdimu jornu co' cquela sfilata che ddodeci ore
cquasci è ddurata da com'è sstat'attrezzata !
E cquanne metaje e cquanni cappeji
co' 'nu  " ciuffittu rusciu" e penna a ll'aria
che co' ttanda commozziò pe' Via Corrado IV so' passati !
E po' cquijiu tricoloru lungu lungu srutulatu
e co' metri 99 L'Aquila ha rrecordatu
'nziem'a lle sagge parole deji Presidendi deji Alpini ,
co' cquiji che pure da ll'Esteru so' vvinuti
e co' ju rincraziamendu a ttutti dejiu Sindacu
pe' lla strai o 'nnanz'ajiu televisoru c'hannu 'nchioatu.

_________________________________________

18 maggio 2015

Ecco il "gruppo alpini Tussio 88"

alla Adunata Nazionale degli Alpini.

Tussio non poteva mancare a questa grande festa che ha coinvolto la città de L'Aquila e tutto il circondario.

I nostri alpini: Giovanni e Tommaso, figli di Fabrizio Ciccarelli; Alessio e Andrea figli di Alessandra e Stefano Lupi; Marco e Massimo, figli di Lucilla e nipoti di Angelo Giordani; e ancora un bambino e una bambina di cui non conosciamo i nomi (speriamo che qualcuno ce li fornisca).

_____________________________________________

30 aprile 2015

Domenica 26 u.s. è apparso, sul quotidiano Il Centro, a firma di Andrea Mori, un articolo, a pagina intera, della istituzione in Abruzzo di una scuola di specializzazione sulla terapia del dolore.

L'iniziativa, in onore del padre e nostro compaesano prof. Giovanni Leonardis, è presa dal figlio Alberto.

Esprimiamo sinceri auguri alla riuscita dell'opera che ci conferma l'operosità dei tussiani e la capacità di realizzare grandi progetti.

Riportiamo l'intero articolo:

Scuola Terapia del dolore:
richieste da tutta Italia

SANITA' ALTA FORMAZIONE IN ABRUZZO

medici interessati all'impiego di oppioidi e cannabinoidi, i corsi a Pratola intitolati al precursore Giovanni Leonardis e sostenuti dal figlio e dalla Fondazione Isal

Il dolore cronico può e deve essere curato, ma è un fenomeno complesso sul quale c'è ancora molto da sapere. Nonostante la legislazione sia cambiata e si sia uniformata a quella europea, la materia è ancora un passo indietro rispetto alluso dei farmaci di ultima generazione.
Per questo è nata l'idea di istituire in Abruzzo la prima Scuola europea di alta formazione sulla terapia del dolore e di intitolarla a Giovanni Leonardis, medico abruzzese recentemente scomparso che ha dedicato la sua vita alla cura e allo studio di questi farmaci che consentono alle persone di affrontare dignitosamente il dolore causato da vari tipi di malattie.
La Scuola "Giovanni Leonardis", che sarà inaugurata a Sulmona il 30 maggio e che sta già ricevendo numerose richieste di iscrizione, formerà medici, anche di base, sull'uso di farmaci ritenuti più efficaci e meno dannosi dei cosiddetti "Fans". Il primo passo di questa scuola sarà quello di organizzare, per prima in Italia, una "Masterclass Europea sul Governo Clinico della Terapia con Farmaci della Classe Oppioide e Cannabinoide".
Il progetto è finanziato da Alberto Leonardis, imprenditore che ha abbracciato volentieri l'idea di intitolare a suo padre questo nuovo istituto che si occuperà della Terapia del Dolore e che avrà sede all’Itis di Pratola Peligna. «Mio padre è stato uno dei precursori delle nuove tecniche della terapia del dolore», racconta l'imprenditore, «soprattutto come professore ordinario di Anestesia e Rianimazione presso l'Università Tor Vergata.
La mia famiglia, come molte altre, ha vissuto da vicino il dolore provocato dalla malattia e poter fare qualcosa per gli altri in questo campo mi rende orgoglioso, come se proseguissi la missione di mio padre».
Mal di schiena, emicrania, artrosi, nevralgie, dolori alle articolazioni, fuoco di Sant'Antonio, sono alcuni degli esempi di malattie caratterizzate da dolore cronico che, se non diagnosticato in tempo e curato in modo adeguato, può diventare esso stesso una vera e propria malattia che non abbandona più la persona. In Italia si calcola che in 13 milioni ne soffrono.
La maggior parte è donna. E si sbaglia se pensa che questo problema riguardi soltanto i malati di tumore. Occorre superare i pregiudizi.
Tanto più che l’Abruzzo è stata una delle prime regioni ad approvare la legge – su proposta dell’ex consigliere Maurizio Acerbo di Rifondazione – sull’impiego dei derivati dalla cannabis. «Troppo spesso si sottovaluta il dolore cronico», spiega il professor Gianvincenzo D'Andrea, vice presidente della Fondazione Isal, Istituto di Scienze Algologiche di Rimini che da anni si occupa della ricerca scientifica e della formazione dei medici e promotore dell'iniziativa abruzzese, «invece in Italia un cittadino su quattro ne soffre, ma continua ad affrontarlo in maniera superficiale. Per trattare bene la patologia bisogna conoscerla, perché esistono tante situazioni di dolore a seconda della malattia che lo provoca e ogni dolore è trattato in modo diverso».
I dati dicono che nel 18 per cento dei casi i pazienti che soffrono di dolore cronico ammettono di vivere un senso di abbandono, al 22 per cento degli intervistati è stata diagnosticata depressione mentre il 50 per cento prova un senso di sfiducia e di malessere. «In Italia la legge risulta essere il più delle volte inapplicata per la mancanza di strutture adeguate», continua D'Andrea, «e poi per trattare bene la patologia bisogna conoscerla, perché esistono tante situazioni di dolore a seconda della malattia che lo provoca e ogni dolore è trattato in modo diverso».
Esiste una classificazione di dolori cronici e l'impiego di farmaci oppioidi, cannabinoidi e derivati e sulle loro potenzialità è al centro di un dibattito di grande attualità. «L'intento della Fondazione Isal, di cui faccio parte», aggiunge D’Andrea, «è proprio quello di colmare il gap di ricerca e di diffusione di tale terapia. E con la nascita della Scuola europea di alta formazione "Giovanni Leonardis" si potrà fare un enorme passo in avanti per allinearci agli standard europei e mondiali».
Per supportare la nuova istituzione si è costituita in Abruzzo l'Associazione "Amici della Fondazione di ricerca sul dolore Isal - Giovanni Leonardis" brevemente detta "Amici di Isal" che ha appunto come scopo la solidarietà sociale nel campo dell'assistenza all'uomo sofferente e che punta molto sull'attività di formazione di personale medico e paramedico.

________________________________________________

29 aprile 2015

Ultiima poesia dii Vanda Santogrossi dedicata al raduno nazionale degli alpini che si terrà a L'Aquila nei giorni 15, 16, 17 maggio.

PER GLI ALPINI D'ITALIA
Arrampicator di rudi rocce e d'alte vette
forti nell'andar verso battaglie e morte
siete stati , pur voi, Alpini , l'onor d'Italia
per le passate imprese da non dimenticare.
Scordar non si potrà fermezza e fedeltà
di nonni, bisnonni, trisavoli e congiunti
che vivo nelle menti portavano il dover
per guadagnar, nella speranza , il valor della vittoria.
Scalavan essi con ardor le bianche cime tra perigli
regno di quelle rare stelle alpine e meraviglie
per lasciare ai "posteri" le lor conquiste fatte
di quelle "Zolle e Sassi" da unificar per tutti.
I grossi scarponi con zeppe e chiodi in ferro
attraversato han valli, pianure e monti
tra ciottoli , verdi conifere e "territor nemici"
per riportare a casa la gioia della "gloria".
Polpacci duri han cinto le "grigio-verdi fasce"
che carezzavan le stanche gambe in ripide discese
e liberi da pesanti fardelli , con resistenti muli ,
godevan della tregua del comun combattimento.
Gioie e dolori ricordano i tanti bei cappelli
con "fori" e tintinnanti medaglie d'eroi
sul capo d'invalidi e di reduci di guerra
che scolpito han nel cuor il tuono del cannon.
"Quella piccozza" al chiodo ormai si tiene appesa ,
non fa e non riceve da niun alcun'offesa ,
riman solo cimelio di già eroiche contese
spente da tempo le belligeranti imprese.
Com'aquile rampanti, il vostro cuor si sente
e nei "cori e canti" il vigor d'Alpin possenti.

E la vostra orgogliosa penna , degna di vero onore
or, fende l'aria della ferita nostra cara città :
L'Aquila , colpita dal traditor destino ,
che tanto "giocò sporco" alle 3.32 del 6 : mattin d'aprile.

 

_______________________________

30 marzo 2015

Ieri i tussiani hanno festeggiato con grande partecipazione Serafina che, in questi giorni, ha compiuto 100 anni.
Accompaganta dai figli Sandro e Roberto e dal nipote Remo, tornato per l'occasione dal Giappone, è arrivata in piazza in splendida forma.
I compaesani, al pizzo di piazza, le hanno dedicato una targa incastonata ad una pietra e, in suo onore, piantato un albero.
E' seguito un ricevimento a base di dolci preparati dalle donne di Tussio.

infotussio ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della festa, in particolar modo, Dorando (Domenico Cicerone) e Luigi Carosi che si sono "sbattuti" più che mai (come sempre, daltronde).


DOMENICA 29 MARZO ALLE ORE 10,30, IN PIAZZA,

IL POPOLO DI TUSSIO FESTEGGERA' I 100 ANNI DI SERAFINA.

TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE.

 

24 marzo 2015

(finalmente) infotussio riesce a fare gli auguri alla nostra compaesana
Serafina Leonardis che oggi compie 100 anni.

 

da Toni Santogrossi

Per avere un ricordo delle cose belle che mi succedono, scrivo quelle che più mi colpiscono.

Esprimo i più cari auguri a Serafina e mi permetto di descrivere qualche tratto della sua vita con questi appunti, scritti nel 2013, quando capitai a casa sua e vissi la nostra conversazione così come la riporto qui.

Tussio 17 luglio 2013
            Intorno alle sette di sera, sono andato a portare le pile per l’apparecchio auricolare a Serafina Leonardis (24 marzo 1915) in Chiodi, madre di Sandro e di Roberto.
            Fra qualche mese, mi ha detto, compirà novantanove anni.
            Lo scorso inverno (2012-2013) è andata, per fare piacere ai figli, a vivere a Roma, in una casa di riposo, la stessa casa dove lei ha prestato servizio per molti anni.
            Ora è a Tussio, a casa propria, e ci resterà fino a settembre. Lei vorrebbe rimanere qui ma i figli non vogliono: è troppo anziana, anche se sta benissimo, per vivere da sola.
            L’ho trovata sul terrazzo che leggeva un malloppo di romanzo di 500 pagine scritte fittamente.
            Serafina è molto riservata. Colta, per la istruzione che ha ricevuto. D'altronde, come mia zia Emilia, anzi molto di più, è stata a contatto, o meglio, a servizio, di persone di elevato ceto sociale ed economico. E’ stata anche infermiera a Roma, ma non so esattamente dove e fino a quando.
Ricordo che è tornata a vivere a Tussio, con il marito Nello e la sorella Carolina, nella sua casa paterna, fra gli anni ’70-80.
            Nel 1999 ho scoperto che lei è stata l’infermiera che ha assistito negli ultimi anni e fino alla morte, avvenuta il 20 luglio 1937, Guglielmo Marconi. Anzi, l’ha visto morire.
            Serafina non ne parla volentieri, neanche in famiglia. Lei, non vuole apparire; non vuole notorietà.
            Nel ’99 la coinvolsi ne Le notti della repubblica e le feci raccontare la storia della sua emigrazione, da ragazzina, a Roma, e poi dell’assistenza che ha prestato, quando aveva 21-22 anni, al senatore e inventore Guglielmo Marconi.
            Nulla di più.
            Questa estate, parlando del più e del meno, le ho fatto notare quanto fosse stata brava nella vita e preziosa per la testimonianza portata a conoscenza di tutti. Ho constatato, però, un certo disappunto per essere stata citata nel mio libro, "storie di Tussio", nella parte in cui racconto l’emigrazione daTussio, tema, come ho detto, già sviscerato nel 1999.
           



foto scatta da Valérie Santarelli l'11 agosto 2014

___________________________________

10 marzo 2015

Uaohhhh è nata una nuova casa editrice.


E sapete chi sono gli editori?

Due paesani coraggiosi: Gianfranco Giorgi e Doriana Legge.

Hanno rivolto a tutti l'invito alla presentazione di uno dei primi libri che hanno stampato.
Siamo lieti di annunciarlo al mondo di infotussio.
Pubblichiamo il comunicato stampa che la casa editrice Uao (non è uno scherzo, si chiama proprio così) ha diramato, la locandina dell’evento, e, il link del sito degli editori:

www.uaoedizioni.it

Da parte nostra: infiniti auguri e in bocca al lupo.

 

Praticamente innocua - Viaggio semiserio nell'Aquila post-sisma", Presentazione del libro all'Aquila Accattivante, divertente, intenso. Sono questi gli aggettivi che balzano in mente quando si pensa ai racconti di Ford Prefect, aquilano doc che, utilizzando uno pseudonimo, ha curato la fortunata rubrica a puntate "Praticamente Innocua - viaggio semiserio nell'Aquila post-sisma", pubblicata dal quotidiano digitale NewsTown. Spazio settimanale che ha riscosso un notevole successo di lettori.Grazie alla casa editrice UAO Edizioni, Praticamente Innocua è ora diventato un libro che verrà presentato venerdì 13 marzo, con inizio alle ore 18, nell'aula magna del Gran Sasso Science Institute (viale Crispi, 7), nel centro storico del capoluogo abruzzese. Ford Prefect compie un viaggio epico quanto ironico nell'Aquila post-sisma, ricordando luoghi significativi e momenti importanti nella storia recente della città, e raccontando le bellezze e le storture di un territorio inesorabilmente cambiato, soprattutto negli ultimi anni. Dai "vecchi" cinema del centro, passeggiando idealmente da Piazza Duomo a Collemaggio, dalle "nuove" Piazza D'Armi e Piazza D'Arti, passando per le terre di mezzo come la zona rossa e il Progetto Case. L'opera è stata arricchita dalle illustrazioni di Michela D'Andrea e dal progetto grafico di Annalisa Conte. "Questa bolla di sopore che prima o poi esploderà ci riporterà una città diversa - scrive Ford Prefect - ma, finché questo non avviene, andate a vedere L'Aquila, andatela a trovare. Perché la vostra memoria non avvizzisca. Perché questa città non diventi, veramente, praticamente innocua". Alla presentazione, interverrà per la prima volta dal vivo Ford Prefect, assieme alla professoressa Luisa Nardecchia, che del volume ha curato la prefazione, e alla redazione di NewsTown. Ci saranno letture dell'attrice Tiziana Irti e incursioni musicali del Trio 99. A moderare sarà Danilo Cianca, nota voce radiofonica. Tanti protagonisti, insomma, per una serata da non perdere.

___________________________________

9 marzo 2015

da Angelo Giordani (25 marzo 2015)

DOPO L’INCUBO DEL MALTEMPO IN MATTINATA FINALMENTE IL NOSTRO PATRONO SAN GIUSEPPE RIPORTA SERENITA’ E GIOIA A TUSSIO

Tussio 22 marzo 2015. Una notte piovosa e le prime ore del giorno da incubo con pioggia e neve hanno spaventato tutti i tussiani per la festa di San Giuseppe. Infatti la benedizione del pane si è dovuta svolgere al nostro grande, accogliente e “caliente” Circolo Culturale con tutti i parrocchiani e l’allegra banda di Tossicia nel teramano in attesa di qualche “miracolo”.
Finalmente il nostro Santo Patrono dopo qualche ora intercede dall’alto e compie l’atteso “miracolo” sospirato da tutti: niente più pioggia e neve! Con l’applauso liberatorio la banda finalmente inizia il giro del paese per la consegna dei pani a tutta la popolazione mentre aspettava vicino ai caldi camini. Alle ore 12 la Santa Messa celebrata da Padre Carmine dei frati di Santa Chiara dell’Aquila anch’egli, come dichiarato, preoccupatissimo perché a L’Aquila non solo nevicava, ma aveva ricoperto con alcuni centimetri di neve, così all’arrivo a Tussio è stato felice del tempo rimessosi. Finita la bella celebrazione della Messa, tutti in processione con il Santo per le strade del nostro accogliente borgo e la banda e le signore e ragazze, ma anche giovani uniti a loro con canti religiosi e dall’alto dello splendido e maestoso campanile lo “scampanellare” continuo dei giovani saliti fin lassù.
Una bellissima e riuscitissima festa completata infine con le buone fettuccine e l’agnello al forno e dolci della tradizione che le nostre brave signore avevano preparato con amore prima di recarsi alla Santa Messa.

 

Domenica 22 marzo si terrà la festa in onore di S. Giuseppe.

Come per lo scorso anno, gli organizzatori invitano tutti i compaesani ad assistere alla benedizione del pane che si terrà in piazza alle ore 9,30.
A seguire ci sarà un piccolo rinfresco prima di iniziare il giro per la
distibuzione delle pagnotte;
la Santa Messa sarà celebrata alle ore 12 con successiva processione
per le vie del paese.

Si invita la popolazione a partecipare numerosa.

da Angelo Giordani

TUSSIO IN FESTA DOMENICA 22 CON IL PATRONO S. GIUSEPPE E LA DONAZIONE DEI PANI BENEDETTI

Tussio. Torna la primavera e Tussio la festeggia ogni anno, ormai da secoli, con il suo Santo Patrono San Giuseppe domenica 22 marzo.
In tanti, come sempre quel giorno, ritornano da Roma, da L’Aquila e altrove per respirare di nuovo aria nativa dopo aver “svernato” lontano dall’amato borgo. Ma anche e soprattutto quel giorno sarà ricordato per la consegna dai procuratori a tutti della saporita pagnottella di San Giuseppe dopo che il Parroco Don Alessandro, la mattina in Piazza con la folta presenza di tutti i parrocchiani, l’avrà benedetta.
Questa tradizionale cerimonia secolare è molto sentita tramandataci dai nostri avi! Inoltre dopo la Santa Messa delle ore 12 ci sarà la processione con il Santo Patrono lungo le strade del borgo accompagnato con canti religiosi, ma soprattutto con lo scampanellio riscoperto alle feste patronali di Santa Anatolia e della Madonna Addolorata l’agosto scorso, grazie ai coraggiosi giovani saliti fin lassù al bel campanile che dopo decenni di silenzio rintronarono ed emozionarono di nuovo tutta la popolazione e la Piana di Navelli intera.
Vi aspettiamo a Tussio!!!
Benvenuti tutti

Altra bella notizia ed altra festa in vista per il nostro Tussio che si appresta a celebrare la seconda centenaria, dopo i 108 di Pia Carosi che ci ha lasciato qualche mese fa, i 102 di Leondina Ciccarelli, le 100 primavere il 24 marzo 2015 di Serafina Leonardis, ma su questa notizia ci torneremo…! 

_______________________________________________

12 febbraio 2015

dal nostro estimatore e compositore Camillo Berardi

 
riceviamo e pubblichiamo volentieri il………………..
CANTO AQUILANO “LA DORMENTE” Versi di Antonio Cimoroni Musica di Camillo Berardi.
Le vette più alte del massiccio del Gran Sasso disegnano le sembianze maestose di una graziosa fanciulla distesa e “dormiente" con il seno turgido e i delicati
lineamenti del viso. Nel gigantesco profilo donnesco la fantasia popolare e l’immaginario collettivo, nel passato, hanno sempre visto una presenza “soprannaturale” identificandola con Venere, Maia, Cibele, o qualsiasi altra splendida dea di pantheon mitologici.
In basso il testo poetico
in vernacolo con la traduzione in lingua e il link   per visualizzare il filmato con l’esecuzione  corale del componimento: https://www.youtube.com/watch?v=mhwxgN50bhA   


Ph. Cesare Acciavatti -  La Dormiente del Gran Sasso 

Alla sagoma incantevole
della “Bella Addormentata” immersa nei magici e variegati colori del
cielo, il poeta Antonio Cimoroni e il musicista Camillo Berardi hanno dedicato il
canto aquilano “La Dormente.

LA DORMENTE

(canto in vernacolo aquilano)

Versi di Antonio Cimoroni                              
Musica di Camillo Berardi

1^ STROFA

All’alba  quandu vedde la Dormente
fermette ju passu subbitu a ll’istante.
‘Na mani ‘nfronte pianu m’appujette
guardennome ‘ncandatu rocce e vette.
‘Sta bbella addormentata deju monte
reposta aju Gran Sassu loc’ammonte
l’ha cuncipita a grazzia Dio potente
gigante e mmaestosa pe’ lla gente.

1° RITORNELLO

Tra ju silenziu ‘nturnu e l’aria pura
è come j’apparesse ‘na figura,
sarrà la Santa Vergine bbeata
a falla remani’  ‘mpietrificata.

2^ STROFA

Da lla montagna spanne rentruciate
bbellezze che d’invernu so’  ‘nnevate.
Pe’  fa’ coraggiu a ju scalatore
da loco sopra ‘nvoca ju Signore.
La chioma sottu ventu spettenata
reluce ‘nfaccia a sole sfilacciata.
A ll’ombra quandu ju celu s’è ‘mbrunitu
j’aspettu  a chi la guarda è cchiù scapitu.

2° RITORNELLO

Lontanu te’  ju sguardu vôtu ‘ncima
a reconta’  le stelle pe’ ju celu,
attecchia  ‘nu richiamu  ‘e lla Majella
compagna d’avventura  j’è sorella.

FINALE

Vurria guardatte ancora ‘n’atra ‘ote
doma’ mmatina prestu a lla stess’ora.
Co’  ‘ss’occhi chiusi tu relassata stai
bbella  ccusci’  non te so’ vista mai!


Ph. Roberto Cilli -  La Dormiente del Gran Sasso

 

LA DORMIENTE
(traduzione in lingua)

1^ STROFA

All’alba quando vidi la Dormiente
mi fermai subito, istantaneamente.
Poggiai delicatamente la mia mano sulla fronte
ammirando incantato rocce e vette.
Questa bella addormentata della montagna
distesa sul Gran Sasso lassù in alto
l’ha concepita assai graziosamente Dio potente
gigantesca e maestosa per la gente.

1° RITORNELLO

Tra il silenzio circostante e l’aria pura
è come se apparisse una figura,
sarà la Santa Vergine beata
a farla restare pietrificata.

2^ STROFA

Dalla montagna spande straordinarie
bellezze che in inverno sono ammantate di neve.
Per fare coraggio allo scalatore
da lassù invoca il Signore.
La chioma sotto l’azione del vento spettinata
risplende di fronte al sole sfrangiata.
All’ombra quando il cielo è imbrunito
l’aspetto  a chi la guarda appare più chiaro.

2° RITORNELLO

Tiene lo sguardo lontano, rivolto verso l’ alto
per ricontare le stelle del cielo,
ascolta un richiamo della Majella
compagna d’avventura, le è sorella.

FINALE

Vorrei guardarti ancora un’altra volta
domani  mattina presto alla stessa ora.
Con quegli occhi chiusi tu rilassata stai
bella così non ti ho vista mai!


Ph. Ra Boe -  La Dormiente del Gran Sasso

_______________________________________________

9 febbraio 2015

"Big Snow" fa un salto anche a Tussio, abbattatuti due alberi

Se a L'Aquila è caduto un albero, Tussio rilancia con due!
Uniche vittime: i cassonetti innocenti

Nella notte, a causa del forte vento, sono venuti giù due degli alberi piantati oltre i muretti che contornano il "giro di Piazza",
abbattendosi violentemente sui cassonetti del Comune.

Ora la visuale sulla Piana è più libera!


foto di Franca Ranalli


foto di Giulia De Rubeis


foto di Franca Ranalli

_______________________________________

5 febbraio 2015

Tussiani! Aprite le cantine!

il 14 febbraio 2015 si terrà per le vie del paese la tradizionale
RUZZ'(E)CA! 

Partenza alle 14 dal "pizzo di piazza". 
La gara è aperta a tutti!
Si prega di comunicare la partecipazione per organizzare 
al meglio la gara.

Vi invitiamo a cercare la spiegazione nella pagina dei giochi di una volta e a leggere la voce relativa di Wikipedia in cui viene menzionato anche il nostro paese.

_________________________________

27 gennaio 2015

da Tiziano De Rubeis
in memoria di Gabriele Cantera

Ciao a tutti,
stamattina ho aperto il sito e ho appreso la triste notizia.
Mi dispiace tantissimo per me è stato più di un amico, sempre allegro e sorridente portava allegria ovunque andava e molti ricordi comici del mio paese venivano da lui. Mi ricordo le giornate passate insieme al bar, le scampagnate, i carnevali...

Ciao Gabriele non ti dimenticherò mai...
Tiziano

_________________________________

a cura di Toni Santogrossi

grafica e supporto tecnico: Giulia Cicerone