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Tussio in foto

 

 

ARCHIVIO NOTIZIE - 2009

 

31 dicembre 2009

da info@tussio.it l'augurio più sentito per una rapida ricostruzione materiale e morale.

Celestino V - dipinto di Mauro De Rubeis

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1 dicembre 2009

riceviamo e pubblichiamo la richiesta pervenuta dal nostro "antico" compaesano

Salve, buongiorno, sono De Rubeis Calogero abitante in Lampedusa, figlio di De Rubeis
Giovanbattista nato a Lampedusa il 1917, figlio di De Rubeis Bernardino nato
03/02/1887,deceduto 1961, figlio di De Rubeis Pietro originario di Tussio, questo è
quanto ho saputo da ricordi non precisi al100%.
Vorrei chiedere a info@tussio.it ed a chiunque abbia o possa avere informazioni, se  è
possibile avere un stato di famiglia di De Rubeis Pietro o una documentazione dove sia
possibile conoscere i fratelli e le sorelle e quando Pietro è emigrato in Sicilia: a Palermo.
Sposato con Vincenza Bonadonna, figlia di del cancelliere di stato, medico è
podestà di Linosa (Ag.)
Tutto per conoscere le mie origini o per trovare miei parenti in Tussio.
Resto in attesa di un vostro riscontro, con l'occasione il mio migliore saluto.
La mia e-mail: cderubeis@virgilio.it

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12 novembre 2009

il nostro paesano Gianfranco Figurelli, pittore che vive in Germania, ci invita a visitare la sua mostra che si terrà nella sua città dal 12 novembre al 26 gennaio 2010. Auguri e in bocca al lupo da info@tussio.it.

 

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29 ottobre 2009

da Rita Chiodi

Guardate cosa ci manda Rita Chiodi (moglie di Roberto). Oltre a queste foto bellissime, nella sezione "Tussio in foto" ce sono 4 panoramiche del Paese nelle varie stagioni e due dell'arco di Serafina.

in onore di Angelo Giordani: il Gazzettino stradale

gatti di Tussio

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16 settembre 2009

da Secondina Pinterpe

Buon giorno.
Sto vedendo in internet tante cose relative al paese di mio marito. Tutto bellissimo,veramente e' molto bello il vostro lavoro. Fatto con il cuore .Si vede che c'e l'amore per la terra nativa. Ho letto de belle e le cattive notizie, però non ho trovato nessun scritto relazionato alla scomparsa di mio marito. Roberto Celestino Carosi , Essendo lui un cittadino di Tussio , emigrato nel 1951 al Venezuela,morto il 27 di giugno del 2005, che ha conservato fino alla fine la sua cittadinanza italiana, e stranamente nessuno e' venuto a conoscenza di tutto questo. Sarei curiosa di sapere il motivo . Può darsi che era un paesano poco apprezzato, non lo so' . Fatemelo sapere per favore. Grazie

Riceviamo e pubblichiamo quanto ci scrive la signora Pinterpe. La ringraziamo per i complimenti e le diciamo che il sito di Tussio è soprattutto un sito storico.
"Il Piccolo giornale di Borgo" e le "Notizie Belle e Brutte" sono aggiornati solo in base alle notizie che ci arrivano. E null'altro. La notizia della scomparsa di Roberto sarà subito riportata sul sito e…signora: i nostri paesani sono tutti molto apprezzati.

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9 settembre 2009

da Paolo De Meis

Caro info@tussio.it,
qualche giorno fa sono stato a Tussio e con l'occasione ci siamo recati al cimitero io e Tonino Ciccarelli, mentre guardavamo i nostri parenti defunti, mi sono recato a vedere la tomba di Fabio. Mi ha fatto una brutta impressione, c'è una foto scolorita che non si vede niente tutto abbandonato, lo so che Fabio era umile e gli stava bene pure così, ma poi ho detto a Tonino mettiamo qualche euro e facciamogli una bella lapide, a meno che lui non abbia lasciato detto che doveva essere sepolto così. Voi, amici paesani che ne pensate?

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8 settembre 2009

Oggi, in grande forma, compie 103 anni Pietta (Carosi).
info@tussio.it Le invia tanti tanti auguri.

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3 settembre 2009

da Giovanni De Rubeis

Caro info@tussio.it invio le foto di una storica opera d'arte tussiana conciata nel modo che vediamo. Anche senza scomodare Sgarbi, immaginiamo gli epiteti, si resta allibiti. E se gli fosse piaciuta una bella criniera nera?  

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30 agosto 2009

Il nostro Piero Angelone, figlio di Teodolinda, che in “arte” con lo pseudonimo di Peter Stein, ha pubblicato il libro di versi “L'in-canto del canto”, contribuisce alla “riscoperta” notizia dell'orologio naturale dato dall'incrocio del muro con il sole, con questo scritto che definiamo, senza ombra di dubbio, poesia. Poesia bella e pregnante.

La trascriviamo così come Piero ce l'ha data. Scritta su un foglio di carta strappato.

Al confine tra volontà
fisiologica ed esigenza
di praticità cosciente

Sorge solitario e
Maestoso
L'ANTICO TURRITO MURO
d'ingresso al CASTELLO

Evidenza di
connubio nel
perpendicolare
INCONTRO con il
SOLE nel LUMINOSO
CIELO.

Atto del RICHIAMO tra le
ore 12,00 e 13,00
stipulato dall'ACCOSTAMENTO
del corrugato viso al caldo
MURO.

E' necessità di
NUTRIMENTO
per gli esausti
stanchi
Contadini/INGEGNO.

IL PRESENTE ROTOLA
verso il PASSATO
con la forza e la
volontà di
continuità.

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27 agosto 2009

Da Toni Santogrossi: Curiosità dal “castello”

Qualche tempo fa, in occasione di una manifestazione culturale che si svolgeva al Castello di Prata, ho incontrato Fiuritt'(o) - Ferdinando Colista - nato e vissuto sul posto fino agli anni '60.
Parlando egli mi ha detto che gli abitanti del borgo, per stabilire l'ora del pranzo, guardavano la posizione del sole. Per fare ciò essi appoggiavano la faccia sul muro che si trova di fronte a chi varca la porta principale che è orientata verso Tussio.
Ovvero tutti i giorni di tutte le stagioni – verifica fatta da me nel corso di un anno - il disco del sole è “spaccato” dal bordo superiore del muro.
E' materia di curiosità e di studio.
Il muro è stato costruito in quella direzione per caso o per “scienza”?
Per chi ne ha voglia e interesse potrebbe essere un argomento da approfondire.

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20 agosto 2009
da Roberto Depiera: articolo recuperato dalla Gazzetta di Parma

12/04/2009

I volontari di Parma, angeli nell'inferno d'Abruzzo

di Marco Federici

«Mò il sangue da dove lo tirano?». Lidia Riccio, volontaria del Seirs di Parma, gruppo Anpas, nella vita infermiera al Maggiore, ha in mano ago e provetta. L'anziana non ne vuole sapere di allungare il braccio. «È da sedici anni che non si fa fare le analisi», sorride la figlia. Siamo a Tussio, a 800 metri e passa sul mare, sospeso a metà tra la catena del Gran Sasso e la valle dello Zafferano: se ne produce 50 chili all'anno, pare sia tantissimo e il più pregiato al mondo. Una novantina di anime, per lo più nate tra il Venti e il Trenta, a 15 chilometri da Villa Sant'Angelo. Sono tutti sfollati, da giorni vivono nelle tre tende gonfiate dalla Protezione civile. Una squadra di Parma si arrampica sui tornanti tracciati sulla punta dei pendii. Missione: fare a tutta la popolazione un piccolo check up, pressione, cuore, un'occhiata alle medicine dei malati cronici, ci sono le dosi da ricalibrare per lo stato emotivo sballato dopo la grande scossa: in zona non c'è il medico curante, nei giorni scorsi si è sentito male. Poi ci sono da portare dei sorrisi, quelli servono a manciate. E c'è da portare la voglia di ascoltare chi deve buttar fuori il dramma, deve dire dov'era quando la «bestia» si è mossa, deve dire che lui, un vecchio originario del posto, è ancora lucido: si trovava nella sua casa all'Aquila e grazie alle sue indicazioni i soccorritori hanno estratto dalle macerie tre ragazze vive.

«Solo io ci sono arrivato: ho calcolato dov'era la camera da letto», racconta fiero. Mentre si sale con l'ambulanza, la mente corre alla Pasqua: «Passarla qui? Un piccolo sacrificio, nulla confronto al dramma di questa gente». Tussio è arroccato su una roccia: in paese dicono che è la loro fortuna. La scienza, per la verità, dice che dipende dal tipo di roccia. «Proprio il nostro terreno ci ha salvati dal disastro», dice un uomo in mezzo ai borghi. Le case sono lesionate, ma ancora in piedi. La gente ne sta fuori, sotto le tende. Per gli anziani, i volontari di Parma - oltre a Lidia, Fabio Boccacci e Paolo Iannacone -, il medico del Pronto soccorso del Maggiore, Marcello Zinelli, e l'infermiera del 118, Paola Ghirardi, sono quasi dei marziani. Ma poi si mettono in fila e tutti allungano il braccio: Lidia fa i prelievi e Fabio scheda i dati. Uno dopo l'altro. Nell'ambulanza il medico controlla i battiti del cuore e l'infermiera prova la pressione. Stesa sul letto c'è Pia Maria, 103 anni. Fa crocchio con Ida e Teresa, entrambe di 86 anni. Pia Maria ricorda il terremoto del 1914-15, «quello che distrusse Avezzano». Anche allora Tussio restò in piedi: sempre grazie alla roccia, ma «anche a San Giuseppe». E dov'era Pia Maria quando domenica notte un colpo di frusta ha sconquasso l'Abruzzo? «A tavola...». «Ma no che dici», la rimprovera Teresa. «...Mò stengo a ricordà... stavo a letto...s'è mosso tutto...Dio che paura». Zinelli, stetoscopio all'orecchio, chiede informazioni sullo stato di salute della gente di Tussio. Lui, Paola e Antonio Pastori, responsabile della centrale operativa dell'elisoccorso di Parma, sono stati chiamati dalla Regione al presidio di primo intervento del campo di Villa Sant'Angelo. «Stiamo cercando di riportare alla normalità, ovviamente con le virgolette, la gente del paese. Abbiamo contattato i medici di base per fare ambulatorio da noi, in una delle nostre tende. E poi, si sa, con il proprio medico i pazienti hanno un rapporto di fiducia che non deve essere perso».

Una donna, anche lei anziana, dice che deve andare, «sì, devo uscire dalla tenda perché c'è da preparare il fieno per le bestie». E' disorientata, il terremoto fa tanto dentro la mente degli anziani. «Richiediamo l'intervento di una psicologa - dice Paola mentre prova la pressione agli sfollati di Tussio - La donna è tornata un po' regredita per il trauma subito, bisogna fare in modo che non peggiori. Siamo qui per questo, per fare il quadro sulla salute della popolazione. Facciamo gli esami principali e per i malati cronici valutiamo se è il caso di cambiare i dosaggi dei medicinali in base al loro stato emotivo». Un vecchio, invece, non vuole saperne di uscire di casa: non c'è verso di convincerlo. Il terremoto, a lui che è ultraottantenne, gli fa un baffo. E' l'unico che dorme ancora nei borghi angusti fatti con pietre vecchie di secoli. Nessun problema: la montagna va da Maometto. Marcello il medico, Paola l'infermiera e Fabio il volontario si mettono il caschetto anti-tegola in testa e si intrufolano nel labirinto di Tussio. Sulla soglia di casa li aspetta la figlia dell'uomo: «Papà - urla - ce stanno i medici, mò non ce puoi fà più niente». Un elicottero sembra scivolare dalle vette del Gran Sasso, atterra davanti alle tende, porta vestiti. Non servono. Si rialza e dopo un quarto d'ora ritorna: porta pane, quello serve. Provette e esiti sono stati tutti raccolti dalla squadra parmigiana: l'ambulanza, con tutto l'equipaggio, è pronta per portarli all'ospedale di Popoli. Lì c'è chi li analizzerà. Ma prima di partire, le donne di Tussio servono un piatto di riso ai funghi. E' il loro modo di dire grazie. Anche loro, gli sfollati di questo angolo di Gran Sasso, si preparano a trascorrere la Pasqua fuori casa: in una piccola tenda due metri per due, è stata allestita una chiesa: nella piccola Tussio, affacciata sulla valle dello Zafferano, a 800 metri sul mare, vecchia di mille anni e forse più, celebra un prete africano.

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17 agosto 2009

le feste di Santa Anatolia e la SS. Madonna Addolorata quest'anno si sono tenute il 16 agosto, con una semplice cerimonia religiosa e una processione nel giro di piazza con entrambe le statue.

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30 luglio 2009

da Pietro ( figlio di Vincenzina e Rossano e nipote di Palmina (i) Trombitt'(o)

Ciao a tutti,  sono Pietro di Terni, so che questo può sicuramente non bastare e allora farò come si faceva da piccoli.. sono Pietro il nipote di Palmina, e se anche questo non basta non fa niente eh eh.   Vi scrivo perchè nonostante ultimamente la mia presenza a Tussio non sia stata più "assidua" come un bel po' di tempo fa, la scoperta di questo sito internet mi permette di provare a tenermi informato sulle sorti del paese più bello del mondo. Ora me ne sto a Brescia e provo a fare il professore di educazione fisica, diciamo che ho spostato le graduatorie e faccio qualche supplenza qua e la.. ma il pensiero unico nell'ultimo periodo è su come state voi.. mi sono arrivate notizie sulle case (importanti ma .. ) quello che mi manca sapere è come state! Ieri ho fatto un giro a L'Aquila, sono andato a trovare un gruppo di Scout di Terni che stanno dando una mano al campo del Globo, cosi ho potuto osservare un po' il cambiamento della città in cui alla fine di tutto ho passato 4 anni della mia vita.. e qualche pensiero mi viene di farlo! Mi dovete scusare ma utilizzo questa mail anche per chiedervi dei numeri di telefono o magari dei contatti.. non so Simona, Marco, Maria Elvira, Isabella .. insomma voi altri miei compagni di infanzia.. ecco :)  Spero proprio che questa situazione possa passare al più presto,  spero che il paese e la gente  continuino ad avere tanta forza, spero che, come instancabilmente ripete mia nonna, il Signore vi accompagni sempre..
Ciao a tutti  e grazie a quello che trovandosi a leggere questa mail di questo sconosciuto non la cestinerà eh eh  Pietro

n.r: grazie Pietro; primo: info@tussio.it non cestina mai nulla e pubblica tutto; secondo tu non sei uno sconosciuto ma un tussiano; terzo ci dispiace che hai scoperto il sito con un po' di ritardo. Vienici a trovare.

 

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9 luglio 2009

Da una ricerca su internet abbiamo trovato questo articolo di Roberto Chiodi pubblicato "L'Isola dei favolosi".
Invitiamo tutti i paesani e non, che conoscono questo sito, ad inviare anche al "Piccolo giornale di Borgo" la loro testimonianza.
Ogni mese ci sono almeno 450 computer che si collegano sul sito(nel mese aprile, dopo il terremoto, ci sono stati circa 800 visitatori unici da tutto il mondo); la voglia di informazione su quello che succede al nostro paese è tanta; chi ha la possibilità invii le mail a: info@tussio.it e saranno pubblicate in questa pagina.

Terremoto: nella tendopoli ci sta pure Pietta. Anni 103

(L'Aquila), 10 apr 2009(Velino) - Sta coricata di fianco, sulla brandina numero 28 della tendopoli di Tussio. “Chiamatemi quando arrivano le medicine”, dice Pietta che ha gli occhi arzilli. “Sto bene, sto bene. Non mi alzo perché tanto non ho niente da fare”, dice Pietta allargando le braccia. Pietta ha 103 anni. “Tutto mi potevo aspettare dalla vita, ma non di finire sotto una tenda. Però mi piace avere intorno tutti i paesani di Tussio”. Il borgo ha 76 residenti, due chilometri in linea d'aria da Castelnuovo, dove il terremoto ha completamente distrutto l'abitato. Tussio invece si è salvato, sta su uno spuntone di roccia, 900 metri d'altitudine. “Stanotte ha fatto meno due…”, dice Gildo che ha assunto l'incarico di “responsabile Tendopoli”: quattro tende issate sull'aia, una sola riscaldata, quella dove sono state sistemate 30 vecchiette, mezzo paese. E' lui ad accogliere Roberto, l'amico romano che è venuto a portare due stufe e tre taniche di cherosene paraffinato perché quella di scaldarsi la notte è l'emergenza principale che si è avverte qui alla Piana de' Navelli, Abruzzo aquilano. Una vallata famosa per l'eccellente zafferano che si produce e per la vicinanza con Peltuinum, capitale dei Vestini, la popolazione che prima combattè - alleata con i Sanniti - la città di Roma e poi ne divenne civis a tutti gli effetti.

Il nome di Tussio deriva dal latino “tutius”, più sicuro. Era il riparo ritenuto più adatto alla furia dei terremoti che da sempre hanno squassato questi luoghi. E anche stavolta è andata bene, le case sono rimaste sostanzialmente integre. Ma la gente è terrorizzata, non se la sente di vivere tra gli archi e le mura del paese con la terra che trema di continuo. Alcuni tussiani si sono trasferiti dai parenti, a Pescara, a Rieti o a Roma. E vengono da lì stamattina i “corrieri”, coloro che venivano a Tussio per le feste, per trovare i propri vecchi. Adesso chiamano, chiedono notizie, sentono quali sono i bisogni di chi è rimasto. Laura ha riempito la macchina con rotoloni di carta, detersivi, salviettine, generi di conforto e abbigliamento. Sono le cose che le hanno chiesto, insieme a indumenti intimi femminili. “Ecco, la mancanza di servizi igienici è un'altra delle sofferenze di questa gente”, dice. Vicino alle tende montate dai militari sono stati tirati su - un poco in disparte e intorno a un mandorlo già fiorito - quattro teli azzuri: è quella la toilette per le vecchiette del paese. Che però ne soffrono, hanno le loro abitudini, sradicarle da casa “significa farle di colpo invecchiare tutte di dieci anni”.

Arriva il camioncino di Pietro, un ragazzo della Protezione civile. Fa parte di un gruppo che si è mosso da Cerveteri. Scherza con Gildo, è allegro e infonde simpatia. Consegna pacchi di pasta, olio e pomodoro, scatoloni di bevande. “Ridatemi la lista di quello che serve, nei limiti del possibile vi trovo tutto e ve lo porto a quest'ora”, dice Pietro sempre sorridente. Tira fuori da un sacco otto uova di Pasqua coloratissime e le dà alle vecchiette più vicine. “Dividétevele, eh! E comportatevi bene…” Risale sul camioncino e rassicura tutti: “Le medicine stanno per arrivare, ho lasciato il collega alla tendopoli qui di fronte, quella di San Pio delle Camere”. E' il paese con uno strano castello sul fianco del monte, una torre diroccata da secoli e le mura che sembrano braccia protese verso il borgo più in basso. Tutto intatto, nonostante i secoli di abbandono. Qui la furia distruttrice del terremoto non è arrivata. E dire che Castelnuovo è una frazione di San Pio, sta lì a meno di due chilometri, il profilo d'una volta (campanile, centro storico e chiesa sul cucuzzolo) mozzato e ridotto in polvere. Cinque morti sotto quelle macerie. Questi paesini a due passi apparentemente intatti affrontano però la stessa paura. La gente non vuole tornare nelle case ma nemmeno andarsene altrove. “La paura più grande dopo le scosse, adesso è per quello che ci riserva il futuro”, dice Gildo angosciato

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1 giugno 2009

riceviamo e pubblichiamo da: geom. Antonino Galantino

Ciao a tutti voi. Siamo Antonino (il siciliano) e Andrea ,  i due tecnici della Provincia di Firenze che  due settimane fa (dal 11 al 14 maggio) erano da voi per le verfiche sugli edifici. Volevamo salutarvi e ringraziarvi per l'accoglienza, il calore, la cucina.... ottima. Siamo rimast i molto contenti per l'esperienza fatta, per l'occasione avuta di conoscere gente stupenda come voi in un territorio pieno di storia, tradizioni, arte e mestieri . Un  ringraziamento particolare ad Elio che ci ha seguiti ed indirizzati nel nostro lavoro, a Luigi che ci ha accompagnati, a Gildo che ci ha accolti nel suo campo, alle signore che ci hanno "nutrito", e tutti coloro che  nonostante il momento difficile ci hanno sorriso e fatto sentire come a casa. Speriamo di rivedervi tutti presto in  tempi più felici e tranquilli per godere dello splendido spettacolo del vostro territorio, dei monti, delle grotte, dei colori e profumi dei vostri campi . Con l'occasione vi invi amo  alcune foto di alcuni momenti  a Tussio . Grazie a tutti.

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24 luglio 2009

dal 27 luglio al 2 agosto il nostro artista Mauro De Rubeis eporrà le sue opere al Palazzo Sirena - piazza Sirena-
Francavilla al mare

L'inaugurazione della mostra si terrà lunedì 27 alle ore 19

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9 giugno 2009

Elezioni Europee

6 e 7 giugno

2009

 

 

 

Sez. Tussio

Sez. Prata D'Ans.

totale

%

Elettori

 

 

524

 

Votanti

59

 

260

49,51

Schede bianche

 

 

3

1,15

Schede nulle

 

 

5

1,92

 

 

 

 

 

La destra-mpa

 

 

0

 

Rifon.Comunista

1

 

1

0,39

Lega Nord

 

 

0

 

E.Bonino-Pannella

 

 

0

 

Forza Nuova

2

 

3

1,19

UDC

6

 

7

2,77

Melchiorre

 

 

0

 

PD

24

 

151

59,92

PDL

17

 

67

26,58

Fiamma Tricol.

1

 

1

0,39

Sinistra e Libertà

7

 

8

3,17

IDV

1

 

14

5,55

 

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25 maggio 2009

da Dorando (Domenico Cicerone) riceviamo e pubblichiamo.

CIAO "DOM" HAI FINALMENTE TROVATO LA STRADA: è morto padre Serafino Colangeli


Leggi la notizia
23-05-2009 Ore 15:07

Nella mia meravigliosa vita ho conosciuto un profeta con lo spirito di poeta, il parlare tranquillo dei saggi, la cultura del fine intellettuale, la forza dell’innamorato e un cuore immenso di padre e di madre, di pastore. E’ morto questa mattina.

E’ morto Padre Serafino Colangeli.

È stato sicuramente un grande profeta del nostro tempo e sarà ricordato come un dono di Dio agli uomini e donne della nostra epoca. Come poche persone Padre Serafino ha amato i bambini, gli umili, i "semplici" di cuore, impegnando tutte le sue energie per stimolare la testimonianza della solidarietà e gli esclusi a essere protagonisti del loro "riscatto" sociale.  .

Un giorno mi disse: "Vorrei essere una semplice pozzanghera per riflettere il cielo. Ma non ci riesco. Troverò prima o poi la strada per il cielo ?"

Ecco “dom” l’hai trovata!

Lo chiamavo “dom” come Helder Camara. Solo io lo chiamavo “dom”. E quando lo facevo a lui brillavano gli occhi e sorrideva. Sempre faceva finta di rimproverarmi “Non mi paragonare a Camara non sono che un semplice frate” diceva. Però gli faceva piacere.

Sono vissuto ed ho lavorato con lui per molti anni e posso testimoniare che padre Serafino, “voce dei senza voce” fu veramente un dono di Dio.
Seguace del Concilio, appassionate seguace di Paolo VI, padre Serafino fu tra i promotori della "Chiesa dei poveri", attenta al grido di giustizia delle fasce più umili della popolazione.

Con lui ho capito che il progetto di Dio è il servizio ai più poveri, agli ultimi, e l'unità delle religioni e delle culture in funzione della pace e della giustizia per la terra.

Non so come e dove sarei finito se nel 1985 non avessi incontrato questo fraticello. Non so come e dove sarebbe finita. Quello che so è che l’impatto con l’Etiopia del Sahel e le favelas brasiliane in quegli anni erano state un impatto troppo forte per me e la mia coscienza che chiedeva e voleva giustizia. A tutti i costi. E le strade per avere giustizia a quei tempi erano solo due. Incanalare le energie verso il cammino della compassione. O verso il cammino della violenza.

Quel frate così apparentemente debole, apparentemente fragile, apparentemente stanco, in quei saloni così vuoti del Centro San Francesco, mi fecero pensare che li ci fosse bisogno di me.

“Ok ti do una mano qualche giorno” gli dissi. “Solo qualche giorno, sia chiaro. Ho altro da fare” Non era vero. Non avevo niente da fare se non portare la mia rabbia in giro per il mondo.

Sono rimasto per anni. Tanti. Forse troppi. Due caratteri così forti come il mio ed il suo per anni si sono attratti e si sono respinti. Non potevano amarci e non potevamo non amarci. Lui voleva che si facesse come diceva lui. Io volevo fare come pensavo io.

Quando chiuse le case famiglie e in modo particolare la “mia” casa famiglia di via Tasso, dietro l’ospizio marino, e non volle sentire le mie ragioni contro l’ospedalizzazione dei ragazzi a vantaggio di un'assistenza personalizzata capii che il mio tempo era terminato.

Non avrei più potuto accompagnare, non avrei mai più visto Pippo, Rocco, Claudio, Gianni e gli altri nelle sale gioco, nei bar, nei teatri ai concerti. Era e fu il tempo di andare a cercare altre vie. 

Negli anni ’80 accompagnandolo la sera dall’Istituto Piccola Opera Charitas da lui fondato con la Sig.na Antonietta Girardi, che mai andrebbe dimenticata, fino al Convento dove tornava solo per dormire e dire messa più volte lo sentii dire: "Le religioni devono dialogare e camminare insieme per essere la coscienza etica dell'umanità e il grido pacifico degli impoveriti".

Anni in cui la Chiesa era assai lontana da questi concetti di apertura. Che furono poi di Giovanni Paolo II, che ebbero il loro culmine nell’incontro per la pace di Assisi del 27 ottobre 1986 dove andammo insieme io e lui. E che oggi sono scomparsi.

In quegli anni presso i saloni meravigliosi del Centro Culturale San Francesco desiderava riunire gruppi e persone affamati e assetati di giustizia dicendo loro che, anche se pochi e deboli, avevano un'immensa fecondità. Li chiamava "minoranze abramitiche".

Mi ricordo il suo modo di essere “frate”. Aveva un funzione propria e personale di profeta, con la sua autorità morale e la sua responsabilità di pastore, senza tuttavia mai imporsi a nessuno. Una volta, ho visto un prete ringraziarlo per il fatto che non aveva mai assunto un atteggiamento autoritario o di rifiuto di qualcuno, nemmeno se questo lo aveva criticato apertamente o si era mostrato suo avversario.

E di nemici di ebbe parecchi. Anche all’interno della sua Chiesa. Uomini da poco. I soliti. Ominuncoli buoni solo per criticare. Di quelli che incapaci di fare provano a distruggere. E che soprattutto soffrono l’ombra di persone così grandi, così vere, così forti, così capaci, così profetiche e capaci, così piene di luce.

Cose grandi che Lui realizzò rifuggendo ogni pompa ecclesiastica ed insieme ogni tentazione paternalistica di potere. Il suo terreno privilegiato rimase quello dell'azione concreta, della condivisione "libera e liberatrice", della parola che rompe il silenzio e porta conforto. Qualsiasi fosse il peso da sopportare. Per questo i tanti "deserti" che Serafino nel corso della sua vita ha dovuto affrontare, non sono mai stati il cimitero della speranza.

Questo frate dall’apparenza modesta, intelligente come pochi, furbo, colto ma accogliente e attento, nella quale convivevano il contemplativo e l’organizzatore efficiente, il mistico e l’oratore acceso, il sognatore e il pragmatico, si forgia a partire da alcune decisioni, apparentemente semplici.

Il 27 agosto 1999, giorno della morte di dom Helder Camara, mi chiamò e mi svelò il suo segreto:

Il mio ultimo ricordo e di una figura curva. Stanca. Debole. Malata. Tutto ciò che “dom” non era mai stato. Mi disse: "Abbiamo ancora molte cose da fare. Ci sono molte cose da fare per rimettere il mondo in ordine. Con le poche forze che ci restano, continueremo a combattere contro la miseria".

Se potesse, “dom Serafino” ai tanti che vengono a trovarlo oggi ripeterebbe quello che proclamava già trent'anni fa e che gli consentì di creare quella opera meravigliosa che ha creato avviata con l'aiuto di un esercito infinito di persone di buona volontà che erano cresciuti avendo dinanzi l'esempio di questo piccolo grande "fratello degli uomini".

Questo umile ed instancabile "costruttore di pace" che lascia in eredità alle generazioni future non solo una importante struttura riabilitativa all’avanguardia, ma soprattutto un’immagine di bontà e di amoroso servizio ai bisognosi, se potesse ripeterebbe: "Chi ha preso coscienza delle ingiustizie coglierà le proteste silenziose dei poveri. La protesta dei poveri è la voce di Dio".

Ciao dom. Finalmente sei a casa. Finalmente riposati un pò. O forse ancora una volta ci hai hai ragione tu. Non vai a casa ma finalmente parti per quei posti che hai sempre desiderato vedere. Ma certo è così. Allora buon viaggio. E non ti stancare. Che abbiamo ancora un sacco di cose da fare!

Leo Nodari

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da il Centro del 24 maggio 2009

E' morto padre Serafino, simbolo della città
Il frate 46 anni fa fondò la Piccola Opera Charitas e le ha dedicato la vita
Aveva 85 anni Domani i funerali allo Splendore

GIULIANOVA. Si è spento alle 10,30 di ieri, a 85 anni, nella sua stanza della Piccola Opera Caritas padre Serafino Colangeli dopo una lunga malattia. Da settimane ormai, le condizioni di salute del religioso, il simbolo di Giulianova per molti giuliesi, erano molto peggiorate. Anche se le persone che gli sono state accanto fino alla fine, speravano in un miglioramento, come accaduto altre volte. La sua forte fibra, in passato, aveva sconfitto una meningite, che però l'aveva privato dell'udito.
 Ma questo non aveva arrestato la sua opera di solidarietà con i disabili, i bisognosi e non solo. Padre Serafino - frate cappuccino nato a Prata d'Ansidonia il 16 sdicembre del 1923 - aveva fondato la sua amata Piccola Opera il 2 gennaio del 1963 per occuparsi degli individui con deficit psichici, affiancando l'attività riabilitativa a una serie di servizi ed attività aggiunte. La sede centrale della Fondazione all'inizio ospitava oltre 250 ragazzi svantaggiati assistiti da operatori, medici, psicologi, educatori e maestri.
  Ma padre Serafino, oltre all'attività di assistenza e riabilitazione, ha lasciato un'impronta significativa anche a livello culturale, creando nel 1983 il centro culturale San Francesco. Il centro occupa un'ala della struttura che ospita la Fondazione, e al suo interno, dal Duemila, sono state promosse oltre 20 esposizioni di pittura. Il centro viene utilizzato anche per promuovere convegni e concerti.
  Un altro tassello importante, a cui padre Serafino ha sempre tenuto particolarmente, è la biblioteca ospitata dal centro culturale, specializzata in scienze religiose e teologiche, con una raccolta di oltre 27mila volumi e una emeroteca con circa 240 riviste.
  Ma come fondatore e presidente della Piccola Opera Caritas, il progetto di cultura di padre Serafino non finisce qui, perchè, nel 1995, inaugura il Museo d'arte dello Splendore, nei resturati locali del convento dei frati minori cappucini, nel santuario della Madonna dello Splendore.
  Da non dimenticare inoltre, un'altra opera di solidarietà di padre Serafino Colangeli, ossia la mensa dei poveri di San Francesco, nelle vicinanze della stazione, dove i volontari distribuiscono oltre 40 pasti giornalieri e cestini per la cena preparati nelle cucine della Fondazione.
  L'ultima creatura di padre Serafino era stata la residenza sanitaria assistita di Villa Volpe, realizzata con fondi regionali, ma mai entrata in funzione. Chi è stato vicino a questo grande uomo fino agli ultimi attimi di vita, ha detto che il suo unico rimpianto è stato proprio quello di non aver potuto vedere aperta la struttura per anziani. La camera ardente è stata allestita nella sede della Fondazione, i funerali si svolgeranno al santuario della Madonna dello Splendore domani alle 10.
Azzurra Marcozzi

da il Messaggero del 24 maggio 2009

 
Si è spento Padre Serafino
Dagli anni Sessanta si è dedicato a chi ha più bisogno e ai diseredati
di FRANCESCO MARCOZZI

GIULIANOVA - E' morto ieri mattina nella sua grande “creatura”, la Piccola Opera Charitas. Padre Serafino Colangeli si è spento poco dopo le 10 all'età di 86 anni. Lo ha voluto vestire personalmente il vescovo, Monsignor Michele Seccia, subito giunto assieme ad Antonio Ragionieri, indicato da padre Serafino come suo successore. La Piccola Opera Charitas fu fondata nel 1963 e svolge la sua attività prevalentemente attraverso l'Istituto Medico Psicopedagogico che si occupa principalmente di riabilitazione di individui affetti da deficit psicofisici di diversa entità. Ospita oltre 250 ragazzi svantaggiati assistiti adeguatamente da operatori, medici, psicologi, educatori, maestri. Oltre alla sede di Giulianova, la fondazione ha sedi periferiche a Chieti e Spoltore. Accanto all'Istituto di Riabilitazione la stessa svolge l'attività culturale attraverso l'attività del Centro San Francesco, inaugurato il 4 Ottobre 1983 ed occupa un'intera ala della struttura che ospita la Fondazione. Fa parte del Centro culturale San Francesco anche la biblioteca, specializzata in Scienze Religiose e Teologia, che occupa due piani della struttura e che conta una raccolta di oltre 27.000 volumi ed una emeroteca di circa 230 riviste in abbonamento corrente. Sempre nell'espletamento della sua attività culturale, la Fondazione è fondatore del Museo d'Arte dello Splendore (Fondazione di Partecipazione di cui fanno parte anche il Comune di Giulianova e la Provincia di Teramo). Il Museo, inaugurato nel 1995 e ubicato nei ristrutturati locali di proprietà del Convento dei Frati minori cappuccini al Santuario della Madonna dello Splendore di Giulianova Alta, ospita la Collezione Permanente Mas di pittura contemporanea e, attualmente, la collezione Bindi, oltre 400 dipinti sul vedutismo napoletano, tutte iniziative volute da padre Serafino, al quale l'amministrazione comunale offrì la cittadinanza onoraria nel dicembre del 2005, nel giorno del suo compleanno. La Fondazione si occupa anche dell'assistenza ai poveri strutturata attraverso la Mensa San Francesco. Ultima realizzazione è la Rsa di Villa Volpe di Giulianova inaugurata diversi anni fa ma mai entrata in funzione per i mancati finanziamenti della Regione. I funerali si svolgeranno domani mattina alle 10 al Convento. La camera ardente è stata allestita nella cappella della Piccola Opera, già da ieri pomeriggio meta di tanti cittadini.

30 aprile 2009

Ciao

Sono Roberto e sono uno dei due tecnici del Genio Civile di Firenze che la scorsa settimana avete visto in giro per le vostre case per valutare l'agibilità dopo il terremoto.
Queste due righe per complimentarmi con voi per lo spirito con cui avete affrontato questa situazione e per la collaborazione e l'affetto che ci hanno accompagnato e alleggerito l'anima così da lavorare nel miglior modo possibile durante i sopralluoghi.
Un grazie a Gianni e Elio che con la loro organizzazione e il loro tempo ci hanno guidato facendoci entrare oltre che nelle case anche nelle storie e nella vita del paese.
Un saluto a Gildo per l'organizzazione e la gestione del campo e della cucina, che non ci ha fatto rimpiangere quella di casa! Senz'altro ci rivedremo, forse per continuare il lavoro avviato o in vacanza in futuro.

Un abbraccio a tutti

Roberto

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23 aprile 2009

da Renzo Cialfi:

Ciao, Sono molto felice di avere un po di notizie del nostro paese, sono lontano ma sono vicino con tutti vuoi con il cuore e la preghiera. Come se trovano le case? quando la gente potra tornare nelle loro case? Grazie ancora a infoTussio di dare delle notizie a quelli che sono lontani .

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23 aprile 2009

Siamo di nuovo attivi.
Come sicuramente sapete, a Tussio, il terremoto del 6 aprile ha fatto solo qualche danno alle case.
Non ci sono stati feriti o morti.
scrivete a: info@tussio.it sarà il luogo di incontro di tutti i tussiani.

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24 aprile 2009

Mi chiamo Sandro Sborgia e sono un vecchio alunno dei Maestri Franco e Maria Conti. Vorrei avere notizie di loro.Ringrazio.

Sappiamo che stanno bene e dovrebbero essere alla RSA di Fontecchio.

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23 marzo 2009

Alla sezione CURIOSITA', nel paragrafo delle FILASTROCCHE E POESIE potete leggere le splendide poesie di Vanda Santogrossi in Casilio dedicate al nostro Paese AGGIORNATE AD OGGI.

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10 marzo 2009

Da Il Centro del 10 marzo '09

Conferenze per ricordare Tullio de Rubeis

Il figlio Gian Paolo: primo appuntamento con Roberto Vacca 

  L'AQUILA. Un ciclo di conferenze per commemorare la figura di Tullio de Rubeis è una iniziativa fortemente voluta dalla neonata Fondazione che prende il nome dal politico, che fu sindaco dell'Aquila per tre mandati. È stato il figlio di don Tullio, Gian Paolo de Rubeis, a spiegare le motivazioni che hanno portato alla costituzione di una Fondazione. «Non vi sono fini politici, né di lucro», ha precisato de Rubeis, statuto alla mano. « La Fondazione nasce per commemorare adeguatamente una delle figure più importanti dell'Aquila. Per questo, non vogliamo fermarci alla recente pubblicazione del volume a lui dedicato, ma vogliamo organizzare una serie di conferenze, almeno una l'anno, tenute da nomi illustri dell'arte, della scienza e della cultura in generale. Nel primo di questi appuntamenti, il 17 aprile prossimo, il professor Roberto Vacca terrà una lectio magistralis sull'importanza critica della cultura, soprattutto per i giovani». Roberto Vacca è una figura nota negli ambiti prettamente accademici, essendo docente in Automazione del calcolo all'Università di Roma, ma è noto anche al grande pubblico, per le sue apparizioni in Rai, dove ha condotto diverse trasmissioni di carattere scientifico-divulgativo. (r.p.)

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9 marzo 2009

ci è stata inviata questa mail da qualche nostro lettore/trice; come sempre pubblichiamo e ringraziamo per l'attenzione e la collaborazione che riservate al sito di Tussio.

"Il 20 febbraio 2009 Padre Serafino Colangeli ha festeggiato il sessantesimo anno di sacerdozio. Infatti il 20 febbraio 1949 celebrò la prima messa nella Chiesa parrocchiale di Tussio. Nonostante le sue precarie condizioni di salute gli è stata dedicata una piccola ma toccante festa nella "Sala Trevisan" presso il Centro Culrurale San Francesco di Giulianova da lui fondato con una mostra di Arte Sacra ed un concerto di pianoforte, a cui hanno partecipato molti confratelli, amici e collaboratori. Lui ha personalmente letto  un breve saluto e ringraziamento agli intervenuti."

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10 febbraio 2009

da Gianni Leonardis (Venezuela, se non sbagliamo)

il 20 gennaio Anna de Santis (Figlia di Zaccaria) e Marino Leonardis (Figlio di Garibaldi- Angelo Giordani sostiene che il Garibaldi si chiama, invece, De Gasperi) hanno festeggiato 50 anni di matrimonio.
In aprile verranno a Tussio.
Sinceri auguri da info@tussio.it

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16 febbraio 2009

Nelle lunghe e oziose giornate tussiane abbiamo anche il tempo di fare queste cose: contare il
numero di persone che hanno dormito a Tussio nell'inverno 2008-2009 .

Come abbiamo fatto sempre, chiediamo la collaborazione di tutti; in questa tabella ci saranno degli errori, se ne trovate, comunicateceli attraverso la posta. Non siamo stati in grado di inserire lo schema intero come lo avevamo previsto;se c'è qualcuno bravo e vorrà farlo saremmo tutti più contenti.

Famiglia/casa

m

f

Tussiani

Imm.

Giovanni De Santis

1

1

x

 

Cesira

 

1

x

 

Casa di Carmine

2

2

 

x

Domenico

1

 

x

 

Gabriele

1

1

x

 

Sorina

2

2

 

x

Vincenzo Tursini

1

 

x

 

Don Alessandro -prete

1

 

 

 

Vincenzo De Rubeis

1

1

x

 

Luigi Carosi

1

2

x

 

Luigi Leonardis

1

1

x

 

Casa Carlo

1

1

 

x

Miuccio

1

 

x

 

Ada

2

1

x

 

Gioconda

 

1

x

 

Alfonsina

1

1

x

 

Carlo

1

2

x

 

Vittorio (Caporciano)

1

 

 

x

Gennaro

1

 

x

 

Giovanni Ciccarelli

1

1

x

 

Clorinda De Santis

 

1

x

 

Lida

 

1

x

 

Giuditta

 

1

x

 

Mario

3

 

x

 

Nicolina

 

1

x

 

Linda

 

1

x

 

Lucietta

 

1

x

 

Silvio

1

3

x

 

Velia

 

1

x

 

Elio

1

1

x

 

Giovanni Carosi

1

1

x

 

Iso

2

1

 

x

Valentino

1

 

 

 

Clorinda Colangeli

 

1

x

 

Toni

1

 

x

 

Lisetta

 

1

x

 

Rosalia

 

1

x

 

Liliana

1

1

x

 

Serafina

 

1

x

 

Alessandra De Meis

2

1

x

 

Maestro Conte

1

1

 

x

Tonia

 

1

x

 

Maria

 

1

x

 

Chiarina

1

1

x

 

Gildo

1

2

 

 

Casa Marcella

1

4

 

x

Casa Gaetano

2

3

 

x

Rosina

 

1

x

 

Giovanni Rossi

2

1

x

 

Nazareno

1

 

x

 

Peppino

4

2

x

 

Sandro

2

1

x

 

Scotti

1

1

 

x

Ezio

2

1

x

 

Pippo

2

1

x

 

Maurizio

1

3

x

 

Casa Giovannina

1

1

 

x

Lidia

 

1

 

x

totali

56

64

 

 

Totali popolazione 120

 

 

 

30

%

47,0

52,9

 

25,21

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Famiglia/casa

Età

0-14

Età

15-24

Età

25-45

Età

46-60

Età

61-75

Età

Oltre 75

Giovanni De Santis

 

 

 

 

2

 

Cesira

 

 

1

 

 

 

Casa di Carmine

2

 

2

 

 

 

Domenico

 

 

 

1

 

 

Gabriele

 

 

 

 

1

1

Sorina

 

2

 

2

 

 

Vincenzo Tursini

 

 

 

 

1

 

Don Alessandro -prete

 

 

1

 

 

 

Vincenzo De Rubeis

 

 

 

 

2

 

Luigi Carosi

1

 

 

2

 

 

Luigi Leonardis

 

 

 

 

1

1

Casa Carlo

 

 

 

 

2

 

Miuccio

 

 

 

 

 

1

Ada

 

 

 

2

 

1

Gioconda

 

 

 

 

 

1

Alfonsina

 

 

1

 

 

1

Carlo

 

1

 

2

 

 

Vittorio (Caporciano)

 

 

 

 

1

 

Gennaro

 

 

 

 

 

1

Giovanni Ciccarelli

 

 

 

 

 

2

Clorinda De Santis

 

 

 

 

 

1

Lida

 

 

 

 

 

1

Giuditta

 

 

 

 

 

1

Mario

 

 

2

 

1

 

Nicolina

 

 

 

 

 

1

Linda

 

 

 

 

 

1

Lucietta

 

 

 

 

 

1

Silvio

 

 

 

 

2

2

Velia

 

 

 

 

 

1

Elio

 

 

 

 

2

 

Giovanni Carosi

 

 

 

 

 

2

Iso

1

 

2

 

 

 

Valentino

 

 

 

 

 

1

Clorinda Colangeli

 

 

 

 

 

1

Toni

 

 

 

1

 

 

Lisetta

 

 

 

 

 

1

Rosalia

 

 

 

 

 

1

Liliana

 

 

 

1

1

 

Serafina

 

 

 

 

 

1

Alessandra De Meis

1

 

2

 

 

 

Maestro Conte

 

 

 

 

 

2

Tonia

 

 

 

 

 

1

Maria

 

 

 

 

 

1

Chiarina

 

 

 

1

1

 

Gildo

 

 

 

1

1

1

Casa Marcella

3

 

2

 

 

 

Casa Gaetano

3

 

2

 

 

 

Rosina

 

 

 

 

 

1

Giovanni Rossi

 

 

 

1

1

1

Nazareno

 

 

 

 

 

1

Peppino

 

 

3

 

2

1

Sandro

 

1

 

2

 

 

Scotti

 

 

 

 

2

 

Ezio

 

 

2

 

 

1

Pippo

 

1

 

 

2

 

Maurizio

1

 

2

 

1

 

Casa Giovannina

 

 

2

 

 

 

Lidia

 

 

 

 

 

 

totali

 

 

 

 

 

 

Totali popolazione 120

12

5

25

16

26

36

%

10,0

4,2

21,0

12,6

21,8

30,2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

________________________________

a cura di Toni Santogrossi

grafica e supporto tecnico: Giulia Cicerone