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ARCHIVIO NOTIZIE - 2012

 

 

27 dicembre 2012

da Angelo Colangeli

Spero che queste festività natalizie abbiano portato serenità e pace a tutti i tussiani, con l'augurio di felice prossimo anno.

GOCCE DI RICORDI....

Hai presente quando un venerdì sera consumi lento e pacato la tua cena con la famiglia, nella pace di una silenziosa cucina.? Ti sembra quasi un'oasi dopo giorni di stress..! Il silenzio mette in risalto le voci e i suoni e ne percepisci anche le sfumature, tanto da essere felice di sentirle serene. Non ho voglia di parlare quasi per non disturbare l'atmosfera.. ma finita la cena mentre tutti si appartano nelle loro occupazioni tra trilli di sms, pc che si accendono e TG che elenca schifezze di ogni genere, chiudo la porta e nella quiete mi dedico il mio quarto d'ora. Immagina una fetta di pane tostata sul fuoco e un barattolo di miele, mentre si spande nell'aria l'aroma di pane caldo col cucchiaio faccio scendere lentamente dorati filamenti di miele che mi risvegliano dolcissimi ricordi. Per esempio il miele che mia nonna impastava con le profumatissime mandorle appena tostate a Tussio per il ripieno dei dolci natalizi, ed io che mi leccavo le dita tutte appiccicose. Vedo sfumare le immagini di quella cucina austera piena di mestoli e oggetti in legno appesi alle pareti ed il pentolone di olio fumante dove, come in una piscina magica, si tuffavano queste bontà che io pescavo voracemente scottandomi immancabilmente.. "aspetta che se refreddan fessacchio' ".  Il secondo cucchiaio mi evoca l'immagine di frappe di carnevale fatte da mia madre cosparse di miele, in una cucina più moderna e colorata su un tavolo con farina uova e zucchero, il tavolo del giorno prima della festa "corri.. vi a prova' come so scite..". Non mi basterebbero due barattoli per spalmare i miei dolci ricordi sul pane caldo.. gustate le ultime briciole mi sento appagato, ma mentre mi chiudo la porta alle spalle vedo una goccia di miele sul tavolo, decido di non guardarci dentro.. hai visto mai che dovesse venir fuori mia nonna che mi riammolla uno di quei suoi rimproveri: "me te li si finiti tutti quanti..!!" AUGURI

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24 dicembre 2012

Quest'anno gli auguri di Buone Feste ci vengono fatti da Alessandra Carosi, figlia di Tiziana e Luigi (no) Carosi.
Alessandra è l'unica e più piccolina bambina in età scolare (9 anni), tussiana, figlia di tussiani che vive a Tussio.

info@tussio partecipa ed estende gli auguri a tutti i visitori del sito.

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11 dicembre 2012

sempre dall'ingegnere Camillo Berardi abbiamo ricevuto un'altra canzone dedicata al Natale e volentieri pubblichiamo.
i testi ed i relativi spartiti degli altri pezzi sono stati collocati nella sezione "archivio notizie" anno 2012.

FANTASIA… ‘E NATALE

( Fantasia…di Natale )

Versi di Antonio CIMORONI

Musica di Camillo BERARDI

1^ STROFA

Mille bajiori mmezz'a lla valle,
gente che gira pe' Bettelemme.
Mastru Giuseppe mette Maria,
sopra ‘nu ciucciu lungu la via.
E' tuttu pînu case e locande,
‘nturnu le mura ce nne so' tante.
‘na pipinara spanne rumore,
pe' allocasse sa ta' ji' fore.

1° RITORNELLO

E' natu è natu vaj'a vede'.
‘Entru ‘na stalla s'accomodatu.
Mamma Maria non sa che fa',
pianu se mette da sola a canta'.
Quantu sci' vispu quantu sci' bbeju
me pari propriu ‘nu passareju.
Senteme bbonu non te reota'
statte copertu te po' raffredda'.

2^ STROFA

Dorme picciusu sempre se lagna,
strittu a ‘na culla fatta de pajia.
Santa Maria pronta pe' da',
‘na pupazzetta ‘a faji suga'.
Passa ‘na stella ‘rossa s'ammira,
‘ncim'aju monte lestu cammina.
Fiacca la luci a lla capanna,
j'asinu dorme ju bboe magna.

2° RITORNELLO

E' natu è natu vaj'a guarda'.
‘Entru ‘na stalla s'accomodatu.
Piagne de core se st'agita',
Santu Giuseppe ju ta' ‘nnazzica'.
‘Nnazzicareju 'nnazzicareju
fatte ‘nu sonnu non te resvejio.
Domammatina a jornu verra',
‘na ciaramella pian pianu a sona'.

3^ STROFA

J'angeli ‘ncelu a tutte l'ore,
porteno mmani frunn'a colore.
Giallu doratu da luccica',
azzurr'e verdi pe' mmesteca'.
Da ogni locu voce resona,
tra tanta folla che se consola.
Pe' ‘nu regalu fattu corrènno
danno cunsijiu strai facènno.

3° RITORNELLO

E' natu è natu vaj'a tocca'.
‘Entru ‘na stalla s'accomodatu.
Zumpa de gioia se vo' rizza',
Santu Giuseppe ju ta' recchiappa'.
‘Nnazzicareju 'nnazzicareju
fatte ‘nu sonnu non te resvejio.
Domammatina a jornu verra',
‘na ciaramella pian pianu a sona'.

FINALE

‘Ntantu ju bboe arrecchia a senti',
j'asinu rajia lo fienu è pe' ti'.
Santa Maria s'acconcia a pijia'
‘nzinu ju fijiu pe' daji a magna'.
Zittu zittu asinu me'.
Lo vo' sape'?
Justu pecche'?
E' ‘ncuminciata la storia ‘e nu Rre.

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3 dicembre 2012

da Dorando (Domenico Cicerone)

Rinnovo delle cariche sociali presso il Circolo Culturale Ricreativo Tussio.


Nel Direttivo è stato eletto Vincenzo TURSINI che sostituirà il compianto Mario GIORGI, mentre è stato eletto, successivamente, Presidente: Pasqualino GIORGI che sostituirà il dimissionario Giuseppe GIORDANI, al quale va il riconoscimento e plauso unanime dei soci per aver sostenuto con fermezza e capacità il Circolo per ben 11 anni.
Auguri di buon lavoro al nuovo Presidente e Direttivo.

Presso il Circolo sono a disposizione per la consultazione, sul compiuter regalato dal socio Pasquale PIZZIMENTI, le copie dei Verbali della Confraternita dalla fondazione 1789 fino al 1954.


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3 dicembre 2012

ultima poesia di Vanda Santogrossi

PER I 90 ANNI DI ENNIO
( 25 NOVEMBRE  1922 - 25 NOVEMBRE  2012 )

 

Novant'anni sembran tanti
in un soffio di stagioni andate via.
Oggi appaion pochi quasi nulla
se non fossero i bei ricordi
e pur gli affanni
a valutare questi passati anni.
Gioie e dolori essi sono stati
nello scorrere del tempo già fugato.
Ignara fanciullezza  e sorrisi beati
ingenuità di tempi lontani
dolcezza di aurore e di rossi tramonti
semplici cavalcate e scorribande
piccole bugie per aver tanto
capricci e sotterfugi presto scoperti.
Quanta bellezza in quelle giornate
sotto il sole dei raggi cocenti !
E ti sembrava niente !?!
Correvi giocavi sudavi e ti affannavi
ma eri felice con i tuoi amici.
Anche lo studio era per te una gioia
e numeri e lavagna anche nel mal sognavi.
Ed ecco già la giovinezza farsi avanti
e la città ti offrì studi più importanti :
e libri grandi di italiano e di latino
ti fecer compagnia più di un quintino.
Giocavi ancora , ti divertivi tanto
ma con responsabilità facevi sport
e Capo Centuria ed Istruttore fosti tu della gioventù.
E facesti pur la marcia della Giovinezza
quando da Campo Ligure
con altri giovani a Padova arrivasti
con sulle spalle zaino e moschetto
e alla cintola lucente baionetta.
Esercizi ginnici ti fecer forte
ma poi andasti incontro alla morte.
Rinunce e stenti ti causò la guerra
e non andar prigioniero fu fortuna vera.
Lontano da casa dovesti tu stare
ma fu bello per tutti vederti tornare !
Riabbracciasti i tuoi cari ritrovasti gli amici
ritornò tuo fratello dalla prigionia
riprendesti la vita e la tua vera via.
Poi … venne l'incontro  mi portasti all'altare
e incominciasti nel mare lentamente a vogare .
Tre figli perfetti dalla vita hai avuto
tre rette persone che han bene ascoltato
educati e puntuali nel loro lavoro
ed ognuno di essi ricevendone lode
perciò caro padre ci hai mai pensato
che ciascuno di essi val più dell'oro ?
Il tempo è passato è scorsa la vita
e nel grande mare s'è navigato
ma la tua forza e il tuo coraggio
ogni ostacolo han superato !
Lavorato hai tu tanto e servito studenti
tra quei libri importanti e scaffali giganti .
Conosciuto hai tu person di valore
ricevuto la stima d'ogni tuo direttore
e da Walter Capezzali proposto Cavaliere.
Insignito sei stato dal Presidente
fino ad esser Cavaliere Ufficiale
nel giorno corrente .
Hai amato e rispettato i cari genitori
ed in particolar modo onorato tuo padre
nel proseguire il suo operato
come Presidente dei Combattenti
nel paese natio a lui riconoscente
per il Monumento tuttora presente.
Onesto e ligio al dovere amato e rispettato da tutti
sei diventato un'icona e riconosciuto dappertutto.
Hai fatto del bene a tanti senza chiedere niente
e da gentiluomo sei stato in mezzo alla gente.
Ti ricordan studenti e professori che venivan
in Biblioteca a tutte l'ore
ed oggi ti salutan con fervore.
Hai conservato tu quelle virtù che si rifanno
a quel tempo che fu.
Ci hai amato tu a modo tuo
senza tante parole e smancerie
ma hai fatto capire a chi ti stava accanto
cosa si potesse fare e fino a quando.
Sei stato ricambiato e penso che si veda
perché sei circondato da uno stuolo di persone
parenti e amici che son tanto felici :
ci son figli nipoti e pronipoti
che dalla vita ti son stati regalati
e che son qui con me riuniti per festeggiar con te
“ questi Novanta “
sperando che diventino poi “ Cento “.
Auguri quindi caro nonnetto amato
da tutti quanti qui presenti
e da me che da più di 64 anni t'ho sposato !!!

                                                                  Tua Vanda

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13 novembre 2012

da Sergio Colangeli

...grazie Toni, per avermi segnalato i link su "il  giornale di Borgo" dei video youtoube, pubblicati...
...quanto tempo è passato...ma è bello confermare che le cose, le persone, le emozioni a cui tieni, non si perdono mai!...grazie Manolo

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12 novembre 2012

da Toni Santogrossi

Mi concedo una considerazione personale. L'estimatore di tutte le "cose" tussiane, Angelo Giordani, mi ha regalato un dolce a base di noci abbrustolite e cioccolato. Ne ha fatto una confezione e su di essa ha scritto "Torrone made in Tussio".
Qualcuno giudicherà "eccessivo" il nostro paesano , qualcun altro anche "peggio".
Angelo, per me, è impagabile.
Senza fare considerazioni, che sarebbero personalissime, sulle sue espressioni di amore nei confronti di tutti e di tutto ciò che riguarda il nostro borgo, io "riconosco" ad Angelo lo smodato amore per il suo paese, tanto da dedicare ad esso anche un semplice dolce preparato, confezionato e perfezionato con la scritta su riportata.
Le persone vanno apprezzate e valorizzate quando sono in attività (in vita).
Angelo va bene così: inestimabile appassionato delle proprie radici.


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29 ottobre 2012

sempre dall'ingegnere Camillo Berardi il 19 novembre abbiamo ricevuto un'altra canzone e volentieri pubblichiamo.

Canto d'amore aquilano 'Na jura d'amore (Una scintilla d'amore) ispirato al tema dell'emigrazione:

cliccare sul link per visualizzare il leggiadro filmato del componimento:
http://www.youtube.com/watch?v=J_g9O2Jn9DM

Versi di Mario Lolli

Musica di Camillo Berardi

‘Na jura d'amore
(Una scintilla d'amore)

Quale emigrante,
distaccandosi dalla propria terra,
non porta racchiusa nel cuore,
insieme ad un'infinita nostalgia,
la fiamma di un amore
già maturo
e la scintilla di una simpatia
giovanile alimentata dal soffio della speranza?

‘NA JURA D'AMORE
(canto aquilano)

Versi di Mario LOLLI Musica di Camillo BERARDI

Quante ‘ote da quatranu, Carme',
corrette appress'a te,
fecenno finta ‘e pazzia'
ma te volea bbascia'.

E dapo' che so' crisciutu, Carme',
crisciutu ‘nzieme a te
non so' rriscitu a fatte di'
‘na ‘ote sola: << scì >>!

Carme', teme', Carme',
ma ‘ss'amore te' com'è?
E' ‘nu focu
che s'abbrucia ma dura pocu.

Carme', teme', Carme',
ma ‘ss'amore te' com'è?
E' ‘na jura
che s'appiccia ma pocu dura.

So' giratu tutt'ju munnu, Carme',
penzenno sempre a te;
e cchiù passeano j'anni e cchiù
j'amore me' eri tu.

Mantoma' che so' rriinutu, Carme',
pe' datte ju core me'
vurria spera' che armeno mo'
tu non respunni: << no >>!

 

UNA SCINTILLA D'AMORE

(traduzione letterale in lingua)

Versi di Mario LOLLI Musica di Camillo BERARDI

Quante volte da ragazzo, Carmela,
ho corso dietro a te,
facendo finta di giocare
ma ti volevo baciare.

E da quando sono cresciuto, Carmela,
cresciuto insieme a te
non sono riuscito a farti dire
una volta sola: << sì >>!

Carmela, tieni a mente me, Carmela,
ma questo tuo amore com'è?
E' un fuoco
che arde, ma dura poco.

Carmela, tieni a mente me, Carmela,
ma questo tuo amore com'è?
E' una scintilla
che si accende, ma dura poco.

Ho girato tutto il mondo, Carmela,
pensando sempre a te;
e più passavano gli anni e più
l'amore mio eri tu.

Questa mattina che sono ritornato, Carmela,
per donarti il mio cuore
vorrei sperare che almeno adesso
tu non risponda: << no >>!

 


Dall'ingegner Camillo Berardi, autore di musiche popolari e nostro lettore riceviamo e pubblichiamo queste notizie legate anche alla nostra realtà paesana.

Spett.le Redazione del "Piccolo giornale di Borgo",

In questo periodo di terremoti naturali, finanziari, politici, 
giudiziari e morali - per l'eventuale pubblicazione - si trasmette 
il canto "Inno al Signore".

Sono allegati il testo poetico e lo spartito musicale di autori aquilani.
Versi di Luigi Capannolo
Musica di Camillo Berardi.

 Vengon le umane genti
ad adorare Iddio
al tempio a Lui innalzato,
ove i cuori e le menti
si chinano con pio
pensiero ad implorare.

 Gloria nei Cieli cantano
gli Angeli in coro a Dio;
gli uomini in terra lodano
il nome del Creatore.

 Il patto un dì spezzato
per superbo concetto
fu da promessa Sua
un giorno rinnovato,
onde al divin cospetto
venne riammesso l'uomo. 

Gloria nei Cieli cantano
gli Angeli in coro a Dio;
gli uomini in terra lodano
il nome del Creatore . 

Spera il credente in Cielo,
Padre d'immenso amore,
per grazia Tua elevato
scorgerti senza velo
con santità nel cuore
con Te in eterno stare.

 Gloria nei Cieli cantano
gli Angeli in coro a Dio;
gli uomini in terra lodano
il nome del Creatore.

 

Per curiosità e conoscenza, segnalo avanti il link per visualizzare il canto molisano "Per Agostina ". Qualche mese fa ho appreso che nel Molise esistono comunità croate.

I comuni di Montemitro  (in croato Mundimitar )  San Felice del Molise (in croato Filic ), Acquaviva Collecroce
( Kruc ) sono 3 borghi della provincia di Campobasso di origine slava,  dove sono storicamente presenti  minoranze linguistiche del ceppo croato. Gli Slavi emigrarono in Italia nel XV secolo per sfuggire alla dominazione turca e si stanziarono in Abruzzo e Molise dove ancora oggi conservano gelosamente - i loro costumi, il loro antico idioma e le loro tradizioni.
Con l'arrivo dei croati si diffusero nel nostro paese anche i loro bellissimi ed antichissimi canti ("Addje Addje Amore", conosciuto anche con il titolo "Nebbia la Valle", "Mara Majie", ecc...) che oggi fanno parte del repertorio folklorico abruzzese senza ignorare l'origine slava dei componimenti, i più belli del canzoniere regionale. Agostina Piccoli, con gli avi di origine slava, abitava a Montemitro  ( Mundimitar ); questa giovane donna, prematuramente scomparsa, era attaccata profondamente alle radici della sua terra, alla quale ha dedicato con totale impegno e smisurata passione gli anni più belli della sua vita, divenendone la più degna interprete, attraverso lo studio e la divulgazione della lingua croata. A questa straordinaria e indimenticabile donna è dedicato il delicato canto
Per Agostina
ascoltabile cliccando il link riportato avanti:
http://www.youtube.com/watch?v=-52POW_PW80
Alla presente sono allegati il testo poetico del componimento e una breve nota biografica di Agostina Piccoli.

*****

Nel frattempo, Le segnalo che nei giorni 20 e 21 ottobre decorsi, nella Sala Consiliare del Comune di Città Sant'Angelo si è svolta - con  grande partecipazione di artisti e di pubblico, la cerimonia di premiazione del "Premio G. D'Annuzio 2012 organizzato " dall'  "Associazione Culturale" "Area Libera" CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI CITTA' SANT'ANGELO E DELLA REGIONE ABRUZZO

In questa occasione, la poetessa Vanda Santogrossi Casilio ha ricevuto la "Menzione d'Onore" nella Sezione C - Poesia in dialetto e la  "Segnalazione particolare, nella Sezione A  "Poesia in lingua".
L'Abruzzo aquilano si è ben distinto con lo scrittore Paride Duronio (nostro compaesano di Prata) che ha vinto il 1° premio assoluto nella Sezione D-NARRATIVA, con la poetessa Giuliana Cicchetti Navarra a cui è stato assegnato il Premio Speciale del Presidente e con la poetessa Santogrossi  Casilio Vanda che ha ricevuto la "Menzione d'Onore" e la "Segnalazione Particolare" nelle sezioni sopra indicate. In basso sono riportati i link per visualizzare gli elenchi di tutti gli artisti premiati nelle quattro sezioni del Prestigioso Concorso Letterario:
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25 ottobre 2012

Nell'ottobre del 2012, grazie a Gilberto Pietrangeli, abbiamo aggiunto ancora due pozzi.
Quello di Corrado Giorgi, scavato vicino l'aia di sotto, all'altezza dell'inizio di via del Giardinello e quello, da fotografare, scavato negli anni '50 da Carmine Carosi, Minuccio Sacchitt'(o), all'interno della propria cantina.

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22 ottobre 2012

ultima poesia di Vanda Santogrossi

“ FERMI LOCO ” STAU JI SORDI

Passeno ‘n fretta ji jorni e le bbuscie
le proccupazziò , le sfide e nostargie
rremaneno angora sol'e zzitte tande abbitazziò e vie ,
che vonno rrecode' de chiacchiere , surrisi e allicrie.
Stann' a ‘spettà co' pacenzia e ttanda dignità
cquelo che a ‘stu pundu pe' esse se po' fa'
e ‘n zilenziu soffrenu e strignenu ji ‘endi
pure s'è troppu callu , se pioe o tireno ji vendi.
No' ponno esse parla' , ma ‘ iceno le crepe e ttandi crolli
cquelo che ‘n corpu ji si rreota tutti ji jorni
quannu sendeno che “ fermi loco” stanno ji sordi
e che troppu lenda se sbrocca la “ndricata situazziò”.
Rrecodeno le casi a vetè londano ji bracci de lle gru
pecchè spereno che prestu arrianu angora cchiù su
ajiu “Centru” s'endenne , addò se soffre sembre de cchiù.
No' decolla angora pe' ttuttu la suspirata rricostruzziò
e “ sterili polemiche” no' portenu gnisciuna sottisfazziò
cquistu parlà so sinditu pochi jiorni fa' a lla tilivisiò.
Allora che stem'a ‘spettà !? Pure le prete ‘iceno : -moemece mò!- .
Checcosa , però , s'è mossu ‘sti jorni e s'è visto a Tv Unu :
hannu ‘atu la medajia aju novu “Mazzarinu”
de ll ' Italia e dej' Abbruzzu “esemblare cittadinu”
Gianni Letta giornalista , troppu bbrau e ttandu “finu”.

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3 settembre 2012

l'ultima poesia di Vanda Santogrossi

J'ACCORDU ANNUNZIATU

So' ferniti ji jorni de festi e ppure de vacanze
se rretorn'a llaorà doppu la Perdonanza
ch'è passata mejio de j'atr'anni arrete
co' cchiù raccojimendu e menu sfarzu
come “ Essa “ tenea esse da quannu è nata
da ll' indenziò dejiu Papa Pietru Cilistinu
che pe' j'aquilani Issu l'ha vuluta.
La “ Porta Sanda” s'è aperta e s'è rrechiusa
la “ Bolla” s'è portata e rreportata a distinazziò
e tandi hannu vistu la “ Lettera co' ji siggilli “ a lla televisiò.
‘N avvenimendu ‘mbortande pe' L'Aquila è statu cquistu mo'
‘nziem' a ‘n atru mezzu miraculu che ce servea , però.
Jì ve lo ‘ico pianu , co' ttandu d'emozziò
- pare c'hannu troatu ‘n accordu tutti ji “capocciò”-
e mo' se po' sperà che stau pe' rrecomenzà
a vete' de rreà ‘na faccia a ‘stà nostra città
che da cquasci quattr'anni sta loco a sulluzzà
e lacrim' amare a tutti c'ha fattu jettà.
Mo' stemose ‘nzilenziu , lascemoji pocu laorà
‘ nge volesse che gnende gnende se rremettesseru a liticà
e ttuttu lo bbejiu fattu se tenesse da rretrattà.
Mordi so' ji candier' aperti e ttandi ji palazzi co' ji tendò
che pianu pianu ( speremu lestu ) sarveno curtura e tradizziò
de lle monumendali abbitazziò.

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25 settembre 2012

Il 25 settembre del 1889, in occasione del centenario della fondazione della Congrega, i tussiani stamparono questo sonetto.

Per leggerlo cliccare sulla foto e apparirà l'immagine più grande.

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17 settembre 2012

realizzato da Manolo De Rubeis

provate a cliccare sui link

http://www.youtube.com/watch?v=DDWEzKwbq14

tussio fantasy

video realizzato in HD
per una risoluzione migliore premere la rotellina in basso a destra del video (cambia qualità) selezionare 720p HD
buona visione

20 agosto 2012

da Toni Santogrossi

Il 5 agosto 1994 organizzai lo "spettacolo" delle "Notti della Repubblica" dedicato a scoprire e a capire alcune fasi della vita che si era svolta nel paese.
I temi erano: le stalle, la conoscenza fra uomo e donna, il fidanzamento, il matrimonio. Inoltre si parlò di magia, streghe, stregonerie e sonnambulismo.
Il maestro Conti partecipò alla riuscita della serata cantando alcune canzoni.
Il filmato originale, purtroppo, ha dei problemi di sfasamento fra l'immagine e la voce.
Manolo De Rubeis è riuscito a fare un magnifico lavoro. Ha ricostruito il video e ha messo in rete, su youtube questa bellissima canzone.

Basta cliccare sul link e ascolterete il pezzo

Tussio - Le notti della Repubblica - Franco Conti - YouTube

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8 settembre 2012

Nel pieno delle sue facoltà, Pietta Carosi aggiunge un'altra candelina alla sua torta!
info@tussio.it si unisce all'intera comunità nel farle tanti auguri per il suo 106° compleanno.

Pietta è nata a Tussio l'8 settembre del 1906

Angelo Giordani ha inviato questo messaggio:

PIA CAROSI TAGLIA IL TRAGUARDO DEI 106 ANNI PER ORA!!!

Tussio, 8 settembre. Pia Carosi ci fa sempre più gioire con la sua veneranda età! Ha compiuto 106 anni! Con la mente sempre chiara e sorridente quando racconta delle tante cose della vita vissuta. È uno “spasso” ascoltarla!
Zia Pietta , come è chiamata da tutti, vive una vita serena insieme alla nipote Mimina che la coccola con amore. Anni fa si operò alla cataratta agli occhi e legge il giornale senza occhiali. La famiglia, che gestisce un alimentari, vende anche i giornali e lei la mattina dopo colazione domanda alla nipote “E' arrivat'(o) ru Centr'(o)” e così leggendo passa il tempo!
Alle porte di Tussio abbiamo dedicato alla nostra allegra vecchietta una scritta sull'asfalto:
ZIA PIETTA COMPIE 106 ANNI AUGURI NONNA D'ABRUZZO! COMPRATE CASA A TUSSIO E VIVRETE A LUNGO”.
Anche il nipote Leonardo Giordani, ciclista in questi giorni impegnato nelle corse in Belgio, ha mandato un messaggio di augurio .. e lei lo guarderà alla tv compiaciuta e lo accompagnerà con la preghiera.

Il quotidiano il Centro il 10 settembre pubblica:

A TUSSIO LA NONNA D'ABRUZZO

Pia compie 106 anni Il traguardo della zia del ciclista Leonardo Giordani

Non ha figli né nipoti. Ma per gli abitanti di Tussio, una frazione di Prata d'Ansidonia, è la nonna di tutti. Con i suoi 106 anni compiuti l'8 settembre, Pia Carosi (nella foto con la nipote Mimina) è una delle donne più anziane d'Abruzzo. Un compleanno festeggiato circondata da tanti parenti e amici che l'hanno raggiunta nella sua casa sulla piana di Navelli, dove vive con una nipote, Mimina e la cognata ultra 90enne. Per l'occasione, davanti alla sua abitazione, sull'asfalto è apparsa una scritta: «Zia Pietta compie 106 anni. Auguri nonna d'Abruzzo! Comprate casa a Tussio e vivrete a lungo», è l'invito del messaggio. Un riferimento simpatico al fatto che Zia Pietta, come è chiamata da tutti, è vissuta sempre a Tussio, dove ha lavorato nella bottega di alimentari del padre. Non si è mai sposata e ha dedicato la sua vita ai nipoti. Nonostante l'operazione alla cataratta di qualche anno fa, tutte le mattine dopo la colazione legge il Centro: «È arrivato il Centro?», chiede, e si mette a leggere senza aver bisogno degli occhiali. Così si tiene informata sulle ultime novità. Pia è ancora lucida e capace di ammassare le «sagnarelle», ricamare merletti e ricordare i nomi di tutti gli amici e i parenti. Ha vissuto le due guerre mondiali e pure il terremoto. «Aveva sette fratelli, a cui è stata molto legata», ricorda la nipote. «Ha sempre una parola per tutti». Il padre carabiniere (classe 1864) le ha insegnato il rispetto per le regole. Per questo compleanno speciale le sono arrivati auguri anche da lontano: a mandarglieli è stato il nipote ciclista, ex campione del mondo a livello giovanile, Leonardo Giordani, che da una settimana corre in Belgio per la Parigi Bruxelles. Lei lo segue dalla tv e fa il tifo per lui.

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22 agosto 2012

da Dorando

La Fiaccola di Celestino V  è arrivata a Tussio nella Cappella della Confratenita per rendere omaggio a don Tullio de Rubeis che trent'anni fa con fermezza fu il restauratore della Perdonanza Celestiniana.

da Angelo Giordani

Ecco alcune foto di come Tussio ha accolto la Fiaccola della Perdonanza ed
altre di come l'ha salutata all'uscita del Paese, dopo una breve cerimonia e
ristoro in Piazza.

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20 agosto 2012

da Toni Santogrossi

Il 5 agosto 1994 organizzai lo "spettacolo" delle "Notti della Repubblica" dedicato a scoprire e a capire alcune fasi della vita che si era svolta nel paese.
I temi erano: le stalle, la conoscenza fra uomo e donna, il fidanzamento, il matrimonio. Inoltre si parlò di magia, streghe, stregonerie e sonnambulismo.
Il maestro Conti partecipò alla riuscita della serata cantando alcune canzoni.
Il filmato originale, purtroppo, ha dei problemi di sfasamento fra l'immagine e la voce.
Manolo De Rubeis è riuscito a fare un magnifico lavoro. Ha ricostruito il video e ha messo in rete, su youtube questa bellissima canzone.

Basta cliccare sul link e ascolterete il pezzo

Tussio - Le notti della Repubblica - Franco Conti - YouTube

9 Agosto 2012

da il quotidiano Il Centro

LA MORTE DI FRANCO CONTI: Oggi funerali a Fontecchio E' morto all'età di 85 anni , compiuti lo scorso dieci luglio , il poeta e operatore culturale Franco Conti. I funerali questa mattina alle 10,30 nella cappella dedicata a Maria Teresa di Calcutta nella Rsa di Fontecchio dove Conti era ospite. Franco Conti ha collaborato per anni a riviste e giornali ed è il fondatore del periodico «La Madia» che ha avuto vita breve ma molto intensa. Per sedici anni ha organizzato il premio letterario «La Madia d'Oro» ed è stato anche l'ideatore del premio di poesia, narrativa e grafica «Peltuinium» (comune di Prata d'Ansidonia).

10 agosto

http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/ilcentro/Edizione_10_Agosto_2012/foto/1281.jpg

La morte del poeta: Messaggi di cordoglio per Franco Conti L'assessore Stefania Pezzopane esprime «il più vivo cordoglio, personale e di tutta l'amministrazione, per la scomparsa di Franco Conti. L'Abruzzo perde una delle più fervide intelligenze. Credo di interpretare, col mio pensiero, quello dei suoi tanti amici coi quali ha condiviso i momenti più belli dei suoi 86 anni di vita intensa». Un commosso ricordo di Conti anche da Angelo Giordani di Tussio, che gli ha dedicato una scritta sull'asfalto nelle strade del paese.

 

da Angelo Giordani

TUSSIO RATTRISTATO DALLA SCOMPARSA DEL MAESTRO CONTI
Ci ha lasciato il grande maestro poeta e scrittore di vari libri Franco Conti.
Con la moglie Maria, anche lei maestra, avevano comprato casa a Tussio e da oltre trent’anni hanno vissuto felici insieme a noi portandoci non solo la loro simpatia ma soprattutto il loro “bagaglio” delle esperienze nei vari campi. Per tanti anni ha organizzato con successo il Premio Poesia Narrativa e grafica PELTUINUM premiazione che avveniva proprio in questi giorni presso
il Castello Camponeschi di Prata d’Ansidonia. Alcuni anni fa venne premiato il grande giornalista e scrittore de Il Centro Giustino Parisse. Tutti, a Tussio, ricordiamo con piacere quel giorno e momento anche perché “il nostro Giustino” era accompagnato dai suoi bei ed adorati figli che al
momento della chiamata alla premiazione la “NOSTRA BARRA” di tussiani FECE UN TIFO DA STADIO. Loro, I DUE ANGELI, sorpresi e compiaciuti di tanta “CASCIARA” sorrisero di gioia.
Grazie e buon riposo Maestro Franco, come tutti ti chiamavamo.
Con mano tremante ti hanno voluto dipingere alle porte di Tussio, ad un passo dalla tua casa, questa dedica: “GRAZIE MAESTRO FRANCO HAI AMATO TUSSIO COME NOI".

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20 agosto 2012

Da Dorando

Bellissima iniziativa, grazie per l'allegria che ci avete donato.
Arrivederci all'anno prossimo.

 

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23 luglio 2012

Queste informazioni sono già state riportate più in basso.
Voglio comunicare che le mappe sono state aggiornate con l'inserimento di altre sei contrade. Ringrazio uffialmente Gianni Giordani per il lavoro eccellente e di pazienza che ha svolto soprattutto sulla nuova mappa google, nella quale si vedono, oltre ai nomi delle contrade, anche gli appezzamenti di terra fotografati dal satellite.

CONTRADE DELLA CAMPAGNA TUSSIANA

Da Toni Santogrossi

Gianni De Rubeis, qualche mese fa, mi propose di inserire sul sito di Tussio la mappa catastale del territorio con i nomi delle contrade.
Altra brillante idea.
Tempestivamente mi ha inviato la ripartizione delle zone agricole e mi ha indicato come lui avrebbe fatto il lavoro.
Ormai (siamo nel 2012) la campagna di Tussio viene coltivata da tre o quattro agricoltori dei paesi vicini.
Tutte le zone o contrade che conosciamo con nome e confini, sono destinate ad essere dimenticate dai giovani che in campagna non ci sono mai andati.
Tutto il territorio agricolo ha un nome specifico: un nome dialettale.
Il lavoro da fare è: definire le zone o contrade con il loro appellativo.
Chi ha la mia età (una sessantina d'anni) più o meno le località le conosce tutte, perché ci abitavamo.
Abitare in campagna vuol dire averci una terra, di qualsiasi dimensione: un bel pezzo, se supera la coppa e mezza, o semplicemente un lescuccio se pezzetto di 30/40 destri.
Ho chiesto a Gianni Giordani, geometra, se avesse la mappa catastale del nostro territorio, esponendogli l'uso che ne avrei fatto e, gradita sorpresa, mi ha fornito la carta con i nomi in italiano già definiti dal catasto.
Non ho fatto altro che confrontarmi con la loro veridicità, scriverli in dialetto, aggiungerne qualcuno che mancava.
Ho dato il materiale a Gianni Giordani il quale, con grande maestria ha fatto tutto.
Ha completato la mappa, l'ha divisa in fogli per una maggiore visibilità ed ha inserito anche le località che servono a definire ancora più dettagliatamente il territorio.
Quando i nomi sono stati lasciati in lingua italiana è perché si chiamano allo stesso modo del dialetto.
Le piantine sono vecchie.
I confini delle proprietà sono cambiati.
L'utilizzo di questa mappa è indicativa solo delle contrade ed i loro nomi in dialetto.
Consiglio di non impiegare le piante catastali per altri fini.

Il dettaglio delle mappe è nel capitolo Curiosità al paragrafo "Contrade della campagna"

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10 luglio 2012

da Scipione l'aquilano che, sembra, abbia molto del ... tussiano.

Desiderio di campi dorati di spighe mature,
leggiadri papaveri e fiordalisi spettinati dal caldo vento d'estate,
come il tuo corpo ormai maturo alla vita. 
Desiderio di corse sfrenate a rincorrere i voli della mente,
tuffi del cuore nel ricordo del trillar dei grilli
e dell'odore dell'erba appena falciata,
mentre la mano ti sfiorava i capelli ed il tuo viso conteneva tutte le
stelle.
Desiderio di una magia vissuta in quell'angolo di mondo,
dal sapore mai dimenticato di libertà e di conquista.
Il campanile è sempre lì
a regalar ombra e riparo ai desideri,
spettatore e complice di altre magie
nel tempo del grano maturo e dei grilli canterini.

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2 luglio 2012

le feste patronali di Santa Anatolia e della SS. Madonna dell'Addolorata si terranno il 18 e 19 agosto.

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29 giugno 2012

da Giulia Giampietri
Giulia è una ragazza di Navelli. il 15 aprile, con il suo gruppo di escursionist,i che pratica il nordic walking, è passata per Tussio e mi ha chiesto di fare un po' da cicerone. Abbiamo parlato del paese; delle sue caratteristiche e ovviamente del sito come mezzo di informazione. Con un po' di ritardo ha inviato qualche foto con le persone che hanno partecipato ed ammirato piacevolmete il nostro borgo... e scrive:

Ciao Toni, perdona l'imperdonabile ritardo con cui onoro le mie promesse, ma, come si suol dire, "meglio tardi che mai..".
Ancora complimenti per la passione e l'impegno che profondi nel sito: è davvero un piacere perdersi nelle varie sezioni. 
Ieri sera lo guardavo con mio padre che da adolescente veniva con mio nonno a trebbiare a Tussio e lui ricordava molti dei luoghi che tu hai riportato sulle mappe.. ok, scusami ancora il ritardo, a presto! Giulia

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29 giugno 2012

L'AQUILA NOSTRA 

Menu male che checcosa mò s'è messa ‘n movimendu
pe' rreà poca cchiù vita pe' ju “ Corsu “ e pe' ju “ Centru”.
So' sinditu a lla TV deji sordi che ci stau
che ne serveno di cchiù e no' bbasteno ccuscì.
So' ssirviti p'atre cose e metà se so' ggià spisi …
s' atà ‘ ice a ‘stu  “ Covernu” che rappara cquistu cundu
e de fajiu “ rrequajià ” , pe pote' rrecomenzà.
So' sinditu angora che , tande piande bbelle verdi
ricojiose e “speranzose” vencheno messe  ‘n “ zona rossa”
e precisu pe' ju Corsu finu aji quattro Cantò
pe' fa' bbejiu cquijiu trattu e pe' la ggioia  dejiu patrò.
Po' ci stau le mura ‘ndornu pe' ‘nu pezzu ggià rrefatte
e ci stau pure ji sordi pe' ffinille raggiustà.
‘Nzomma  checcosa se sta'  ‘ffà ce tenemu accondendà  
pure pe' l'Università. Po' ci stannu ji “ conzorzi”
che si stau a organizzà pure issi a comenzà.
E cque zzona cchiù ‘n mbortande
da perzone de curtura de potella rranimà.
Ji quatrani vannu ‘n Centru pe' potessi rretroà
pe discut'e pe' sperà spece cquiji che ci tengo
a chè L'Aquila ci stà e pe' dì aji furastieri
che no' mancheno ji picchieri pe' proà lo vinu nostru
pecchè tuttu ju “ cratere” s'è rremissu a llaorà
e pe' dì a ttanda ggende che pure L'Aquila nostra
j'onuru atà sarvà e cchiù tembu no' atà sprecà.

4 giugno 2012

l'ultima poesia di Vanda Santogrossi

SE RREPARTE … !?

La scì vvuluta  la bbicilletta ! E mo' petala !
E' ‘nu dettu viritieru e ttandu ggiustu
e da issu no'  ‘nze po'  “ scancijià “ , ma s'atà laorà 
co' ttanda costanza e sserietà , pecchè la ggende sta' a' spettà
e cquela che no ha vulutu a' spettà se n'è jita ggià:
l'Aquila bbella nostra s'è sfasciata 
e l'armonia no' s'è cchiù rretroata.
Speremo che sta ‘ota ce la semu fatta 
pecchè la rrecostruzziò mo' , va propetu sorretta.
Piagneno cquiji palazz'andichi e cquele cchiese
che sfinestrate stann'a mostrà lo bbejiu se' pirdutu
co' j'anni ‘ndolendi che ggià so' ppassati
e co' la nee che tanda n'è cascata
cancellennu e muffennu storia e curtur'affinata .
Sperem' angora che di liticà mo' s'è ffernitu
pecchè di unu solu mo' è ju “sacru ritu”:
de fa' lestu, ma propetu lestu
de manna' la palla ajiu “ggiustu canestru”.
Mo' no' ngi tenarrianu sta' ji  ‘n droppi ,
la strai è de nu gruppu solu
e tenarria filà rittu , propetu come sembre ha ittu.
A nnu' , che stemo fori a quartà
ce rremane solu ‘nu “  ‘ nbocc'a lupu”
e zitti e bboni a sta' a'spettà.

 

25 maggio 2012

MOVIMENDU   ‘NDAFFARATU

Se sende ‘ngiru ‘nu fermendu stranu
e ‘gnunu spera d'avè daj' amicu sé ‘na manu
p' esse' cchiù ssicuru e pote' rrecomenzà
a rr'avè ‘na vita pocu mejiu da passà
finu a quannu jè rremasu de cambà.
Se vete ‘nu movimendu ‘ndaffaratu
a rrombe cquacche strata o cquacche marciapietu
e rreticolatu rusciu pe' cqua' via
come se , se fosse smossu lo da fa'
che da tandu tembu tenea comenzà.
Mo' semo jiti pure a vota' pe' l'elezziò,
pe' rrelegge ju sindacu de mo'
o pe' cagnajiu co'  ‘n atru co' “ju bballottaggiu”.
Vetemo cquelo che s'atà fa' e jemo tutti a votà
e quannu ju doveru nu' ju semo fattu
chi tenarrà cchiù vvoti se “scorteca ju jattu”.
Certu che se so dati da fa' pe “ tesse la trama”
da ‘na part'a ll'atra,
ma j'aucuriu cchiù ‘mbortande è che no' atà  trema' 
chi rresce a ffa' lo mejiu pe' l'Aquila , se sa'
e pe' ttutti j'aquilani che so' rremasti ecco a ‘spettà
e che se piagneno ji tembi bbeji
de quannu se jea a spassu ‘nzieme ajiu Castejiu.

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29 giugno 2012

da Angelo Giordani

LEONARDO GIORDANI DI NUOVO IN GRUPPO VOLA IN ASIA PER L'8° “TOUR OF QINGHAI LAKE” NEGLI ALTIPIANI DELLA CINA.

Tussio, AQ, 23 giugno. Leonardo Giordani finalmente torna in gruppo dopo la brutta frattura alla clavicola destra rimediata al Giro di Turchia, che lo ha privato di partecipare al Giro d'Italia. Il nostro ciclista riprende a correre in Cina nell'8° Tour of Qinghai Lake negli altipiani del Paese, con quote dai 1000 ai 3000 m. L'importante tour, vinto qualche anno fa da Cunego, prende il via venerdì 29 giugno dalla capitale del luogo Xining, sita a 2400 m, per poi concludersi, dopo 13 tappe ed un giorno di riposo, giovedì 12 luglio nella stessa importante città, percorrendo quasi 2000 km.
Leonardo Giordani è entusiasta di questa nuova esperienza in terra del Sol Nascente che certamente lo aiuterà a tornare in piena forma per le classiche estive italiane.
In bocca al lupo, grande centurione, con l'impegno sempre al massimo come vogliamo i tuoi fans.

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da Leonardo Giordani

Caro info@tussio ti ringrazio per gli auguri di pronta guarigione,e ringrazio tramite te,tutti gli altri compaesani e amici anche dall'estero che si sono preoccupati della mia caduta al giro di Turchia.
L'intervento è stato effettuato al Concordia Hospital di Roma dal Prof. Somma. il quale mi ha assicurato che è andato tutto per il meglio e che presto potrò allenarmi.
un affettuoso abbraccio a tutti 

carissimo Tony ho approfittato in questi giorni di convalescenza  per leggere il tuo libro molto  dettagliato sul nostro Bel Paese.e ti ringrazio di cuore.

30 aprile 2012

LEONARDO GIORDANI, FRATTURA ALLA CLAVICOLA DESTRA


Nella 6^ Tappa del Turchia caduta per il Centurione Giallo - fluo, con conseguente frattura alla clavicola destra. Sfortuna nera.
La  sesta tappa del Giro di Turchia (Bodrum – Kusadasi, 179 km) ha portato sfortuna al Centurione Romano del team Farnese Vini Selle Italia, Leonardo Giordani , che in una caduta dovuta ad alcune sbandate, è finito a terra con altri colleghi riportando la frattura scomposta della clavicola destra. Un brutto infortunio per l'atleta trapiantato in Toscana: "Sono caduto insieme ad altri sette, otto corridori, e ho sentito subito che qualcosa non andava. Ho passato la giornata in ospedale e fatto le lastre. Dovrei rientrare domani in Italia e poi con il dottore della squadra decideremo il da farsi. Di certo, questa frattura non ci voleva, per me è un periodo sfortunato ma non mi abbatto, guardo avanti e penso a recuperare. C'è un'intera estate di corse in cui impegnarsi per aiutare la squadra”.  

da Angelo Giordani

AMARO GIRO DELLA TURCHIA

Per Leonardo Giordani frattura scomposta della clavicola destra. Forzata rinuncia al Giro d'Italia.

Era partito il 19 Aprile con la sua squadra, per disputare le 8 tappe del Giro di Turchia - Partenza domenica 22 da Alanya con arrivo domenica 29 ad Istambul - per completare la preparazione in vista del 95° Giro d'Italia che partirà il 5 Maggio dalla Danimarca. Invece, il nostro ciclista Leonardo Giordani, che già gioiva per la telefonata del suo tecnico Luca Scinto la sera del 26, per essere stato convocato come nono atleta per la corsa rosa, si vedeva fuori dai giochi la mattina seguente, subito dopo pochi chilometri dalla partenza, a causa di una brutta caduta che lo coinvolgeva con altri 10 ciclisti, nella quale riportava la frattura scomposta della clavicola destra. Dopo la buona prestazione nel Giro 2011, Leonardo ansiava ripetersi con buone prestazioni e lunghe fughe soprattutto nelle tappe a lui più congeniali. Particolare interesse per l'arrivo di tappa a Rocca di Cambio (AQ), poiché a spronarlo sarebbero stati i suoi tifosi da L'Aquila e Roma e la partenza da Sulmona (AQ), dove altrettanti tifosi lo avrebbero accolto festosi. In bocca al lupo Leonardo, la stagione è molto lunga ed avrai modo, dopo alcune settimane di “obbligato” riposo, di ripartire alla grande, grintoso come sei sempre stato!!!

A Leonardo gli auguri di pronta guarigione da: info@tussio.it

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11 giugno 2012

CONTRADE DELLA CAMPAGNA TUSSIANA

Da Toni Santogrossi

Gianni De Rubeis, qualche mese fa, mi propose di inserire sul sito di Tussio la mappa catastale del territorio con i nomi delle contrade.
Altra brillante idea.
Tempestivamente mi ha inviato la ripartizione delle zone agricole e mi ha indicato come lui avrebbe fatto il lavoro.
Ormai (siamo nel 2012) la campagna di Tussio viene coltivata da tre o quattro agricoltori dei paesi vicini.
Tutte le zone o contrade che conosciamo con nome e confini, sono destinate ad essere dimenticate dai giovani che in campagna non ci sono mai andati.
Tutto il territorio agricolo ha un nome specifico: un nome dialettale.
Il lavoro da fare è: definire le zone o contrade con il loro appellativo.
Chi ha la mia età (una sessantina d'anni) più o meno le località le conosce tutte, perché ci abitavamo.
Abitare in campagna vuol dire averci una terra, di qualsiasi dimensione: un bel pezzo, se supera la coppa e mezza, o semplicemente un lescuccio se pezzetto di 30/40 destri.
Ho chiesto a Gianni Giordani, geometra, se avesse la mappa catastale del nostro territorio, esponendogli l'uso che ne avrei fatto e, gradita sorpresa, mi ha fornito la carta con i nomi in italiano già definiti dal catasto.
Non ho fatto altro che confrontarmi con la loro veridicità, scriverli in dialetto, aggiungerne qualcuno che mancava.
Ho dato il materiale a Gianni Giordani il quale, con grande maestria ha fatto tutto.
Ha completato la mappa, l'ha divisa in fogli per una maggiore visibilità ed ha inserito anche le località che servono a definire ancora più dettagliatamente il territorio.
Quando i nomi sono stati lasciati in lingua italiana è perché si chiamano allo stesso modo del dialetto.
Le piantine sono vecchie.
I confini delle proprietà sono cambiati.
L'utilizzo di questa mappa è indicativa solo delle contrade ed i loro nomi in dialetto.
Consiglio di non impiegare le piante catastali per altri fini.

Il dettaglio delle mappe è nel capitolo Curiosità al paragrafo "Contrade della campagna"

da Gianni De Rubeis

Voglio complimentarmi con Toni e Gianni (Giordani) per la bella realizzazione sui nomi delle contrade.
Tecnicamente il lavoro è perfetto (qualità delle mappe, colori e assemblaggio, ancora un plauso
a Gianni che ha dato disponibilità).
Ringrazio Toni per aver messo in pratica quest'idea che avevo da tempo, in ricordo di tanti discorsi
ascoltati da ragazzino, quando, un pò come per i soprannomi, venivano utilizzati i nomi delle contrade per indicare con celerità un determinato terreno: la si quela terra n'casale vicin' a Brisitt? Mbeh quela la c'mprò Papà quand r(e)'venn'(e) da l'Amer'(e)ca).
Pensavo che i nomi delle contrade fossero inventati dai tussiani, poi ho scoperto che era invece la traduzione in tussiano stretto di zone presenti sulle mappe catastali.
Anche io, caro Toni, sono uno di quelli che in campagna non ci è mai andato, anzi ti dirò che quando mio padre mi portava a dare l'acqua alla vigna (dovevo semplicemente tirare una tubatura) la
faccenda mi metteva in costernazione non poco, così ora farò ammenda ed imparerò tutte le contrade.
Grazie per quest'altro tassello "a futura memoria".

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31 maggio 2012

in "foto popolari" abbiamo inserito l'immagine che riprende l'inaugurazione di piazza Cicerone
il 10 settembre 1951. Chi riconoscete?

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24 maggio 2012

da Paolo De Meis

Sono Paolo De Meis e con Toni ho collaborato a raccogliere informazioni sui pozzi.
Faccio un appello personale a tutti coloro che amano il sito di Tussio affinchè, se vogliono, ci forniscano materiale che possa essere utile alla crescita del portale.
Utilizzeremo il materiale di qualunque genere, fotografico, racconti anche di cose quotidiani, giochi, storielle, aneddoti ecc.
Mi rivolgo non solo ai paesani che vivono nelle nostre parti, ma soprattutto, ai tussiani sparsi nel mondo, che ricordano più di noi le storie del passato.
Tutti coloro che lo faranno, potranno lasciare un ricordo indelebile non solo per loro, ma per tutti gli appassionati che visiteranno il sito.
Con l'occasione voglio salutare non solo i paesani ma tutti coloro che vivono all'estero. Grazie

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18 maggio 2012

in basso, potete leggere il seguito del racconto di Antony l'americano inviato da Scipione l'Aquilano che sa molto di tussiano

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18 maggio 2012

da Angelo Colangeli

Questo è il comunicato stampa di Radio G, l'emittente locale di Giulianova relativo alla posa di una targa commemorativa avvenuto il13 maggio, dedicata a Padre Serafino.

Recentemente il Consiglio Comunale di Giulianova, che gli aveva già conferito la cittadinanza onoraria, ha deliberato di dedicargli l'intestazione di una strada.  

Domenica 13 maggio , alle ore 12 , nel piazzale della chiesa parrocchiale di Colleranesco di Giulianova è stata scoperta la targa commemorativa realizzata dal Lions Club di Giulianova in ricordo di Padre Serafino Colangeli, il celebre frate cappuccino, fondatore della Piccola Opera Charitas e del Museo d'Arte dello Splendore.

Definito il "Don Orione" d'Abruzzo, P. Serafino, al secolo Berardino Colangeli, nacque il 16 dicembre 1923 a Tussio, frazione di Prata d'Ansidonia. Vicino da sempre alle persone sofferenti ed agli appartenenti alle classi più disagiate,  P. Serafino nel 1950 venne destinato al Convento Maria Santissima dello Splendore di Giulianova dal quale non si allontanò mai e del quale fu Guardiano negli anni 1965-68 e 1992-95.

Fondò la Piccola Opera Charitas, inaugurata ufficialmente l'11 novembre 1962, e dette vita nel 1987 ad una cooperativa di solidarietà sociale per l'inserimento, nel mondo del lavoro, dei ragazzi svantaggiati. Il suo amore per la cultura e per l'arte lo portò a creare nel 1983, nel giorno di San Francesco, il Centro culturale San Francesco all'interno della struttura che ospitava l'Istituto di
riabilitazione, biblioteca oggi ricca di oltre 27.000 volumi, dal 2000 collocata, insieme con la Sala espositiva "Trevisan", in un padiglione di nuova costruzione. Padre Serafino fu anche l'ispiratore dell'apertura, nel 1995, della biblioteca intitolata al confratello padre Candido Donatelli,  e, nel 1997, del Museo d'Arte dello Splendore.

A lui si deve anche la creazione della "Mensa San Francesco", ubicata a Giulianova Lido.

A tre anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 23 maggio 2009 , il Lions Club di Giulianova ha voluto ricordare questa splendida figura di religioso e filantropo con una targa commemorativa posizionata nei pressi della chiesa di "S. Giuseppe" a Colleranesco, nella località, cioè, in cui il frate cappuccino fu presente per svolgere la sua azione pastorale da settembre 1951 a novembre 1952, per poi farvi ritorno nel 1955 e rimanervi sino al al 1958, quando venne il primo parroco, don Giuseppe Ramoni, che fu poi sostituito da don Giovanni Leonardi. .

Il Lions ringrazia l'attuale parroco, don Abramo Oliveri , il sindaco Francesco Mastromauro e l'Amministrazione Comunale di Giulianova per la fattiva collaborazione.

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18 maggio 2012

in basso, potete leggere il seguito del racconto di Antony l'americano inviato da Scipione l'Aquilano che sa molto di tussiano

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Elezioni comunali 6 e 7 maggio 2012: comune di Prata D'Ansidonia

lista

candidati

Voti a Tussio

Voti a Prata

totali

%

LISTA N°1
INSIEME PER IL TERRITORIO

PAOLO EUSANI

62

171

233

63,31

 

CAROSI LUIGI

47

0

47

 

 

FASCIANI FABRIZIO

3

44

47

 

 

FIGURELLI ANTONIO

3

46

49

 

 

FONTI FABIANA

3

38

41

 

 

EUSANIO MASSIMILIANO

3

18

21

 

 

FIORELLI GIULIO

0

19

19

 

 

 

 

 

 

 

LISTA N°2
FINALMENTE SI VOLA

PAOLO COSTANZI

23

112

135

36,68

 

BIANCHI ANTONIO

1

14

15

 

 

CARDILLI VITTORIA

4

26

30

 

 

CAROSA MARCO

0

14

14

 

 

DANIELE ISIDORO

1

6

7

 

 

GABRIELE GRAZIANO

15

1

16

 

 

SIDONI ROBERTA

0

38

38

 


NUOVO CONSIGLIO COMUNALE

PAOLO EUSANI sindaco
CAROSI LUIGI
FIGURELLI ANTONIO
FASCIANI FABRIZIO
FONTI FABIANA


PAOLO COSTANZI
SIDONI ROBERT

Ai neo amministratori infoTussio augura un proficuo e incisivo: buon lavoro.

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19 aprile 2012

Riceviamo questo racconto da Scipione l'aquilano che, sembra, abbia molto del ... tussiano.
Lo pubblichiamo perchè in esso riconosciamo "tanto" Tussio, da essere certi che i personaggi e i luoghi ci appartengano.

Antony l'americano e le preghiere della nonna

Era il mese di luglio del 1977. Nella piazza del paese rischiarata da un caldo sole aspettavamo il parroco. Antony era con me , il viso teso, l'espressione pensosa. Il parroco venne puntuale , ci aprì la Chiesa ed entrammo così nella sua penombra austera che non riusciva a celare la bellezza e la sobrietà del luogo, in parte ricostruito dopo i danneggiamenti della 2° guerra mondiale. Antonio Giordani si guardava intorno ed avanzava con passo calmo, prudente, quasi nel timore di calpestare qualcosa di prezioso! Lo sguardo vigile di chi ha paura che qualche particolare gli possa sfuggire. Camminavamo al centro della chiesa, tra le file dei banchi quando a un tratto si fermò e, fissando lo sguardo sull'angolo a sinistra dell'altare, esclamò: “Là, in quel posto, ci mettevamo con mia nonna ogni pomeriggio per la recita del Rosario, ai Vespri”. In quello stesso punto s' inginocchiò e con gli occhi lucidi dal ricordo recitò una preghiera ,rimanendo per qualche minuto in raccoglimento, poi lasciò un'offerta al parroco che prese l'impegno di celebrare una S. Messa per i suoi defunti ed uscimmo fuori. Nella piazza c'era lo stesso sole di prima ma il viso di Antony ora appariva trasformato, disteso, come quello di uno studente che ha appena superato un difficile esame, con la stessa espressione di gioia che si può provare nel ritrovare un oggetto familiare, di valore ,che si credeva smarrito per sempre.
Fu così che io, allora diciassette e come tutti i miei coetanei con la mente proiettata al futuro, capii il significato vero e autentico di termini quali MEMORIA, RICORDI, RADICI, AFFETTI PERDUTI! Quella manciata d' intensi minuti improvvisamente mi illuminarono sul significato dei racconti di mio padre, emigrante anche lui per 14 anni, tra Venezuela e Australia, e mi furono finalmente chiare le motivazioni della sua scelta di tornare. Mi apparivano in quel momento anche più evidenti e profondi gli stimoli che spingevano i miei zii e cugini ad affrontare periodicamente faticosi viaggi dall'Australia e dal Canada per ritrovare ,anche solo per qualche settimana, le proprie radici e gli affetti più cari e ogni volta che ripartivano era sempre evidente la malinconica certezza che le implacabili cesoie del tempo avrebbero reciso, prima o poi, tutto e per sempre!
“Antony l'americano”, come lo chiamava affettuosamente mio padre che era il cugino, rimase ospite a casa nostra per l'intera settimana ed io, oltre ad improvvisarmi suo giovane cicerone, colsi l'occasione per immergermi nei suoi racconti che per me incarnavano un piccolo sogno americano. Già, Antony era arrivato poverissimo a New York ad 11 anni,insieme ai suoi genitori ed era cresciuto prima a Little Italy , poi nel Bronx ,conoscendo la giungla della New York di strada. Dopo essersi diplomato, fu assunto come fattorino in una compagnia di assicurazioni, lì fece una piccola carriera fino a diventare ispettore. Sposò una ragazza, figlia di immigrati irlandesi e riuscì a crescere tre figliuoli, dei quali uno divenne affermato avvocato a N.Y, il fratello un sottufficiale delle forze militari NATO , la ragazza ingegnere idraulico in giro per il mondo a progettar dighe. Lui però, arrivato all'età di 60 anni, tanti ne aveva allora, non si regalò una crociera o una vacanza in posti esotici e nemmeno in qualche affascinante capitale europea, preferì invece trascorrere sette meravigliosi giorni in uno sperduto paesino dell'Abruzzo montano, per poter calpestare le stesse pietre su cui aveva mosso i primi passi, rivedere con gli stessi occhi di bambino ma colmi di nuova meraviglia ,di incantato stupore, i paesaggi ed i luoghi che erano stati per lui la prima finestra sulla vita e sul mondo. Tutto questo, circondato dall'affetto dei cugini che seppur separati da sempre dallo sterminato Oceano, erano rimasti i vicini della porta accanto, grazie a quella capacità di “condivisione” che non sempre è propria dell'animo umano ma che solo una generazione che ha sperimentato privazioni, affrontato sacrifici, coltivato sogni, può avere…..

La prossima volta, la visita con Antony alla casa dei suoi nonni, dove lui stesso era nato.

Antony l'Americano e la lista della biancheria

Antony aveva un passo deciso e lesto mentre percorrevamo le ripide e strette vie del paese nel percorso, tutto in discesa, tra casa mia e la casa dei suoi nonni, dove lui era nato. Erano già 48 ore che era arrivato e ricordo che non aveva fatto altro che osservare, con sguardo intenso, tutto ciò che lo circondava. Per la verità aveva parlato poco fino ad allora, prima di uscire però mi confidò che aveva chiara la sensazione di riconoscere quei luoghi e che percepiva una presenza misteriosa e impalpabile nell'aria, come se ci fosse un'anima da qualche parte che lo aspettava. Questa espressione detta con grosso sforzo per via del suo italiano, diciamo così “un po' maccheronico” mi colpì molto e, ripensando alla visita in chiesa del giorno prima, mi fece capire che avevo incontrato una persona veramente sensibile e profonda.!

Mentre facevo queste riflessioni mi accorsi che eravamo giunti alla nostra meta, Antony guardò l'orologio come se avesse un appuntamento importante. Alcune persone anziane nella vicina piazzetta lo guardarono con curiosità e non sentirono certo il bisogno di fare domande per capire chi si trovassero di fronte; sento ancora il loro bisbiglio “quissu è ‘n american”. Tipico infatti era il suo abbigliamento per la moda dei tempi: pantalone a quadri larghi e stretto in vita, camicia dal collo ampio sbottonata, grandi occhiali da sole e macchina fotografica al collo. Ad attenderci c'erano il fabbro del paese con mio padre che si misero subito ad armeggiare per spezzare la robusta catena , che teneva chiusa la vecchia porta di legno del modesto fabbricato.

Entrammo così in quella che era la cucina, forte era il contrasto tra l'accecante luminosità dell'esterno ed il buio di quegli ambienti inviolati per così tanti anni. Mio padre aprì la piccola finestra e ricordo l'immagine di una luce che faceva fatica a squarciare quel buio, quasi per pudore di interrompere una pace assoluta. Man a mano che la luce si impadronì di quegli ambienti polverosi e umili mi venne agli occhi la figura del piccolo caminetto, annerito dai tanti focolari vissuti, ai lati del quale c'erano ancora sistemate due sedie.. quasi come se qualcuno vi si fosse appena alzato. Antony non riuscì a resistere alla tentazione di sedersi su una di quelle polverose sedie come se volesse rivedere quella stanza con la stessa prospettiva di quando era bambino e giocava sulle ginocchia della nonna, seduta accanto, che sferruzzava la lana per confezionare qualche calza o sciarpa per la famiglia.

Passato qualche minuto si alzò di scatto e salimmo per la ripida scala in legno due piani più su in quella che era stata la camera da letto, dove dormiva da bambino con i genitori. Fu lui ad aprire le imposte e gli si parò davanti un panorama mozzafiato, il cielo nitido e terso di quel pomeriggio di luglio metteva in risalto tutta la maestosità del massiccio del Gran Sasso, la cui sagoma nelle stellate notti estive, soprattutto con la luna piena, assume il profilo di una donna sdraiata: “la bella addormentata” come la chiamavano i vecchi del paese.

Sulle povere assi in legno del letto c'era ancora quello che le famiglie di ceto povero chiamavano a quei tempi materasso, ossia un sacco di tessuto grezzo riempito di foglie di granturco essiccate. Antony aprì il cassetto di un malandato comò che conteneva solo qualche straccio, ma lui si mise a rovistare lo stesso e fu grande la sorpresa quando avvolto in una consunta e tarlata pezza trovò un quaderno. Era un quaderno di quelli che si usavano una volta, con la copertina nera ed i bordi dei fogli rossi. Ci meravigliammo che i topi non l'avessero rosicchiato ma giustamente il saggio fabbro ci disse: in una casa disabitata non ci abitano più nemmeno i topi, mica son fessi, cosa mangerebbero? Non ci crederete ma in quel quaderno c'era annotata in due paginette una lista di biancheria e oggetti personali. Sì, è proprio come pensate, era la lista scritta dalla nonna di tutto ciò che era stato messo nel baule poi imbarcato sul bastimento nel porto di Napoli, quando partì insieme ai genitori verso l'America. Tutto lì, erano bastate due pagine e per di più scritte con caratteri molto grandi.

Antony fissò quella lista con commozione, quel baule che ricordava ancora di colore verde con le borchie dorate, alla partenza, sul bastimento, conteneva poche misere cose ma il suo cuore era stracolmo di desideri, sogni e speranze. Nel tornare, invece, sull'aereo il cuore di Antony era pieno zeppo ricordi, emozioni, amore e gratitudine per chi gli aveva consentito di vivere la meravigliosa avventura della sua vita. In quei pochi istanti rivide scorrere davanti ai suoi occhi tutta la sua vita, a quel punto fu come se avesse chiuso il cerchio: da lì era partito con quel baule, ed a quel baule era tornato, cioè la sua casa nativa come se fosse un protettivo grembo materno.

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30 aprile 2012

da Toni Santogrossi

Bene! ormai la notizia è pubblica. Ho iniziato a distribuire il libro e, quindi, non posso più esimermi dal comunicarlo ufficialmente.
Ho deciso di dare un senso alle notizie che sono pervenute in questo sito dal giorno in cui l'ho messo in rete. Ad esse ho aggiunto tutto il materiale raccolto nel corso della mia vita. Anche i diari personali che raccoglievano le motivazioni per le quali ho organizzato Le Notti della Repubblica.
Non ho più nulla di "nascosto" per me. Ho messo in "piazza" tutto; tutto a disposizione di tutti.
Ho fatto quello che ho potuto e saputo fare.
Ci sto lavorando dal mese di settembre, tutti i giorni.
Il senso di questo lavoro l'ho scritto in prefazione.
Il rammarico, sempre più accentuato - perchè adesso vengono fuori persone che ... sapevano ... avevano ... però ... -, è che in esso avrei potuto mettere più notizie circostanziate e qualche foto in più.
Ho intitolato il libro: storie di Tussio, perchè in esso ci sono storie e non Storia di Tussio (non ne sarei stato capace).
Come ho ripetuto più volte, il mio augurio è che il lavoro sia da "inizio" a qualcosa di ancora più completo.
Prenda l'iniziativa "chi se la sente" e troverà la mia disponibilità e massima collaborazione.

All'interno del libro ho ringraziato le persone che hanno contribuito alla realizzazione di tutti i lavori svolti e in esso raccontati.
Qui intendo ringraziare pubblicamente il nostro Fabrizio Ciccarelli per altro "tipo" di collaborazione.


Chi vuole esprimere pareri di qualunque natura lo faccia attraverso il "Piccolo Giornale di Borgo". Sicuramente, leggere il pensiero degli altri sarà gradito da tutti i lettori.

 

da Vincenzo Bochicchio  (cittadino d'adozione di San Pio delle Camere)

Egregio Signor Santogrossi, dopo aver letto tutto d'un fiato le sue "Storie di Tussio" (di cui mi ha fatto gentile omaggio in data 13 luglio u.s.) le manifesto con assoluta sincerità il mio più vivo apprezzamento per quest'opera che costituisce per le generazioni future la preziosa memoria di un passato ormai quasi completamente scomparso. Il suo libro, scritto col cuore e frutto di una minuziosa ricerca, è tanto più apprezzabile in quanto, oltre a fornire una colorita rappresentazione di usi e costumi tipici di Tussio, offre ai lettori di altre regioni il quadro di uno stile di vita che, nelle linee generali, era comune a tutti i piccoli paesi d'Italia. Tra l'altro, ho trovato molto originale e valida l'idea di riportare brani integrali degli autori consultati, il che avvolge la narrazione in una atmosfera di suggestiva autenticità.
Ringraziandola per la sua squisita cortesia. la saluto cordialmente.                                                                   

 

Giulio Santogrossi, dopo avere conseguito la maturità classica, aggiunge un commento

Caro zio Toni
Non c'è che dire il tuo libro è un lavoro certosino e di estrema ricerca. Forse non troppo spesso ci si rende conto di quanto può essere difficoltoso lo studio dei paesi . Tussio ha una storia bellissima, anzi direi particolare, l' intento rilevante e ben accetto è stato quello di volere rendere sempre presenti e partecipi persone che sono dovute andare via dal nostro paese e già da alcuni anni grazie a questo sito riescono a stare dentro Tussio. Sebbene il sito sia perfetto, l' emozione di trovare tra le mani la storia del nostro paesino è indescrivibile, ciò che mi ha colpito particolarmente sono stati i nomi originali delle vie di Tussio che , mi permetto di dire, andrebbero rimessi, come pure il fantastico orologio che porterebbe un suono melodico nelle notti più lunghe e silenziose invernali . Spero caldamente che da questa esperienza che ha colpito non solo l' Aquila ma anche la provincia e tutto il cratere possano essere stanziati nuovi fondi per il recupero delle risorse paesaggistiche. " STORIE DI TUSSIO" è una testimonianza sia per noi che viviamo o che siamo legati a Tussio, sia per i più piccoli e per coloro che verranno, d'altra parte anche i più grandi scrittori del mondo latino, come anche quelli greci, hanno voluto lasciare una descrizione dettagliata dell' epoca in cui sono vissuti raccontando così luoghi, usanze, storie sulla loro origine. Il piccolo percorso alla riscoperta delle tradizioni ci ha permesso di venire a conoscenza di particolari misure di peso oppure di giochi che facevano bambini che erano lontani 50 anni da internet e dalla tecnologia del 2012. E il tutto è amalgamato non con un atteggiamento snob ,il che sarebbe un atteggiamento del tutto errato , ma Noi che discendiamo dal popolo latino dobbiamo cogliere il significato più profondo della parola Snob e cioè SINE NOBILITATE e quindi con umiltà. E' l' umiltà infatti che ritorna in ogni singolo capitolo ed è questo elemento che ha reso vincente il tuo libro.

 

Da Dario Visconti

La prima impressione nel leggere la tua opera l'ho avuta dalla dedica iniziale e dalla prefazione.
La prima impressione è stata questa: la umiltà con la quale hai voluto presentare il libro e la gratitudine che hai rivolto agli altri, coloro che hanno collaborato nella stessa. Io non sono uno scrittore e non sono uno storico è come dire leggete solo ciò che sono riuscito a trovare e liberatemi da eventuali inesattezze integrando gli scritti attraverso il mezzo web. Il senso di umiltà è profondo. Non esiste alcuna componente di verità nell'aver realizzato l'opera e tantomeno alcun segno di protagonismo identitario a carattere patologico o Egoico l'invito a integrare il libro ha un profondo significato. E' come dire, io ho solo avviato la riscoperta di ciò che è stato vissuto e tutti voi aggiungete altri fatti, altri eventi e altra storia. In poche parole è un invito a ri-vivere, come in un processo dinamico, la nostra storia insieme perché io sono parte del tutto. Solo per questo, grazie Toni del tuo messaggio perché arricchisce la nostra amicizia.
Nel merito, il libro è una bella raccolta di fatti che mancava e che rappresenta una grandiosa opportunità per le nuove generazioni, solo se avranno l'occasione o la voglia di farlo, di riscoprire quello che è stato come opportunità per conoscersi di più.

 

da Roberto Depiera

Chi lo avrebbe mai detto! Che a Tussio venissero dedicate piu' opere di tanti altri paesi con blasoni altisonanti.
 Me l'ha fatta sotto al naso. Non mi sono accorto di nulla, sì: ho visti libri, raccolte fotografiche, ma mai avrei pensato ad un libro.
Ora il giudizio personale: avete gia' detto tutto ,non mi rimane che congratularmi con l'autore per il solo fatto che ha cercato di mettere su carta i tanti aneddoti, veri e meno veri, che fanno la storia di Tussio.Peccato che chi poteva, all'epoca, non abbia raccolto piu' materiale dai vecchi che sapevano". Comunque un grande lavoro ha riequilibrato in buona parte le mancanze del passato. In qualita' di simpatizzante Tussiano, e, pochi sanno che sono stato battezzato a Tussio, faccio tanti complimenti aju compa' Toni e GRAZIE 

 

da Maria Grazia Di Virgilio

Questo libro è la sintesi ed il coronamento del lavoro che Toni porta avanti da anni per amore del suo Paese: dal giornale "La Mazzocca", all'organizzazione de "Le Notti della Repubblica", al sito di Tussio. A me, che non sono nè nata nè vissuta a Tussio, ha fatto capire che cosa sia il legame con il luogo natio. E la prima volta che Toni mi ha mostrato il materiale che aveva raccolto, con grande meraviglia, da "cittadina" ho intuito che cosa sia l'attacamento al "paese". Poi, partecipando alla sua passione, ho conosciuto meglio anche Tussio e le sue tradizioni. Infatti, la seconda parte del libro "Le storie", è quella che mi interessa ed incuriosisce in modo particolare: fin da quando ho letto le interviste de "Le notti della Repubblica", mi è venuta voglia di approfondire personalmente gli argomenti di cui si è parlato durante quelle serate (e chissà che, col tempo e la buona volontà, ciò non possa accadere). L'impegno di Toni è stato annoso e certosino, fatto di pazienza e di curiosità, basato sui rapporti personali con gli abitanti di Tussio che hanno fornito preziose informazioni. E mi piace pensare quanto sia stata usata la tradizione orale, in un momento storico in cui è sufficiente una "cliccata" per leggere tutte le notizie che interessano, sullo schermo del P.C. Invece, Toni, ha parlato con gli anziani, è andato di persona a "cercare" i pozzi, a fotografare gli archi, ha raccolto per anni i soprannomi dei compaesani, i giochi che si facevano da ragazzi, non ha dimenticato gli aneddoti, le usanze quotidiane, le "sommosse" per i leoni... Dunque, il sentimento e la intensa partecipazione alla vita del Paese, che sono alla base di queso libro, costituiscono per me la sua principale attrattiva!

 

Sul numero dell'Eco di San Gabriele di maggio 2012, a sorpresa e con piacere trovo la recensione al libro Storie di Tussio.

io non sono uno scrittore, non sono uno storico. Questo non è un libro scritto, è un libro in cui ho raccolto tutte le notizie sul nostro paese di cui sono venuto a conoscenza.
Così nella prefazione di Storie di Tussio (editoriale Eco srl, pp. 206) Toni Santogrossi, aquilano doc e professionista poliedrico nel settore pubblicitario, spiega cosa l'ha spinto a sedersi davanti a un computer e riempire lo schermo bianco con tante notizie storiche, artistiche, tradizioni, frammenti di vita vissuta, curiosità. Insomma una meticolosa ricostruzione della memoria di questo antico e caratteristico comune aquilano (ndr l'autore delle recensione non sapeva che Tussio fosse frazione) le cui origini risalgono all'alto medioevo. Ovviamente alla base di questo faticoso ma prezioso lavoro c'è la grande passione che l'autore ha per questo caratteristico borgo abruzzese.
Un lavoro, quello di Santogrossi, che come un caveau custodisce le ricchezze di un passato lasciato in eredità alle future generazioni. Un' eccellente base di partenza per quanti vorranno, nel tempo, continuare a tenere in vita il cuore e la memoria di Tussio

 

da Gianni De Rubeis

Caro Toni
domenica 8 aprile ho ricevuto il regalo di Pasqua, "Storie di Tussio", posso assicurare che solo l'agnello al sugo e relative fettuccine (ah, la tradizione che bontà!)  mi hanno distolto,
momentaneamente, dalla lettura, anzi, per dirla tutta, in questo periodo sto leggendo "IL PENDOLO DI FOCAULT",  libro che ho cominciato 10 volte per fermarmi sempre dopo il primo capitolo (ora sono ben oltre i tre quarti e merita veramente) sappi che ho interrotto la lettura per.... sdraiarmi tra le pagine del tuo libro, non a leggiucchiare ma, a piluccare tra dati e memorie che ricompongono la storia o meglio l'anima della nostra piccola comunità.
Mi ricordo, come fosse oggi, quando hai iniziato la raccolta dei soprannomi, eri in piazza,  con il
Maestro e tuo padre eravate seduti sui muretti vicino casa di zia Adelia, mi sono fermato per salutarvi e sono rimasto attratto e incuriosito dai vostri discorsi: nomignoli  ascoltati sin da bambino e usati per identificare celermente  una persona,  racconti dei due narratori, entrambi con un notevole sense of humor ; ricordo, inoltre, il giorno in cui ho provato a cercare il sito in internet per la prima volta, ma non l'ho trovato a causa di una buffissima coincidenza: cercavo Santogrossi e trovai collegato al nome Tussio lo Studio Saint- Gros!
Ho seguito con piacere la crescita del sito, il moltiplicarsi di dati e storie, il piccolo giornale del borgo, la crescita del numero di partecipanti, e l'immenso lavoro che hai svolto per collegare tra loro i dati forniti da chi ha partecipato e le persone stesse.
Dentro di me ho pensato più volte che la lettura di un bel libro potesse essere più godibile rispetto alla consultazione del sito, forse perchè ho sempre avuto una certa difficoltà a seguire sul computer scritti di una certa lunghezza ma,  conscio delle difficoltà che si incontrano nel creare
una pubblicazione, non ho mai azzardato la proposta.
Invece eccolo quì, bella copertina, un giusto numero di illustrazioni molto belle e storicamente fondamentale la foto della seconda torre, prefazione che Ti illustra sinceramente, dati e storie composti in maniera razionale e soprattutto una lettura picevole, sembra di stare seduti in piazza
tranquilli a chiaccherare.
Tempo fa mi hai chiesto: "Giuà mi mandi una tua foto perchè devo fare una cosa?... poi vedi!" io l'ho mandata con fiducia raccomandandomi che non venisse usata per una tessera (gratuita chiaramente...di questi tempi!) di iscrizione al "Partito Comunista" (Toni è un puro!), ricevute le debite rassicurazioni mi sono tranquillizzato.
Mi sono ritrovato così tra i collaboratori principali, ma ci tengo a dire che lo sprone a fare qualcosa di utile per il sito l'ho sempre avuto confrontandomi con te, perchè sai cogliere la vena
entusiastica delle persone.
Tra le pagine del libro ritrovo lo stesso spirito che ho sentito vivo quando mi non mi sono recato a Tussio il venerdì successivo al terremoto, all'aia ho trovato parenti ed amici  sfollati da Tussio e da L'Aquila, tutti erano duramente colpiti ma inconsciamente consapevoli di trovarsi in un luogo che per qualche ragione ci  infonde sicurezza.
Un appello a tutti i tussiani:"
Partecipate tutti alla costruzione del sito perchè tutti abbiamo delle
storie interessanti da raccontare e da far ascoltare".
GRAZIE TONI

 

da Alessia De Rubeis

Ciao Tony, ti ringrazio per avermi fatto arrivare a 800 km di distanza il tuo libro, il nostro libro, quello di tutte le persone che amano Tussio al di la di ogni distanza. La scelta di vivere lontani dai propri affetti e dalle proprie origini è sicuramente difficile; ogni giorno, anche dopo 8 anni, mi chiedo se ho fatto bene a lasciare le mie montagne, i miei genitori, i miei amici e sinceramente non so darmi una risposta definitiva. Ricevere il tuo libro mi ha fatto sentire meno distante da tutti voi, dalla mia casa, dalla mia piazza e da tutte quelle viuzze che sono sempre impresse nella mia mente e nel mio cuore. Pagina dopo pagina ho rivissuto momenti belli e brutti, ho ricordato persone, ho sorriso leggendo aneddoti e storie che solo noi tussiani conosciamo.. Un bellissimo lavoro, complimenti; fatto con il cuore di chi ama le proprie radici e cerca di farle amare a tutti noi. Grazie! Hai portato a Milano un altro pezzo della mia vita.

 

da Angelo Colangeli

Carissimo Tony, come non associarmi ai complimenti tutti meritatissimi che hai già ricevuto.? Per non essere ripetitivo provo a fornire altri spunti di riflessione sperando di esserne capace. Con questa pubblicazione hai chiuso il cerchio della "narrazione", sei passato nella prima fase dai racconti verbali, le foto e gli scritti al WEB portandoli nel sito di Tussio.. ed adesso hai fatto il percorso inverso tornando dal sito alla carta stampata. Quello che a me è piaciuto, tra l'altro, è che hai narrato la semplicità e la quotidianità che poi sono i momenti che rimangono nel cuore di tutti i membri di una comunità. Già.! La Comunità.! In fondo se riflettiamo centri e borghi con le caratteristiche di Tussio hanno tutti molte similitudini e, come le persone, si somigliano in molti aspetti. Così come le persone però, le comunità che abitano questi luoghi apparentemente uguali hanno caratteri e peculiarità proprie come tratti distintivi. Queste caratteristiche identitarie fino alla metà del secolo scorso, nelle nostre comunità, si tramandavano appunto attraverso la "narrazione" tra generazioni .. ossia il racconto orale, l'esempio e la condivisione dovute al fatto che la comunità continuava ad abitare i luoghi o, anche quando una parte se ne allontanava manteneva profondi legami con il paese. I tempi sono mutati e quindi oggi gli strumenti della comunicazione svolgono una funzione sociale se utilizzati proprio allo scopo di non disperdere le identità e le caratteristiche della comunità da un lato, e, nello stesso tempo a permettere di conoscerle a chi non le ha vissute in prima persona. Sicuramente converrai con me che le nuove tecnologie sono uno strumento formidabile.. io credo infatti che se non ci fosse stato internet sarebbe stato praticamente impossibile giungere a questo risultato. Più di tante parole una scena ti dice che hai fatto centro: i miei figli che sfogliando il tuo  libro si sono soffermati sui nomi dei propri bisnonni, con accanto i soprannoni, con una espressione tra l'ironico, il divertito e l'incuriosito.. da qui sono partite raffiche di domande..! Questo vuol dire che lo strumento vale. A  me colpì il racconto di un grande scrittore francese che si ritirò in pensione nel suo piccolissimo paesino della Normandia, un giornalista lo raggiunse e gli chiese se come mai lui che poteva andare a riposare ovunque avendo mezzi e successo avesse fatto questa scelta. Lui rispose: perchè questo è il più bel posto dove nascere e dove morire. Il senso è: i bambini così come gli anziani cercano, apprezzano e vivono la semplicità e hanno bisogno di luoghi rassicuranti.. questo sono luoghi come Tussio.  Auguro alla comunità di Tussio che ciò che tu hai fatto sia da stimolo per altri narratori.. al fine di tenere viva e ravvivare la comunità. Grazie.

 

da Vanda Santogrossi Casilio

Il volume realizzato da Toni Santogrossi , è uno scrigno prezioso da cui tirar fuori perle di rara bellezza, rappresentate da scorci di vita vissuta, dall'antica cultura, da aneddoti e modi di dire e di fare.
In esso si ritrova quel bene e bello trascorso in altri tempi, meno tecnologici, ma pieni di amore fraterno e di sincera amicizia, di aiuto reciproco e di convivenza serena : prerogativa del mondo contadino.
Il testo si presenta piacevole nella sua veste tipografica e accattivante nella lettura delle diverse notizie che abbracciano tutta la cerchia di curiosità e di vissuto spirituale, religioso, lavorativo, ludico ( per i semplici giochi che eseguivano grandi e piccoli).
Interessanti i capitoli che riportano le origini, il nome, l' antico castello, gli archi, le stalle, i pozzi, i quartieri , le chiese, la scuola e la mia maestra.
Sfiziose le pagine dedicate ai soprannomi ;stimolanti alla ricerca , quelle riguardanti le notti della Repubblica e i giorni del leone (reperti archeologici di due esemplari in pietra).
Il ricordo vivo di Sette Fonti, ora cambiata e restaurata, fontana (la fntanella) dalle sette bocche, da cui si attingeva acqua buonissima, riportata a casa con basto e bigonce, dal mite asinello.
E poi l' asilo d'infanzia - dottor Gaetano Cicerone - (prima scritta murale a caratteri di vetro blu) , rimasta impressa nella mente dei - pochi rimasti - !
Dall'attento e vario lavoro, si evince il rispetto dell'autore per le persone, gli uomini illustri ed il forte desiderio di tramandare ai posteri i tanti valori della memoria e radici di Tussio, del suo paese natio anche ai tanti emigrati che amano la loro e la terra degli avi.
C'è riuscito!
Un grazie a Toni per la fatica e per l'amore con cui ha riportato ogni argomento, con la certezza che vi sarà qualcuno che arricchirà lo scrigno con altre perle che renderanno Tussio luminoso agli occhi di chi ha sete di sapere, di conoscenza, di chi lo ama e di chi lo amerà.

 

da Franco Conti

A Toni Santogrossi che ha riscoperto origini voci e volto di Tussio resi opachi dalla polvere del tempo.
Opera a vantaggio di una conoscenza necessaria alla stirpe.
Bravo

 

da Valérie Santarelli

Fare semplice richiama molto di più di fare complicato.
Bisogna sempre sentire la voce altrui, tu hai saputo ascoltarla per svelare la vita, i costumi dei Tussiani.
Ricordarsi, dal latino re-cordis : ripassare dalle parti del cuore. Del cuore, della pazienza, del tempo ce ne sono voluti per insegnarci e ricordarci delle cose dimenticate che senza il tuo documento sarebbero state perse per sempre: le misure, i giochi, i costumi...
Sei stato un artigiano, Toni, in questo libro; hai avuto certo un saper fare nella scrittura, lo stile è chiaro e piacevole, ma soprattutto un sapere essere; sapere capire le mani, la storia di una terra, il lavoro duro degli abitanti, la loro intelligenza, ma anche le loro felicità.
Sì, ci hai mostrato con umiltà, che i Tussiani sapevano coltivare la terra, ma sapevano soprattutto coltivare la saggezza.
In ogni pagina, in ogni parola, in ogni foto, un ricordo sepolto in ognuno di noi, che vibra.
Con esigenza, hai raccolto la memoria degli anziani, dei libri, e hai orchestrato la messa in scena di questi quadri di vita vissute.
Hai limato quelle belle storie per farne un bel dipinto.
Uno schema perfetto che permette al lettore di leggere, come lui desidera, dalla A alla Z, dalla Z alla A ...
Ogni capitolo apre la porta della gioia perché apre la porta di bei ricordi.
Con eleganza, con autenticità del quotidiano vero, illustrato dai testimoni, o ricordi di parenti, di familiari, di amici, che fanno rimbombare il nostro cuore.
Le Storie di Tussio entrano nella grande Storia: sono le maglie fini che, lavorate, legate, annodate formano legami solidi tra le generazioni.
Hai ricostruito, con generosità dei documenti rari, collocati in modo giusto.
Dei momenti veri di felicità, un sorriso, un raggio di sole, con questo libro, un ritmo, una musica tradizionale abruzzese che rimangono in ognuno di noi.
GRAZIE !

 

da Angelo Giordani

Carissimo Toni,
una piacevolissima sorpresa è arrivata tra le mie mani e con occhi stupefatti ho osservato il tuo libro "Storie di Tussio". Mi ha affascinato ed emozionato come solo uno che ha sempre amato la REPUBBLICHETTA può SENTIRE quel battito di cuore.
Questo libro meriterebbe una lunga cronaca, come si fa di solito per una manifestazione sportiva, ad esaltare l'impegno degli atleti. I miei ATLETI in questo caso siete tutti voi che, con amore, avete realizzato una grande realtà per il nostro Tussio, per noi e per i nostri eredi. Ma soprattutto tu,
carissimo Toni, che chissà quante notti e giorni hai perso per realizzare questo bel sogno che, sono certo, ha soddisfatto tutti.
Grazie infinite e un abbraccio anche a tutti i tuoi collaboratori.

 

da Giulio Santogrossi

il libro si mostra semplice ed organico per una piacevolissima lettura.
Può sembrare dalle prime pagine " un' opera senacana" per la sua analisi di coscienza non tanto rapportata alla giornata quanto all' arco di una vita trascorsa tra gli scorci paesaggistici storici e pieni di tradizioni.
"Storie di Tussio" é un lavoro sicuramente certosino e di lunga ricerca, rivolto in modo particolare ai posteri per non dimenticare mai le proprie radici.

 

da Paolo De Meis

Caro toni,
non ho parole per esprimerti la mia gratitudine, per questo prezioso libro su Tussio, il nostro amato paesello.
Come ben sai a me piace molto usare il pc, ma in paragone ad un bel libro è tutt'altra cosa, e che libro. Pochi giorni fa passai da te e subito mi colpì questa copertina così calda e poi la foto del campanile che si eregge così maestoso, un gigante. Ti chiesi cosa era, mi rispondesti: una ristampa del libro del Commendatore Cicerone. Io pensai l'ho letto, è cambiata solo la copertina, non fui preso da curiosità, (arriva sempre dopo), ma non era così.
Te-possino....Quando l'ho incominciato a sfogliare non sai che emozione che ho provato, poi a casa ho cominciato a sentirne l'odore il profumo di questo, lasciamelo dire "CAPOLAVORO". Sì Toni un capolavoro che solo tu potevi fare. Si vede la tua dedizione nella ricerca degli eventi, gli appunti le note, le storie, veramente eccezionale. Il lettore inizia e non si accorge che è arrivato alla fine, tanto è preso nello scoprire o riscoprire riassaporare cose che hanno fatto parte della tua vita; che tu sei testimone di tali eventi.
Ora capisco i tuoi sacrifici, i mesi passati a fare ricerche e poi a trascrivere il tutto. Noi vediamo il risultato finale, ma ci vogliono nove mesi per partorire un figlio.
Comunque Toni, solo tu potevi fare questo, hai creato un sito che è letto da migliaia di persone, i nostri compaesani all'estero ne sono orgogliosi e felici, anche loro si sentono a casa. Io posso dirti solo una cosa, ma te la dico con tutto il cuore GRAZIE, per quello che fai, e soprattutto per quello che farai ancora!!!!
Dimenticavo, ora so a cosa serviva la foto, sei sicuro che me lo sono meritato?
Ti ringrazio anche per questo, con l'occasione saluto tutti coloro che "AMANO" Tussio

 

da Pino Barbato (Pino non ha letto il libro)

Caro Toni, ho letto oggi nel sito del tuo libro e ti faccio tanti complimenti.
Devo dire però che la cosa non mi ha colto di sorpresa. Era parecchio che pensavo che tutte le notizie raccolte su Tussio andassero raccolte in un libro, e tu eri l'unico che poteva farlo. Certo il sito è una cosa importante, dinamica, ma un libro è un'altra cosa. Sarà che apparteniamo alla generazione a cavallo tra antico e moderno, ma il gusto di sfogliare un libro in ogni momento ed in ogni posto non ha eguali. Dopo quello del Professore si sentiva il bisogno di un altro libro su Tussio e le sue storie e non potevi essere che te a scriverlo. Complimenti ancora.

 

da Sergio Colangeli

ogni luogo si ricorda nella misura in cui diventa luogo di affezione" (A.Rossi)
Mai citazione è stata più calzante dopo aver ricevuto questo dono.
Un lavoro con al centro il passato in quanto tempo trascorso, recuperabile solo attraverso la memoria.
Il nostro luogo di affezione: Tussio, è un omaggio al ricordo e alla riflessione; di quello che siamo stati, del vissuto umano e delle straordinarie atmosfere che ci hanno avvolto.
grazie Toni per averci donato ancora una emozione.

 

da Manolo De Rubeis

Qualche giorno fa ho finito di leggere Storie di Tussio.
Il libro è una fucina di notizie ed è bellissimo.
Si nota subito l'accurata ricerca e la passione con cui è stato scritto,la lettura scorre piacevolmente e non si può far a meno di rimanere tentati di proseguire.
Nelle pagine (in particolare in quelle di "le notti della repubblica") grazie alla formulazione domanda-risposta si respira l'aria dell'epoca e degli avvenimenti accaduti.
Sicuramente alcune notizie sono riportate anche sul sito ma personalmente non riuscirei a leggere attraverso lo schermo di un pc, mi piace leggere su carta!
Il mio rapporto con un libro e' prima di tutto fisico;la bellezza della copertina,l'odore, il piacere di sfogliarlo pagina dopo pagina. ecco perche il regalo è stato davvero gradito.
Questo libro lascerà un ritratto storico dell'epoca fisico (non virtuale).
Ringrazio l'impegno, l'ostinazione, la capacita e la bravura di Toni.

 

da Paoletta Pietrangeli

Ciao piccolo giornale di borgo,
ho letto il libro e vorrei chiarire una cosa, l'incendio all'asilo è successo la vigilia della laurea di Gianfranco Giorgi, quindi chiedete a lui la data esatta non ricordo se era Luglio.
Chiaramente eravamo presenti in molti e Giovanni Rossi disse " SE NE VA' UN PEZZO DI TUSSIO.
Leggendo il libro e vedendo alcune foto, il pensiero è corso alle persone che non ci sono più ma hanno lasciato un buon ricordo ma sopratutto sono stati partecipanti attivi in quelle serate allegre.
Complimenti a tutti Voi !!!!!!!!

 

29 maggio 2012

da Angelo Giordani

Anche il GAZZETTINO STRADALE TUSSIANO ha voluto rendere omaggio allo splendido libro.

Dopo la pubblicazione del libro "storie di Tussio", avevo chiesto ad Angelo di non fare nulla di eclatante perchè non è nel mio carattare apparire. Il suo fervore è, tuttavia, sempre prorompente e incontenibile. Comunque lo ringrazio, e, vorrei "succhiargli" un po' del suo entusiasmo.
Toni Santogrossi

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16 aprile 2012

il nostro Franco Conti ha pubblicato l'ultima raccolta di poesie.



Valérie Santarelli ha letto le liriche e ci ha inviato queste righe ed esse dedicate:
Sapere cogliere le rose della vita, per Franco Conti non si deve lasciare andare un giorno senza pregare Dio, senza pensare alla miseria degli uomini e soprattutto senza glorificare la adorata moglie, Maria.
Nelle poesie della quotidianità il poeta tussiano ci insegna ad apprezzare ogni momento; il carpe diem, caro ad Orazio, viene reinterpretato con tantissima sensibilità.
In ogni pagina, Franco Conti ha nutrito la nostra anima di “amore e di cielo”.
“ E' una gioia leggere i perpetui doni della natura che illumina il nostro difficile cammino”.

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27 marzo 2012

ultima poesia di Vanda Santogrossi

SPEREMU… SEMBRE SPEREMU …

Speremu che sta' pe' ssonà cquesta cambana
pe' la zzona de lla nostra città aquilana.
Speremu che ‘nu ramittu de mmannolo fioritu
rreporta la rrecostruzziò de tuttu j'apparatu ,
rreporta ju surrisu ajiu core adduloratu
che da troppu tembu è rremasu sconzolatu.
Tande perzone diceno d'avecci assa' proatu
ma gnisciunu ‘n virità troppu c'è rriscitu ,
speremu che ce rresce ju novu Presidende
che pare sta' a ggeniu a “parecchia” ggende
spece mo' ch'è vvinutu a vvetè co' j'occhi
le tande cose storte e ji tandi tarocchi.
Speremu che checcosa pe' L'Aquila issu faccia
pecchè pe' ttandi issu tene ‘n'atra “faccia”
e rresce a moe ji “cancamitti” arruciniti dejiu portunu
tinutu chiusu pe' cquasci tre anni a ‘gni quatranu
rremasu fetele a cqueste mura che j'hannu ‘atu vita
e aji tandi stuendi feteli pur'issi a no' cagnà la via
pe' no' fa'  murire la curtura : pernu cchiù ‘mbortande
che la città mo' tenerria bbonu rreportà avandi
‘nziem ‘a ttand' atr'attività pe' lungu e largu spase
che ponno e sanno fa' rrevive ju nostru “ Centru” lisu.

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26 marzo 2012

Da Pierluigi Giorgi


Invio la poesia che mamma (Angela Pietrangeli) ha scritto a nonno Francesco per la festa del papà.

A MIO PADRE

A te
che la vita non ha risparmiato sofferenze e brutture
A te
che non sempre hai saputo celare il rancore
verso le asperità e le difficoltà quotidiane
A te
che non sempre hai saputo dimostrare l'affetto
neanche con una lieve carezza
A te
che sopra ogni cosa però, hai saputo infonderci,
con semplicità, l'umiltà e l'onestà d'animo
che ti hanno accompagnato
e ti hanno dato la dignità di camminare
guardando gli altri negli occhi
A te
che in vita non riuscivo a comprenderti
e continuavo a cercarti senza mai trovarti
A te
che non è stato semplice essere padre
perch è la vita non lo è stata
A te
che gli ultimi tuoi sguardi,
mi hanno lacerato dentro
facendomi sentire io mamma e tu figlio
A te
che ora sicuramente vivi la tranquillità
e la serenità del figlio accanto al proprio Padre.

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19 marzo 2012

Da Maria Elvira Giordani per Mario Giorgi

E' da domenica scorsa che, pensando a Mario, gli associo questi due attributi:
animo e compagnia di Tussio. Con immenso piacere mi sono ricreduta, avendo
avuto modo di conoscerlo meglio qualche anno fa, su quell'immagine burbera che
avevo ipotizzato sin da piccolina... Penso non ci sia da aggiungere
nient'altro, perchè queste due parole riassumono tutto e la tantissima gente
che l'ha conosciuto sicuramente ne ha avuto comprova.

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14 marzo 2012

da Angelo Giordani

ENTUSIASMO E SVENTOLIO DI BANDIERE PER I CICLISTI AL BIVIO DI TUSSIO - S.PIO S.S.17 PER LA CORSA PROFESSIONISTICA MONDIALE TIRRENO-ADRIATICO

il preside Menna con le maestre e tanti bambini ad applaudire

Tussio S.Pio 10 marzo. una mattinata di pallido sole con tanto vento e freddo tipicamente invernale, dopo pochi giorni di aria quasi primaverile.
Ma anche con questo clima scoraggiante lungo tutte le strade dell'aquilano dove e' transitata la 4 tappa Terni-Chieti, lunga 250 km, in migliaia si sono riversati ad applaudire i ciclisti della 47 tirreno- adriatico.
Un grazie alla gazzetta dello sport che ha nuovamente onorato la citta' dell'Aquila, alle autorita' che hanno ordinato alcune ore prima la chiusura delle scuole. Permettendo ai genitori e figli di invadere le strade ad applaudire tutti gli atleti.
Anche al nostro bivio Tussio S.Pio, com' era abitudine. c' era tanto entusiasmo e sventolio di bandiere di vari colori, grazie soprattutto a Leonello e Antonio, veri sportivi! ma anche a tutti gli altri presenti specialmente al preside Menna (sindaco di Poggio Picenze) e le maestre e i professori che hanno accompagnato i tanti alunni di tutta la nostra piana che entusiasti hanno applaudito tutti i ciclisti ma soprattutto la Farnese selle Italia, squadra di Giordani.
Un grande grazie a loro per aver fatto trascorrere ai nostri figli e nipoti alcune ore di libero entusiasmo che rimarra' impresso nelle loro menti.
Un grazie anche al giornale il centro che ci ha informati minuto per minuto, l'avvicinarsi al nostro bivio della lunga carovana di ciclisti ed ammiraglie e alleviando così in qualche modo il notevole freddo come già detto.
Ecco di seguito amici le prossime gare del nostro concittadino Leonardo giordani che non era presente quest'anno alla corsa dei due mari:
dal 20 al 24 marzo settimana internazionale coppi e Bartali in ricordo dei leggendari campioni
poi dal 26 all' 8 aprile varie gare in Belgio che saranno trasmesse su raisport2 canale 58.

in bocca al lupo Leonardo.

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8 marzo 2012

Si comunica che domenica 25 marzo si terrà la festa in onore di S. Giuseppe
con la consueta benedezione del pane.
Si invita tutta la popolazione a partecipare.

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1 marzo 2012

Il nostro parroco, don Alessandro, ha comunicato alla popolazione che domenica 11 marzo alle ore 12,00, la santa messa sarà celebrata dal vescovo Giuseppe Molinari.
L'intrattenimento alla nostra parrocchia è inserito nell'ambito delle visite pastorali che Sua Eccellenza dedica alle comunità del territorio.
Don Alessandro ha invitato tutta la popolazione a partecipare al rito.

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27 febbraio 2012

Leonardo ci invia i saluti dal Belgio.
Noi di info@tussio.it, tifosi appassionati del nostro campione, auguriamo, come abbiamo sempre fatto, una stagione agonistica piena di soddisfazioni.
Carissimo Leonardo ti seguiamo con passione: metticela tutta.

CARISSIMI AMICI TUSSIANI,

VI MANDO UN CALOROSO SALUTO DAL BELGIO DOVE STò CORRENDO.

SEGUITEMI!!!! 

LEONARDO GIORDANI

24 febbraio 2012

da Angelo Giordani un ragguaglio delle corse del nostro ciclista.

LEONARDO GIORDANI IN PARTENZA CON LA FARNESE VINI SELLE ITALIA PER L'EUROPA E L'ASIA PER DISPUTARE IMPORTANTI GARE

Dopo l'apertura stagionale ciclistica dei professionisti in Italia il 4 febbraio a Livorno e proseguita poicon due corse in Calabria e l'ultima in Liguria sabato 17, il nostro ciclista Leonardo Giordani della squadra Farnese Vini Selle Italia è di nuovo in viaggio con i suoi compagni per due classiche in Belgio di sabato 25 e domenica 26, che la Rai trasmetterà in diretta su Rai Sport 2 digitale.
Gli atleti giallo-fluo torneranno in Italia lunedì per poi fare di nuovo le valigie e volare martedì 28 in Asia a Singapore, per una importante garaa tappe fino a domenica 4 marzo.
Dai programmi di squadra Leonardo non farà, come lo scorso anno, la Tirreno-Adriatico, durante il passaggio della quale, al bivio di San Pio, i suoi tifosi organizzarono una grande parata di bandiere, striscioni e scritte inneggianti all'avvenimento. Lui si fermò a salutare tutti, con grande ammirazione della carovana anche per lo scenario preparato.
Anche quest'anno, come detto, l'importante corsa attraverserà dall'Umbria Rieti, L'Aquila e Statale 17 del nostro bivio San Pio-Tussio, sabato 10 marzo, per concludersi a Chieti. Tutti gli sportivi, con i bambini, saranno sicuramente lungo le strade dell'aquilano ad applaudire e ringraziare gli organizzatori per la scelta dei nostri loghi.
Leonardo e altri compagni si prepareranno per tornare di nuovo in Belgio per disputare varie gare e, tra queste, il leggendario Giro delle Fiandre.

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15 febbraio 2012

Lunedì 13 febbraio siamo stati presi alla sprovvista dal nostro carissimo Emiliano Petracca che ha preso parte alla trasmissione "L'Eredità" condotta da Carlo Conti in onda su Rai Uno alle 18:50.
Pochissimi sapevano della sua partecipazione e accorgendoci tardi della sua presenza abbiamo cercato di contattare più persone possibili.
Purtroppo Emiliano, brillante e disinvolto, è stato eliminato alle prime manches; speriamo di rivederlo presto in altre trasmissioni.

Nel link qui di seguito si può vedere una parte della performance di Emiliano:
http://www.abruzzo24ore.tv/ new s/ L-Aquila-a-L-Eredita-il- 27enne- Emiliano-Petracca-al- quiz-di-R ai-Uno/71073.htm

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13 febbraio 2012

riceviamo dall'ing. Camillo Berardi

Spett.le Borgo di Tussio, per curiosità conoscenza, invio il link video di un  UN CANTO  PER L'AQUILA DILANIATA DAL SISMA composto per tutte le vittime del terremoto e con l'augurio che L'Aquila possa presto rinascere e tornare a volare. Il filmato del componimento  " Me tengo recorda' che sci' renata " (Devo ricordarmi la tua rinascita) è accessibile cliccando l'indirizzo riportato avanti: http://www.youtube.com/watch?v=7tsCuChbrKY Le immagini sono decisamente "crude", ma il componimento malinconico è anche forte di speranza. Sono allegati anche il testo poetico in vernacolo, la traduzione in lingua e lospartito musicale. Il materiale allegato e il link de brano potrebbero essere pubblicati sul Vostro sito. In attesa di un eventuale cenno di riscontro, invio i miei più cordiali saluti

il 16 febbraio l'ing. Berardi riserva una bella sorpresa ai lettori del Piccolo Giornale di Borgo:

invio il canto " Ju mazzittu de violette " scritto alla vigilia del terremoto con la poetessa Vanda Santogrossi Casilio. Lo spartito musicale è un file PDF che può essere pubblicato sul sito. Guarderò con attenzione il sito di Tussio nel quale ho già trovato tante cose interessantissime.

cliccando sullo spartito si ottiene l'ingrandimento dell'immagine.In basso in testo della canzone.

JU MAZZITTU DE VIOLETTE

(canto abruzzese)

Versi di Vanda Santogrossi Casilio Musica di Camillo Berardi

Quiju mazzittu bbejjiu de violette
ju tenco restipatu a ‘nu cassittu
deju commo' che mamma me comprette
quannu de matrimoniu se parlette.
Resend'angòra tuttu ju prufumu
de quiju jornu che me ju donasti,
etern'amore tu me ju ggiurasti,
ma pe' ‘na bbionda po' tu me lassasti.

Chi de te se po' scorda'?
Ji' te penze che ‘nze sa'.
Chi de te se po' scorda'?
Ji' me stenco a conzuma'.
Ji' te vojio rabbraccia'
e me vojio rrecria'
‘nzin'a te ji' vojio sta'
pe' potette accarezza'.

Ju core m'à soffertu propriu tandu
quannu abbracciatu a ‘n'âtra te so' vvistu,
‘nu rappu ‘nganna allora so' sintitu,
le lacrime dajj' occhi so' spundate.
Ji' so' ssaputu che te sci' pintitu
ma ju coraggiu ‘npettu t'è mancatu,
ji' so' ssaputu che me sci' cercatu
però a lla porta me' no' zi' bbussatu.

Chi de te se po' scorda'?
Ji' te penze che ‘nze sa'.
Chi de te se po' scorda'?
Ji' me stenco a conzuma'.
Tu, quatra', no' me lassa'
ji' te vojio bbene assa',
tu, quatra', no' ta' scherza'
quistu core ‘nge lla fa'.

No' te pozzo cchiù aspetta'
ji' me vojio marita'.

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13 febbraio 2012

....l'adattamento ad ogni ambiente climatico...

7 febbraio 2012

il 2 e 3 febbraio ne ha fatta tanta. Tanta. In condizioni di livellamento abbiamo misurato 90 cm. di coltre.

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18 gennaio 2012

Sabato 18 febbraio 2012, per le vie del paese, si svolgerà la tradionale RUZZICA.
Si partirà alle due del pomeriggio dal "pizzo di piazza".
Tutti sono invitati a gareggiare ed a comunicare la loro partecipazione per organizzare
al meglio la gara e ... la mangiata finale.

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17 gennaio 2012

PRESENTATA LA FARNESE VINI SELLE ITALIA SQUADRA ABRUZZESE LAZIALE TOSCANA DEL NOSTRO PROFESSIONISTA LEONARDO GIORDANI

La squadra in ritiro a Sperlonga di Latina per intensificare la preparazione

Ortona (CH). Si riparte da questa prospera città dal Teatro Paolo Tosti, strapiena di appassionati di ciclismo.
Come un anno fa il tenore Mazzocchetti dà il via cantando un vibrante brano del suo repertorio con grande emozione del pubblico, mentre nello schermo gigante scorrono le immagini di alcune delle 22 più importanti vittorie della scorsa stagione 2011 e con tutti i 19 atleti della Farnese Vini Selle Italia schierati sul palco. Di seguito il team manager della squadra Angelo Citracca con voce orgogliosa ringrazia i suoi ragazzi per il grande impegno profuso in tutte le corse disputate e l'armonia tra loro per raggiungere le incredibili 22 vittorie soddisfacendo pienamente tutti gli sponsor che dall'inizio hanno creduto al loro progetto di ciclismo professionistico. Il bravo manager romano doc, ma toscano d'adozione ha ricevuto una grande ovazione.
Di seguito Valentino Sciotti Patron della Farnese Vini ha detto anch'egli parole importanti : “Essere primo sponsor di una squadra che gode immagine di visibilità così forte in Italia ed anche nel mondo è il nostro grande obiettivo anche per la nuova stagione 2012.
Abbiamo gioito tanto per le numerose vittorie, ma soprattutto per la coesione tra i ragazzi, la prima componente per raggiungere traguardi importanti. In questi anni hanno sposato appieno gli ideali della nostra azienda e dei nostri collaboratori di distinguersi sempre per condotta, professionalità e qualità”. Concludeva il grande padrone di casa , e della grande platea un'ovazione da stadio meritata. Seguiva il commento entusiastico anche della giovane Elvira Pagliaroli, manager dell'azienda laziale Pagliaroli Vetri SpA, da sempre appassionata di ciclismo “Uno sport con grandi valori e tradizioni antiche ed orgogliosa di far parte di questa grande famiglia per accrescere sempre di più la nostra immagine commerciale nazionale ed internazionale dell'azienda”. Concludeva così la presidentessa onoraria della squadra giallo fluo , immersa da unemozionato applauso. Per ultimo abbiamo lasciato il direttore sportivo Luca Scinto, anima guerriera della squadra, che ha descritto le qualità e le aspettative di ognuno dei 19 atleti, elogiandoli tutti per il comportamento di squadra molto coesa da superare le più rosee aspettative della vigilia, con le 22 vittorie raccolte.
“Quest'anno”, conclude il grintoso tecnico pistoiese, “con più maturità di tutti i miei ragazzi, ci auguriamo di essere ancora più bravi con l'arrivo di Pozzato”.
A conclusione della bella presentazione della squadra, l'arrivo della notizia: la Farnese Vini Selle Italia è stata invitata alle corse della Gazzetta dello Sport: Giro d'Italia, Tirreno-Adriatico, Milano-San Remo, Giro di Lombardia. All'annuncio il teatro esplode di felicità. Ecco i 19 componenti la squadra:
Pozzato, Guardini, Gatto, i tre primi attori; Bertolini, Balloni, Failli e Favilli, Ascani, Caccia, Benenati, Andriato, De Patre, Miranda, Mazzanti, Ricci Bitti, Hulsmans , Rabottini, De Negri e Leonardo Giordani, il romano aquilano alla sua tredicesima stagione da professionista, molto contento anche per la partecipazione dei suoi tifosi da Roma, L'Aquila e Tussio per dare a lui e tutta la squadra un grande in bocca al lupo .
Concludiamo con la preparazione iniziata a metà novembre e con un primo raduno a metà dicembre di 10 giorni a Montecatini Terme. Da Ortona, dopo l'entusiastica presentazione, la squadra è partita per Sperlonga (LT) in ritiro collegiale per una intensa preparazione in vista dell'apertura di stagione il 4 febbraio a Livorno.

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9 gennaio 2012

ultima poesia di Vanda Santogrossi

MA CE VOLEMO RENNE CUNDU?!?

‘N atr'annu tra bbruttu e bbejiu è passatu
e da vincitoru o vintu ci si arriatu
no' è statu come tutti nu' ce ju semo ‘mmagginatu
ma come pochi a ttandi j'hannu preparatu.
C'hanno fattu ‘ngoià cquel' amara pilloletta
che cquasci mai gnisciunu vole o s'aspetta.
Tande so' state le nuvità vinut'a galla su lla curva spalla
dejiu vecchiarejiu che cchiù no' cand' e bballa:
pinzieri e confusiò mo' cchiù de sembre
so' ccomenzat'a ssorge dajiu mese de noembre
pe' cquela poca pinziò _” mo' ce rreo' “_
che mangu ce magna e che s'ata' pure scervellà pe' jill'a pijià.
Speremo che com'hannu ‘ittu aggiusteno checcosa
pe' ttutti cquiji che no' ponno jì a fa' la sspesa
ma ci sta cquijiu che no' rregge ju pisu
e penzennu e vergognennese se fa rretroà mortu “ 'mpisu”.
Tenemo esse forti e rrefa' faccia aji bbrutti tembi
che no' fau bbonaccia
pecche' ci stau cquiji cchiù de nu' poeracci
‘nquandu co' cquinnicimila e passa eur'ajiu mese
icenu de no' rrescì a rreparassi da tutti ji crucci …
farzi! Vonno che sembre nu' pachemo le spese …
Ma ce volemo renne cundu?!?

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a cura di Toni Santogrossi

grafica e supporto tecnico: Giulia Cicerone