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Tussio in foto

 

 

ARCHIVIO NOTIZIE - 2008

 

30 dicembre 2008

Ultimi aggiornamenti del sito:

1) ai paragrafi "Tussio in foto" e "Castel Camponeschi" abbiamo aggiunto delle meravigliose foto aeree che ci ha fatto pervenire Sergio Colangeli. Sono meravigliose.

2) al paragrafo della "Congrega" è stato aggiunto parte dei verbali che i confratelli redigevano costantemente.

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29 dicembre 2008

dallo scorso 7 dicembre abbiamo un nuovo parroco: il sacerdote Alexander Lemchi è stato nominato parroco di San Martino in Tussio e san Pietro Celestino in San Pio delle Camere. Il benvenuto e l'augurio di buon "lavoro" da info@tussio.it.
Don Alexander sostituisce l'amato don Samuel che attualmente esercita il proprio ministero in Canadà e al quale inviamo i più calorosi saluti ed auguri di Buone Feste.

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17 dicembre 2008

risultati delle elezioni regionali in Abruzzo 14-15 dicembre

 

Sez. Tussio

Sez. Prata D'Ansid.

totale

%

elettori

 

 

615

 

votanti

74

 

274

44,55

Schede bianche

2

 

6

2,18

Schede nulle

2

 

11

4,01

 

 

 

 

 

Costantini Carlo-cand. presidente

36

 

146

56,80

PD partito democratico

10

 

93

38,58

Di Pietro- Italia dei Valori

6

 

25

10,37

Partito Socialista

3

 

8

3,31

La Sinistra

3

 

3

1,24

Rifondazione Comunista

-

 

1

0,41

Comunisti Italiani

-

 

-

-

 

 

 

 

 

ChiodiGiovanni cand. presidente

37

 

101

39,29

PDL il popolo della libertà

35

 

70

29,04

MPA- movimento per l'autonomia

6

 

17

7,05

Rialzati Abruzzo

4

 

14

5,80

liberalsocialisti

1

 

4

1,65

 

 

 

 

 

Buontempo Teodoro- cand. presidente

1

 

5

1,94

La Destra

1

 

1

0,41

 

 

 

 

 

De Laurentis Rodolfo- cand. presidente

1

 

2

0,77

UDC-UDEUR

1

 

3

1,24

 

 

 

 

 

Del Biondo Ilaria - cand. presidente

1

 

2

0,77

Partito Comunista dei Lavoratori

1

 

2

0,82

 

 

 

 

 

Di Prospero Angelo - cand. presidente

-

 

1

0,38

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27 novembre 2008

da Angelo Giordani riceviamo e pubblichiamo le foto dei podisti che hanno scortato il fuoco di Celestino che arriverà all'Aquila il 28 agosto

il portatore della fiaccola è il nostro compaesano Gianni Giorgi, maratoneta eccellente e rappresentante del quarto di Paganica - uno dei 4 rioni del Capoluogo

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31 ottobre 2008

nel paragrafo LA CONGREGA all'interno del capitolo "Le Chiese", troverete la relazione ufficiale che la ditta Sinopia di Tonio De Amicis ha presentato alla Soprintendenza alle Belle Arti, relativa al restauro che è stato fatto in parte del soffitto dello stabile e a due dipinti. Troverete anche le foto delle parti restaurate prima e dopo il lavoro.

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21 ottobre 2008

il Comitato Parrocchiale invita tutta la popolazione sabato 25 ottobre alle ore 16.00 alla Congrega di Tussio per salutare il nostro parroco don Samuel che ci lascerà per continuare la propria missione in Canada.

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13 ottobre2008

ecco la copertina dell'ultimo libro di poesie donatoci dal M° Franco Conti:
ULTIME ROSE
almanacco di immagini e pensieri

La prefazione è di Lia Bronzi

recensione pubblicata dal Centro il 17 ottobre

Nuovo libro di poesie di Franco Conti
L'AQUILA. È uscito, nei giorni scorsi, un nuovo libro di poesie di Franco Conti, dal titolo Ultime Rose. Un volume che si presenta come la summa dell'intera opera letteraria di Conti, con composizioni che rievocano «tutti i migliori germogli di una poetica che procede lineare e chiara, senza inseguire avanguardie o sperimentazioni per essere fedele solo all'uomo e quindi a se stessa» scrive il giornalista Mario Narducci che continua: «In Ultime rose insistono i temi di sempre: la vita semplice, ritirata nell'eremo di Tussio, la natura, gli animali, il grido contro la violenza nelle sue varie e terribili forme, l'amore per la sposa, la dimensione della fede, la ricorrente preghiera che in Conti non è rifugio per la propria debolezza ma consolidata speranza». Un esempio, per tutti, è nella poesia conclusiva: Ti ringrazio Signore / per quest'anima contadina / Se mi accompagna la visione / d'una elementare fioritura / sarà più facile varcare / il limite che ora mi trattiene / per accedere all'ultimo dono / consacrato nell'Ultima Cena. Fanno parte del repertorio di Franco Conti circa trenta pubblicazioni, quasi tutte in poesia. Fanno eccezione Fatima, un dramma in versi, il romanzo Il prigioniero, tre raccolte di favole e una raccolta di testi di novelle dal titolo Terza pagina. (fab.i.)

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15 settembre 2008

da Toni Santogrossi

A proposito della manifestazione culturale dedicata al ritrovamento dei leoni in pietra ed ai relativi filmati girati e mandati in onda dalla RAI nel 1963, 1973, che si è svolta il 22 agosto scorso alla Congrega di Tussio, nella sezione "CURIOSITA'" al paragrafo " I GIORNI DEL LEONE" potete leggere la scaletta della serata, gli argomenti trattati e tutta la galleria delle foto proiettate e scattate all'occasione.

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23 agosto 2008

da Toni Santogrossi

ieri sera, alla sala della Congrega si è svolta la manifestazione culturale dedicata al ritrovamento dei leoni in pietra ed ai relativi filmati girati e mandati in onda dalla RAI nel 1963, 1973 e un altro qualche tempo dopo.

La Congrega era stracolma, si sono contate 120 persone fisse più altre che sono venute e non avendo trovato posto sono andate via.

Il giorno prima, il 21, è arrivata in piazza a Tussio la Fiaccola della Perdonanza. Floro Panti, massimo esperto di "cose" celestiniane ha parlato del senso della manifestazione e del suo messaggio di Perdono. Fra le altre cose, trovando la nostra chiesa chiusa, ha detto di aver comunicato a tutti i sindaci, parroci ed altre autorità il passaggio della fiaccola, e, di aver inviato tutti a partecipare.

Con grande e generale approvazione del pubblico presente ha concluso dicendo che: gli assenti hanno sempre torto.

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22 agosto 2008

da Vittorio Cicerone

a proposito della serata dedicata alla visione dei filmati RAI dedicati al ritrovamento dei Leoni

Caro Toni, purtroppo sono ancora a Milano. Gli impegni per l'università di mia figlia si sono protratti più del previsto quindi non potrò essere questa sera a Tussio con tutti voi Mi dispiace moltissimo di non poter essere li con tutti gli altri a rievocare quello che è stato uno dei momenti più esaltanti della mia giovinezza tra tutti i bellissimi passati a Tussio. Vorrei che portassi i miei più affettuosi saluti come avrei fatto io. Complimenti per il sito, prometto che lo visiterò spesso. Un forte abbraccio.

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8 settembre 2008

a Pietta

tanti, tanti auguri a Pietta (Carosi) che oggi compie 102 anni ed è sempre più in forma.

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8 settembre 2008

Nel rispetto della tradizione, oggi festa della Madonna di Loreto, al termine della tradizione religiosa sono stati letti i nomi del comitato feste del 2009, essi sono:

Felice De Benedictis
Gianni Giordani
Cesira Leonardis
Filiberto Leonardis
Paola Pietrangeli
Paola Ponti

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25 agosto 2008

anche noi, coerentemente a come lo abbiamo sostenuto e ammirato in vita, ci uniamo al coro di approvazione per l'operato di Fabio: da prete e prima che diventasse prete. Fabio, un rivoluzionario dieci passi avanti rispetto a tutti.

questo è il contributo che la città di Terni dedica a don Fabio.

Don Fabio Leonardis un mito da scoprire

Dorando

inviato il 30/07/2006 01:28

da fabio leonardis  ( fabioleonardis@virgilio.it )

Nazionalità: italia

ciao alberto ti ricordi di Tussio in abruzzo...quel progetto di un villaggio di artisti...ti voglio vedere..ho chiesto tue notizie a flavio vida..ma è sempre evasivo.. vivo ora a terni, ho dei progetti ciao

(Alberto Grifi)

Omelia a Terni officiata dal vescovo Vincenzo Paglia


Care sorelle e cari fratelli,

      ci ritroviamo in questa domenica di fine agosto in cattedrale per consegnare nelle mani del Signore don Fabio, figlio di questa Chiesa e fratello carissimo a noi tutti. Quante volte siamo entrati assieme in questo luogo! Quante riflessioni, dibattiti, idee, sogni per rendere la cattedrale non solo bella, ma viva nelle sue mura e in tutti i suoi particolari! Oggi, don Fabio vi entra per l'ultima volta. Ha attraversato quella porta, la prima opera che abbiamo pensato e realizzato nel 2000, l'anno del Giubileo: la porta della risurrezione. Ho voluto accoglierlo, come tante altre volte è avvenuto. Oggi però anche le mura sembrano rendersi conto che è l'ultima volta che vedono questo prete piccolo di statura, esile, gracile, eppure con un amore così straordinario per questo luogo santo da distrarlo anche dalle cure per il suo corpo. Sì, questa mura oggi sono meste; non solo le mura, ma tutto: il pavimento, il presbiterio, la navata, l'abside, la volta, la facciata. Tutto è stato amato e pensato anche da don Fabio. E lo scopo era chiaro: far parlare questo tempio della straordinaria fede che lo sostiene da secoli. Ed è proprio questa fede che rende consapevoli persino le mura che se per don Fabio questa è l'ultima tappa della sua vita terrena è però per lui la porta bella che gli apre il cielo. Anche la cattedrale, commossa assieme a noi, si piega per avvolgere di amore questo figlio che si è speso per renderla bella, luminosa, eloquente di fede. Potremmo dire che è mesta, ma orgogliosa di questo figlio; mesta, ma lieta di presentarlo al Signore.

      Nell'ultimo incontro che ho avuto con lui mercoledì scorso, in ospedale, dove è stato curato con cura ed amore e ringrazio di cuore tutti coloro che gli sono stati accanto, era ormai senza forze e parlava a stento. Mi ripeteva che non voleva morire. E gli rispondevo che non lo volevo neppure io - aggiungendo che tra l'altro mi avrebbe messo in mezzo a una strada, e lui sorrideva ma soprattutto non lo voleva Gesù. Però potevamo unirci alle sue parole: Nelle tue mani, o Signore, affido il mio spirito. E don Fabio aggiunse: gli do tutto il mio spirito. E' il senso di questa celebrazione: deponiamo nelle mani di Dio don Fabio e tutto il suo spirito. In verità, è il Signore che con questa santa liturgia lo strappa dalla morte e lo conduce nella sua dimora di pace. Sì, per noi credenti, la morte culmine del potere del male che cerca di annientarci è come bloccata nella sua corsa. Gesù infatti irrompere con forza e ci strappa dalle mani del Maligno. Quante volte ne abbiamo parlato con don Fabio, quando discutevamo il dipinto per la controfacciata della cattedrale! Gesù risorto irrompe nel centro della scena e con la sua rete di amore ci libera tutti dall'abisso della morte e ci porta in alto, verso la santa Gerusalemme. Don Fabio è in quella rete, portato in alto dal Risorto. Per noi resta un dipinto, per lui è ora realtà.

      Ho voluto scegliere per questa celebrazione il Vangelo di Zaccheo: ci fa intuire qualche scintilla di luce del questo mistero che don Fabio sta vivendo: l'incontro con Gesù. L'ha desiderato per tutta la vita, prima inconsapevolmente e poi più chiaramente. Nell'incontro di oggi però Gesù non gli dice, come a Zaccheo: scendi subito, perché oggi debbo fermarmi a casa tua; piuttosto: Scendi subito, perché oggi tu devi venire a casa mia. Sì, scendi subito. Davvero don Fabio ci è stato strappato troppo presto! La violenza del male, che è sempre cieco, questa volta è stato precipitoso. Lo avremmo voluto avere ancora con noi, per l'amicizia, per la sua collaborazione. Sappiamo però che la morte, se da una parte sembra chiudere una storia umana, dall'altra chiama il Signore ad aprire la porta verso l'alto, verso l'eternità. Del resto, l'intera vicenda terrena di don Fabio  è stata segnata da questo desiderio di andare oltre, di non restare prigioniero della banalità, di vivere una vita piena. Me lo ripeteva il mese scorso mentre mi raccontava il suo passato.

      Potremmo dire che ha cercato sempre, come Zaccheo, di salire più in alto. Per molti anni non comprendeva bene cosa fosse questo suo anelito. Non gli era ancora chiaro che aveva un nome: Gesù. Ed ha salito tanti alberi sbagliati, che tali non erano, e ha trovato rovi, ortiche e spine che hanno segnato il suo corpo in maniera grave. Ma nel cuore, nel suo spirito, c'era una scintilla che continuava ad ardere. Finché un giorno salì, per caso, un po' come Zaccheo, su un albero vero. Racconta lui stesso che, spinto da curiosità non certo dalla fede, si recò in Piazza San Pietro. Era il 22 ottobre del 1978, il giorno dell'inizio del pontificato di Giovanni Paolo II. E udì quello straordinario invito: Non abbiate paura, aprite le porte a Cristo. Scrive don Fabio: Io fui colpito così tanto dalla dolcezza della sua voce e da quelle parole, che cominciai a piangere ininterrottamente.  Non comprese subito quel che gli era accaduto. Ma questa volta il Signore, attraverso Giovanni Paolo II, lo aveva guardato e gli aveva toccato il cuore. Non dimenticò più quella voce. E più tardi lo scrisse a Giovanni Paolo II che lo ricevette e lo abbracciò. Durante questo tempo di ricerca un sacerdote gli diede una Bibbia. Mi ha raccontato lo ha anche scritto - che le lettere della Bibbia man mano che la leggeva gli saltavano dalle pagine e gli riempivano gli occhi, il cuore, la mente. Era come stordito da quelle pagine. E gli accadde quel che avvenne a Zaccheo dopo aver parlato con Gesù. Fabio decise di restituire la sua parte quando si trovò davanti ad una ragazza appena travolta e uccisa da un'auto alla stazione Termini di Roma. Voleva come ridarle la vita. In quel momento decise di farsi prete: l'unico modo per ridare la vita a qualcuno pensò è rinunciare alla tua. Si recò dai benedettini di San Paolo; bussò alla porta e parlò con l'abate: Cerco Dio!, gli disse. Mentre mi raccontava queste cose i suoi occhi si inumidivano - forse per la nostalgia forse per commozione certo lasciava trasparire l'amore - e subito, com'è d'uso nei monasteri, i monaci presenti gli baciarono i piedi. Sì, vengono baciano i piedi a chi cerca il Signore. Che splendida lezione a noi che cerchiamo solo noi stessi e le nostre soddisfazioni! Non era però quella la sua via. E venne a Terni per studiare, ma visitava le chiese incuriosito, mi ricordava don Antonio. Incontrò prima mons. Quadri e poi mons. Gualdrini ed entrò nel Seminario Francese a Roma. Il 22 ottobre del 1988 esattamente dieci anni dopo piazza san Pietro fu ordinato sacerdote; ma la data fu scelta perché il 22 ottobre era l'anniversario dell'ordinazione di mons. Gualdrini. Anche da prete la sua ricerca di Dio non era terminata. Certo, ognuno di noi cerca il Signore con i tratti della sua storia passata, delle sue abitudini, dei suoi limiti, del suo carattere, e chi non ricorda i tratti burberi di don Fabio. Magari anche con san Pietro ci sarà qualche problema in paradiso! La sua storia di prete la consociamo tutti. La conoscono i fedeli di Narni, di Papigno, di Lugnola e infine quelli della piccola chiesa di santa Maria degli Spiazzi che ha curato con amore e con dedizione e che questa mattina è stata meta di un ininterrotto pellegrinaggio. Era divenuta la piccola chiesa del suo orgoglio.

      Ho voluto ricordare seppure brevemente i suoi anni passati perché gettano un fascio di luce sula vita di don Fabio che le vicende della storia lo hanno portato nella nostra Diocesi facendolo partire dalla sua terra di Abruzzo, ove tornerà per esservi sepolto. Care sorelle di don Fabio, grazie per questo fratello. E' stato un dono per questa Chiesa diocesana. Senza dubbio resta un vuoto. Vorrei però che il suo spirito, che la sua ricerca di Dio, e quindi la ricerca del Bello, del Vero, della Luce, del Colore, restasse con noi. Certo, la sua presenza segna un incredibile numero di opere che hanno reso la nostra Diocesi un laboratorio di arte sacra noto non solo in Italia. La stessa città di Terni ne ha avuto uno straordinario beneficio. Lo sapete bene voi, cari amici artisti. Assieme a don Fabio abbiamo vissuto un'avventura nuova e straordinaria. Non era solo una questione di estetica, ma di ricerca alta, religiosa. Era l'impegno di un prete che dava al suo ministero apostolico una caratura tutta particolare. Il suo impegno in questo campo infatti era diretto interamente ad esprimere il primato di Dio nella vita umana. Negli ultimi tempi, anche durante la malattia, non ha cessato di impegnarsi per i lavori che restano ancora aperti. L'ultima volta che abbiamo visitato la Chiesa di Borgo Bovio mi disse: non so se la vedrò finita! Gli risposi che l'avremmo inaugurata il 22 ottobre per i suoi venti anni di sacerdozio. E mi  parlava di come aveva voluto il volto e il manto di Maria, pieno di amore e di misericordia per la gente di quel quartiere che aveva appositamente incontrato con il pittore Cinalli. E poi i volti dei santi della misericordia che devono circondare di forte serenità coloro che si recano nella cappella feriale. E l'impiego per la prima volta dell'acciaio per l'arredo: quanti studi con Ceccobelli! E non ha dimenticato la Chiesa di Campomicciolo. Mi ha confidato qualche settimana fa che ha sognato l'impianto figurativo e di averne già parlato con Rainaldi. Sì, il suo spirito vive in tutte queste opere, vive nel museo diocesano: a lui vorrei dedicare un'apposita sala, come pure vive negli archivi e nelle biblioteche di Terni di Narni e di Amelia che sono stati riordinati. E straordinaria fu la prima avventura con la Chiesa di Portoghesi e il ciclo pittorico di Di Stasio nella Chiesa di Santa Maria della Pace e l'opera in cattedrale con Borghi e i due pittori russi.

      Ma permette care sorelle e cari fratelli di dare almeno un cenno a questi ultimi mesi della sua vita. Don Fabio sapeva bene quale fosse la gravità del male che da anni lo aveva ferito. E lo ha affrontato da credente e da prete. Prima di entrare in ospedale ha chiesto l'unzione degli infermi e l'ha ricevuta da don Carlo Romani con commovente devozione. Intuiva che si avvicinava il giorno del grande incontro, quello che lo aveva spinto a bussare al monastero di San Paolo a Roma. Ed è apparso ancor più chiaro a noi, non di rado pigri nel leggere nel profondo del cuore di chi ci sta accanto per fermarci solo alle apparenze spesso devianti, quell'anelito spirituale, quel desiderio di Dio che aveva segnato e cambiato la vita di don Fabio. Caro mons. Guladrini, grazie per averlo ordinato prete e per averlo incaricato ai beni culturali. Carissimi sacerdoti, cogliamo da questo confratello la sua ansia per una Chiesa bella e capace di attrarre anche i lontani mentre educa alla bellezza i vicini: credo sia una piccola eredità che ci lascia e che non dobbiamo lasciar cadere. Siano le nostre chiese tutte ancora più belle! E con voi, cari amici del mondo dell'arte, vorrei non disperdere quel fuoco che don Fabio ha acceso in questa nostra diocesi: è stata un'esperienza innovatrice che va custodita e continuata, arricchisce noi e la città.

      Care sorelle e fratelli tutti, oggi don Fabio è stato chiamato da Dio a scendere dall'albero della sua vita terrena per essere accolto nella Gerusalemme del cielo. Ma i suoi segni, il suo spirito resta accanto a noi e in certo modo ci avvolge. Questa santa liturgia è certo segnata dalla mestizia per il distacco ma è anche piena di festa perché questo nostro fratello resta ancora con noi. Ai tuoi fedeli Signore la vita non è tolta ma trasformata. Grazie Signore per averci dato don Fabio. Ora lo consegniamo a te. Egli ti viene incontro accompagnata da Maria, tua Madre, che don Fabio in tanti modi ha cantato nelle diverse chiese, e dalla sua bocca esce lo stesso suo canto: L'anima mia magnifica il Signore, perché grandi cose ha fatto a me l'onnipotente. Lo scrisse a Giovanni Paolo II nella lettera inviatagli nei giorni della sua ordinazione sacerdotale. Lo canta oggi, giorno del suo ingresso in paradiso: accoglilo Signore tra le tue braccia, stringilo al tuo cuore e presentalo ai santi e alle sante del cielo perché grande sia la sua gioia, ora e per sempre.

 

di Arnaldo Casali  
Non abbiate paura di aprire le porte a Cristo. Quell'invito, rivolto da papa Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1978, giorno dell'inizio ufficiale del suo pontificato, trasformò Lech Walensa da umile elettricista in leader del sindacato libero Solidarnosc e nuovo padre della patria in Polonia. Ma Walensa non fu l'unica persona a cui quelle parole cambiarono la vita.

Don Fabio Leonardis, oggi direttore del Ufficio beni culturali della Diocesi di Terni e segretario della Consulta regionale, in quel periodo era un ventottenne con un passato da figlio dei fiori e una militanza in Lotta Continua; ateo, amante dell'arte e degli eccessi, era stato il primo in Italia, negli anni '60, ad aprire un negozio di abiti usati, il cosiddetto vintage', e con quello manteneva il Centro di arte contemporanea e multimediale fondato a l'Aquila, oltre che Radio attiva, un'emittente libera (come si diceva allora) di cui era proprietario e gestore, e che era collegata con la leggendaria Radio Alice di Bologna.

Don Fabio, cosa ci facevi quel giorno in piazza San Pietro?

Ero venuto a Roma insieme ad un'amica per fare acquisti a Porta Portese. Quando ho saputo della cerimonia in Vaticano le ho proposto di andare. Mi interessava lo spettacolo, questo fasto che mi ricordava le cerimonie religiose a cui assistevo da bambino, a l'Aquila, cerimonie molto suggestive e affascinanti.

Insomma eri andato a vedere uno spettacolo. E invece cosa è successo?

Quando il Papa disse quella frase famosa, non abbiate paura, aprite le porte a Cristo', io fui colpito così tanto dalla dolcezza della sua voce e da quelle parole, che cominciai a piangere ininterrottamente.

Cosa era successo?

Mi ci vollero due anni per capire il motivo di quel piangere in modo inspiegabile. Capii che tutto quello che avevo cercato nella militanza nell'estrema sinistra, in realtà, conteneva la ricerca di una luce più profonda. Perché l'insoddisfazione nella mia vita aumentava senza senso, e decisi di andare a vedere in modo più chiaro dentro me stesso. Così decisi di partire.

Dove sei andato?

Nelle isole Eolie, a Stromboli, lasciando il negozio a mia sorella e dicendo a me stesso che non sarei tornato senza aver prima capito chi fossi veramente. Ero malridotto, fisicamente e psichicamente, anche a causa di quegli eccessi insensati di gioventù. Nell'isola cominciò la mia riflessione. Ripensavo alle parole del Papa, di non aver paura, di aprire la porte a Cristo. Insomma di non aver paura anche di guardare dentro me stesso, di tirare fuori dalla mia vita quello che ero veramente.

Cosa succede a Stromboli?

Feci un cammino a ritroso, nel profondo della mia memoria. Sentivo come una brezza che penetrava dentro di me e riempiva tutto il mio corpo, e mi spingeva a cercare una nuova identità, una vera rinascita. Mi spinse in un luogo senza identità, arrivando nel quale rimasi senza fiato. Fu un'esperienza straordinaria di liberazione interiore, talmente forte che cominciai a gridare ai pescatori che aggiustavano le reti in riva al mare: Sono libero! Sono libero!. Questo stato di euforia durò fino al momento in cui la ragione prevalse e cominciai a chiedermi perché mi sentivo in paradiso, e cosa ci facevo.

E perché ti sentivi in paradiso?

Perché mi sentivo pulito come se fossi rinato a nuova vita. Rimasi due, tre giorni in questa condizione paradisiaca. Ogni cosa mi sembrava di scoprirla per la prima volta. Poi capii che non potevo restare così, e dovevo rispondere alla domanda: chi sono io? Ripercorrendo la mia vita a ritroso arrivai alla conclusione che non potevo non riconoscermi cristiano. Il parroco di Stromboli mi diede una Bibbia, e in riva al mare la aprii, ma non riuscivo a leggerla veramente, perché le parole si staccavano e le lettere volavano. Ognuna di esse diventava la chiave di lettura della mia esistenza.

Poi cosa è successo?

Ritornando a l'Aquila, poco vicino alla stazione Termini, mi sono trovato di fronte il corpo di una ragazza che era stata appena investita da un'automobile. Era morta, ma aveva ancora gli occhi aperti. Le chiusi gli occhi piangendo, era così bella e avrei voluto ridarle la vita. In quel momento ho deciso di farmi prete.

Perché questa decisione?

Perché l'unico modo per ridare la vita a qualcuno è rinunciare alla tua. Tornato all'Aquila mi sono rivolto ai Salesiani che stavano proprio davanti al mio negozio, ma non mi piaceva il loro modo di fare. La mia seconda meta fu Roma. Conobbi Giuseppe Nardin, abate di San Paolo fuori le mura, che diventò il mio padre spirituale, ed entrai in monastero.

Quanto sei restato a San Paolo?

Otto mesi, poi capii che non era quella la mia vita. L'abate mi invitò a riflettere e mi mandò a completare gli studi a Terni, all'Istituto Angeloni, dove lavorava una sua amica. Fu così che entrai in contatto con il vescovo, monsignor Santo Quadri.

Ed è così che sei arrivato a Terni

Sì, continuando a studiare prima al seminario di Assisi due anni e poi a Roma, al Pontificio seminario francese. Qui, dopo la morte di Nardin, ho conosciuto il mio nuovo padre spirituale, Gerard Doucourt, che oggi è vescovo di Nanterre.

Quando sei stato ordinato sacerdote?

Il 22 ottobre 1988, esattamente dieci anni dopo quel giorno a piazza San Pietro, anche se in realtà fu una coincidenza. La data, infatti, era stata scelta perché era l'anniversario dell'ordinazione del vescovo di Terni, Franco Gualdrini.

Il Papa è mai venuto a conoscenza della tua storia?

Sì, glie ne parlò monsignor Doucourt: Giovanni Paolo II ne fu entusiasta e mi invitò a celebrare una messa nella sua cappella privata.

Cosa ricordi di quel giorno? 

E' stata una celebrazione molto semplice. Eravamo in quattro sull'altare. Alla fine della messa il Papa mi ha abbracciato, mi ha scritto una benedizione di suo pugno, che tuttora conservo gelosamente, e mi ha benedetto

Cosa ha significato per te la morte del Papa?

Io devo tutto a lui, tutta la mia rinascita spirituale. Sono contento di aver avuto occasione di ringraziarlo personalmente per essere stato strumento di Dio per la mia conversione. Adesso lo porterò ancora di più nel cuore, perché mi ha traghettato dalla non vita alla vita in Cristo.

(da Il Giornale dell'Umbria )

 

Mostra sul Cantico dei Cantici

 

 

E' stata  inaugurata sabato 29 aprile ore 17,30, presso ex-Lanificio in piazza Marzio a Narni, presentata la mostra di arte contemporanea sul Cantico dei Cantici.

Realizzata in occasione degli Eventi Valentiniani 2006 e allestita ora a Narni in occasione della XXXVIII edizione della Corsa all'anello, la mostra è curata da Fabio Leonardis  e allestita da Simone De Turres, e presenta le opere di 13 tra i più  importanti pittori e scultori del panorama nazionale, alcuni dei quali hanno già collaborato in passato con la Diocesi, come Stefano Di Stasio , Oliviero Rainaldi , Paolo Borghi e Bruno Ceccobelli , autori di opere d'arte sacra in città, o  Alberto Abate e Dino Cunsolo ,  che due anni fa avevano preso parte al progetto Per una nuova iconografia di San Valentino .

CANTICO DEI CANTICI - Un dialogo tra eros e agape

di don Fabio Leonardis

leggi il testo  - leggi il Cantico dei Cantici

L'INAUGURAZIONE

Don Fabio Leonardis e il vescovo emerito Gualdrini

I vescovi Gualdrini e Paglia con alcuni degli artisti

LE OPERE

Stefano Di Stasio

Lei: Dimmi mio amato, dove pascolerai il gregge, dove lo farai riposare a mezzogiorno, perché io non sembri una donna velata presso le greggi dei tuoi compagni (1,7)
Lui: Come sei bella, amica mia, come sei bella! I tuoi occhi sono come colombe! (1,15)

Carlo Bertocci

Lui: Mi ha condotta in una casa del vino'; la sua insegna sopra di me era amore! Ristoratemi con dolci d'uva, sostenetemi con mele, perché sono malata d'amore! La sua mano sinistra è sotto il mio capo, la sua destra mi abbraccia (2,4-6)

Ubaldo Bartolini

Lui: Mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, fammi vedere il tuo viso, fammi udire la tua voce!Perché la tua voce è dolce, bello è il tuo viso!Prima che soffi la brezza del giorno e le ombre diventino sfuggenti, voltati, amore mio, e sii come una gazzella o un cerbiatto sulle montagne separate (2,14-17)

Dino Cunsolo

Lui: Uscite a vedere, ragazze di Sion, il re Salomone e la corona che sua madre gli ha messo il giorno delle sue nozze,il giorno della gioia del suo cuore!Sei un giardino chiuso a chiave, sorella mia, fidanzata, una sorgente chiusa a chiave, una fontana sigillata! I tuoi canali sono un giardino di melograni con frutti prelibati;hènna con nardo, nardo con zafferano, cannella e cinnamomo, con ogni pianta d'incenso, mirra e aloe, con tutti gli aromi di prima qualità ( 3,11.4,12-15)

Bruno Ceccobelli

Lei: Dormivo, ma il mio cuore vegliava. Un rumore! Il mio amore bussa. Lui: Aprimi sorella mia, amica mia, mia colomba, mia perfetta!Il mio capo è coperto di rugiada, i miei riccioli di gocce di notte!. Lei: Mi sono tolta la tunica; come posso rimetterla? Mi son lavata i piedi; come potrei sporcarli?Mi sono alzata per aprire al mio amore (5,2-5)

Paolo Borghi

Lei: Il mio amore è sceso nel suo giardino, nelle sue aiuole di spezie,per pascersi nei giardini, per raccogliere gigli. Io sono del mio amore e il mio amore è mio, egli che si pasce fra i gigli! Lui: Sei bella, amica mia, come Tirza, bella come Gerusalemme, terribile come cose strabilianti! (6,2-4)

Ricardo Cinalli

Lui: Come sei bella, amica mia,come sei bella! I tuoi occhi sono come colombe, dietro al tuo velo.I tuoi capelli sono come un gregge di capre che scende dal monte Galaad. (4,1)

Oliviero Rainaldi

Lei: Ponimi come un sigillo sul tuo cuore,come un sigillo sul tuo braccio.Perché Amore è forte come la morte, inesorabile come l'Inferno è passione. Le sue fiamme sono fiamme ardenti, un fuoco inarrestabile.Grandi acque non potranno spegnere l'amore, i fiumi non riusciranno a sommergerlo (8,6-7)

Bruno Chersicla

Lei: "conducimi dietro a te, corriamo! Il re mi ha fatto entrare nelle sue stanze. Rallegriamoci, siamo felici grazie a te! Gustiamo il tuo amore più del vino! Hanno ragione ad amarti! (1,4)

Sergio Fermariello

Lei: Il mio amore assomiglia ad una gazzella o ad un cerbiatto parla e mi dice: Lui:Alzati,amica mia,mia bella, vieni! Guarda: l'inverno è passato, le piogge se ne sono andate, sono sparite. Appaiono i fiori nella campagna, è tornato il tempo della potatura (2,10-12)

Alberto Abate

Lui: il tuo collo è come una torre d'avorio.I tuoi occhi sono vasche di Heshbon, presso la porta di Bat-Rabbim. Il tuo naso è come la Torre del Libano che guarda verso Damasco. Il tuo capo si erge sopra di te come il Carmelo; i capelli sul tuo capo sono come porpora; un re è prigioniero delle sue trecce! (7,5)

Marco Lodola

Lei: Mi baci con i baci della sua bocca! Il tuo amore è davvero più dolce del vino,migliore del profumo dei tuoi unguenti. Il tuo nome è olio di Turaqconducimi dietro a te, corriamo! gustiamo il tuo amore più del vino! (1,2-4)

Antonio Violetta

Lui: Tu, abitatrice di giardini! Alcuni amici ascoltano la tua voce:fammi sentire! Lei: Fuggi amore mio, simile ad una gazzella o ad un cerbiatto, sui monti degli aromi! (8,13-14)

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18 agosto 2008

Le feste di santa Anatolia e della SS. Madonna Addolarata si sono svolte in maniera egregia.
Complinenti al comitato ristretto: Liliana Di Livio, Luigi Carosi e Fabrizio Ciccarelli che senza indugio, con competenza e rapidità hanno dimostrato che con un po' di buona volontà ed impegno si riesce a fare ciò che a molti sembra impossibile .

La cultura del fare è il valore da coltivare.

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13 agosto 2008

racconti di vita vissuta

“i giorni del leone”

e della Repubblica

 

orgoglio, entusiasmo, eccitazione,

fermento, sollevazione.

Tussio si ribellò alle autorità e vinse la sua battaglia.

 

TUSSIO 

22 agosto 2008 ore 21,00 – bocciodromo

si raccomanda la puntualità, grazie

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11 agosto 2008

Informiamo tutto il mondo che le feste di Santa Anatolia e della SS. Madonna Addolorata si svolgeranno regolarmente il 16 e 17 agosto.

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8 agosto 2008

riportiamo il servizio che il Quotidiano Il Centro (a firma di Fabio Iuliano) ha dedicato alla manifestazione tenutasi nella sala consiliare del Municipio dell' Aquila

Ricordata la figura di «don» Tullio de Rubeis
Cerimonia in Comune. Il figlio Gian Paolo presenta un volume sull'ex sindaco

L'AQUILA. Sono trascorsi vent'anni dalla scomparsa di Tullio de Rubeis, ma a Palazzo Margherita non passa giorno senza che qualcuno, nei suoi discorsi, faccia dei riferimenti diretti a colui che in città è considerato il «sindaco per antonomasia». Decine di persone, nel giorno dell'anniversario della sua morte, hanno partecipato alla speciale cerimonia dedicata a lui nella sala consiliare. L'iniziativa ha visto la partecipazione dei protagonisti della vita politica aquilana del passato e del presente. Un appuntamento in cui ognuno, a suo modo, ha potuto esprimere il suo grazie a don Tullio.
Tullio de Rubeis
è stato sindaco all'Aquila per circa 15 anni, tra il 1970 e il 1985. Sia da compagno di partito, sia da avversario, chiunque abbia condiviso con lui l'esperienza del consiglio comunale, ne conserva un buon ricordo.
  «Io ho voluto bene a don Tullio», incalza il parlamentare Giovanni Lolli , «come lui ne ha voluto a me eppure, ne ho fatte di battaglie dentro quest'aula, d'altra parte, io ero un giovane militante nel Partito comunista e lui uno dei vertici della Dc cittadina».
  Sulla stessa linea il ricordo del consigliere provinciale Gabriele Perilli . «Da studente capitava spesso che io portassi in aula le mie rivendicazioni», ricorda, «avevamo sempre l'impressione di essere ascoltati». La vicenda politica di Tullio de Rubeis si snoda attorno ai fatti drammatici del 1971, con le lotte per il capoluogo. Un periodo in cui bisognava dare all'Aquila una nuova identità per andare avanti. Una storia fatta di sacrifici, ma anche compromessi politici.
  È la vicenda che Gian Paolo de Rubeis , figlio di don Tullio, ha voluto raccontare questa occasione, ricordando suo padre con grande emozione. Da questo contributo è nata un'associazione no-profit, con scopi culturali e politici, e un volume, dedicato alla memoria dell'ex sindaco. Fulcro dell'attività dell'associazione, sarà una lectio magistralis annuale, tenuta da personalità italiane e internazionali. Il volume raccoglie, invece, testimonianze e documenti sulla vita pubblica e meno pubblica di don Tullio.
  «La sua storia politica è fatta di grandi intuizioni», ha ricordato l'avvocato Francesco Rossi , «come quella del Piano regolatore, approvato nel 1975, sul modello della città di Zagabria».
  Altri, come Goffredo Palmerini , ne hanno lodato la grande capacità di ascolto. «Avevamo quarant'anni di differenza, ma sembrava che mi parlasse come un coetaneo».
  E poi, l'istituzione della Perdonanza moderna, insieme ad Errico Centofanti . «Ero presente alla prima edizione», ha ricordato il sindaco Massimo Cialente , «e ricordo la sua apprensione per l'esito dell'iniziativa, come non potrò mai scordare la sua amarezza durante i fatti del '71. Queste immagini le porto sempre con me. Mi fanno coraggio nei momenti difficili».
  Alla conferenza, tra gli altri, hanno partecipato anche Enzo Lombardi e Romeo Ricciuti , che hanno dovuto raccogliere in fretta la sua eredità politica. Nel corso della conferenza, alla memoria di chi, per passione o per lavoro, ha conosciuto don Tullio, si e' aggiunta la commozione di una rappresentanza di amici accorsi da Tussio e uno anche da New York.

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4 agosto 2008

il 7 agosto alle ore 11,00 nell'aula consiliare del comune dell'Aquila si ricorderà la figura di don Tullio, nostro illustre compaesano.
L'invito è rivolto a tutti.
Ci auguriamo una massiccia presenza di tussiani a rendere omaggio a don Tullio che ha tangibilmente amato il suo Paese di orgine.

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12 luglio 2008

Eravamo a conoscenza della preparazione di un libro dedicato al nostro compaesano don Tullio De Rubeis. Ce ne aveva parlato il figlio, dott. Gian Paolo. Adesso abbiamo l'ufficialità. Riportiamo questa bella e interessante intervista pubblicata su Il Centro del 4 luglio 2008.

La città ricorda l'ex sindaco Tullio de Rubeis
Il 7 agosto cerimonia a venti anni dalla morte. Intervista al figlio Gian Paolo

 L'AQUILA. Venti anni fa, il 7 agosto del 1988, all'età di 80 anni, moriva Tullio de Rubeis sindaco dell'Aquila per 15 anni. Fu lui, nel 1983, a far rinascere la Perdonanza diventata negli anni il clou dell'estate aquilana. Gli aquilani ricordano ancora con grande affetto don Tullio e il 7 agosto la famiglia de Rubeis - in collaborazione con la presidenza del consiglio comunale - ha organizzato una cerimonia nell'aula consiliare. Nell'intervista che segue il figlio di Tullio de Rubeis, Gian Paolo, traccia un ritratto di suo padre.
  Dottor Gian Paolo de Rubeis, a venti anni dalla morte di suo padre, L'Aquila non ha dimenticato uno dei sindaci più rappresentativi e amati. Da dove nasce l'iniziativa del 7 agosto?
 
«E' stata fortemente voluta dalla mia famiglia e ha trovato consenso e accoglienza nell'amministrazione comunale. Nasce dalla constatazione che a distanza di molti anni dalla fine del suo impegno politico mio padre viene ricordato in città con grande affetto e stima. Il suo mandato è caduto nel periodo più florido per questa città, quando fu redatto e approvato il Prg, furono istituiti consigli di quartiere e frazione, nacquero le aziende municipalizzate. E' negli anni Ottanta, grazie ai rapporti amichevoli con il generale Vittorini, che andò in porto il progetto di realizzare all'Aquila la scuola della Guardia di Finanza».
  Tullio de Rubeis trovò un grande amico e valido alleato nell'onorevole Lorenzo Natali.
 
«Una figura che questa città dovrebbe ricordare con più attenzione e dedizione. Fu grazie al rapporto di reciproca stima con Natali, non solo in qualità di Ministro e parlamentare, ma di vice presidente della Commissione Europea, che nacquero all'Aquila un fervore e un rinnovato spirito costruttivo, che portarono molti sacrifici».
  Nell'estate del 1966 de Rubeis ricevette il suo primo mandato da sindaco dal consiglio comunale. Apprese la notizia dall'amico Luciano Fabiani in una circostanza particolare.
 
«Sì. Mio padre si trovava in ospedale per una violenta emorragia gastrica dovuta ad un'ulcera. Fu in quei giorni che il consiglio comunale lo elesse sindaco. Apprese la notizia con sorpresa e sgomento, ma era felice».
  La sua fu una vita intensa, divisa tra l'amore per la città e la famiglia. Quali sono i suoi ricordi?
 
«La grande dote di mio padre, l'eredità che mi ha lasciato, è la capacità di ascolto. Era sempre vicino alla gente, pronto a prodigarsi per gli altri nel momento del bisogno. Questo nasceva dalla sua indole e dalla vicinanza con i malati di mente, dato che per 38 anni ha diretto l'Ospedale neuropsischiatrico di Collemaggio, in qualità di direttore amministrativo. Lì sono stati realizzati i primi esperimenti di cancelli aperti con laboratori di pittura e scultura che lo rendevano all'avanguardia in Italia».
  Un rapporto che si è protratto coi cittadini aquilani?
 
«Mio padre era un uomo dalle notevoli capacità amministrative e dalle grandi doti umane. Dedicava un intero giorno della settimana a ricevere la gente per ascoltarne i bisogni: operai, studenti, commercianti, madri di famiglia in difficoltà, senza soldi sufficienti per pagare le bollette. Avrebbe voluto che L'Aquila migliorasse per diventare una città che offrisse a tutti buone condizioni di vita. L'istituzione dell'università e la sua statizzazione sono riconducibili a lui come la nascita del Libero Istituto Universitario di Medicina e Chirurgia, grazie al rapporto amicale con il professor Paride Stefanini».
  Dottor de Rubeis, dove la portano i suoi ricordi di infanzia?
 
«Alle radici della mia famiglia. Mio padre nacque il 17 aprile 1908 a Tussio di Prata d'Ansidonia. Si laureò a Roma in Economia e Commercio, ma il suo sogno era fare il medico. Ricordo il calore della famiglia, l'amore che ha sempre nutrito per mia madre, Maria, per me e mia sorella Gianna. Un padre affettuoso e presente, nonostante i suoi impegni, che ha avuto il grande merito di seguirci passo passo. Ricordo ancora le passeggiate alla scoperta dei vicoli e dei palazzi più suggestivi della città, la sua amatissima L'Aquila. Me ne narrava la storia e si appassionava. Era un padre premuroso. Dopo gli studi liceali si decise di farmi iscrivere a Giurisprudenza, come voleva mia madre. Ma tornai da Roma con l'iscrizione alla Facoltà di Medicina: mio padre diede addirittura una festa, perché in cuor suo nutriva questa speranza. Come grande era l'amore per mia madre. Quando nel 1974 è morta iniziò il momento buio della sua vita. Decise di non ricandidarsi, volle restare in casa per non interferire con le nostre vite familiari. L'altra grande passione sono stati i sette nipoti avuti da me e mia sorella. Li ha amati tutti in modo viscerale, in particolare mio figlio Tullio che porta il suo stesso nome».
  Tullio de Rubeis è stato sindaco dell'Aquila dal 1966 al 1975, eletto come indipendente nelle liste della Dc, e dal 1980 al 1985. Fu lui a riscoprire la Perdonanza ?
 
«Nel 1983 fu inaugurato il nuovo corso della Perdonanza, con il corteo storico, l'apertura della Porta Santa e gli eventi che ancora oggi viviamo. In tutto questo lavoro di riscoperta storico-religiosa, mio padre ebbe l'appoggio di Errico Centofanti, suo stretto collaboratore, che ha curato anche il volume che presenteremo nella cerimonia del 7 agosto. Vi sono raccolte numerosissime testimonianze e una galleria fotografica che racconta la vita di mio padre.
  Se suo padre vedesse L'Aquila oggi, cosa penserebbe?
 
«Ne sarebbe fortemente amareggiato. Ha sempre ritenuto che questa città avesse le potenzialità culturali e sociali per ambire ad un ruolo di primo piano».

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23 giugno 2008

IMPORTANTE


il Comitato Feste Patronali di Tussio 2008 ha annunciato che non è disponibile per tale compito; pertanto chiunque è interessato a mantenere questa nostra tradizione è pregato di contattare i membri del Consiglio Parrocchiale.

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22 giugno 2008

da Dorando (Domenico Cicerone)

Un doveroso riconoscimento a Vanda che ci sta tramandando tanta "storia" di Tussio ... in Poesia.
Veramente grazie insieme allo sprono a continuare.

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7 giugno 2008

DOMENICA A CHIETI CRITERIUM DEGLI ASSI CON LEONARDO GIORDANI E I MIGLIORI CAMPIONI DEL GIRO D'ITALIA

Anche Leonardo Giordani sarà tra i 30 invitati dai bravi organizzatori a partecipare al “Criterium degli assi” che domenica 8, nel pomeriggio, si disputerà nel centro di Chieti. L'atleta romano abruzzese della Flaminia Bossini, di ritorno dalla Germania (dove ha corso il Giro della Baviera a tappe la scorsa settimana) è molto entusiasta dell'invito, e convinto di poter fare anche ottima figura, come lo scorso anno, tra i migliori campioni reduci dell'entusiasmante Giro d'Italia.
I suoi fans, nel ricevere la bella notizia, da Roma e L'Aquila si stanno organizzando per andare a godere il pomeriggio ciclistico nell'impegnativo circuito di circa 3 Km ricavato nei pressi della villa comunale chietina.
Sabato 7, quindi, dopo aver onorato al meglio, insieme alla sua squadra, il “Memorial Pantani” a Cesenatico, Leonardo Giordani partirà per l'Abruzzo, e nel pomeriggio domenicale, come già detto, darà spettacolo alla “kermesse” insieme agli altri campioni per la gioia delle migliaia di spettatori che ogni anno affollano e plaudono con entusiasmo i 30 prediletti invitati.
Le prossime gare in programma sono:
Mercoledì 11 con la sua squadra, la Flaminia Bossini , partirà per il Portogallo, per un gara a tappe; e successivamente per l'Austria.

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22 maggio 2008

da anni perseguiamo un desiderio di ricerca di un piccolo ma glorioso pezzo di storia, ebbene:

ABBIAMO FATTO "LU BUMM".

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15 aprile 2008

Elezioni politiche 13-14 aprile 2008

Camera

Tussio

Prata D'Ansidonia

totali

Autonomia del sud

0

4

4

Popolo delle libertà

27

73

100

P. Comunista lavoratori

2

0

2

Sinistra critica

0

2

2

Partito socialista

2

1

3

La Sinistra Arcobaleno

3

2

5

Partito liberale

1

1

2

Unione di Centro

3

5

8

La Destra

0

10

10

Partito Democratico

35

128

163

Italia dei valori

1

26

27

Forza Nuova

0

2

2

 

 

 

 

Bianche

0

1

1

Nulle

2

0

2

Votanti

76

255

331

 

Senato

Tussio

Prata D'Ansidonia

totali

Autonomia del sud

0

2

2

Popolo delle libertà

26

68

94

P. Comunista lavoratori

2

1

3

Sinistra critica

0

2

2

Partito socialista

2

0

2

La Sinistra Arcobaleno

3

3

6

Unione di Centro

3

6

9

La Destra

2

7

9

Partito Democratico

35

121

156

Italia dei valori

1

17

18

Forza Nuova

0

3

3

 

 

 

 

Bianche

1

1

2

Nulle

0

0

0

Votanti

75

231

306

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3 marzo 2008

nella sezione "le origini" ci sono tre belle immagini del Leone che si trova all'interno del Castello de L'Aquila inviate da Paolo d' Velia.

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24 febbraio 2008

Leonardo Giordani
da Il Centro:


buona prova del ciclista Leonardo Giordani (originario) di Tussio, giunto quinto nella classifica generale del neonato Giro della Provincia di Grosseto. Una presentazione che fa ben sperare per un buon prosieguo della stagione. Sin dalla prima tappa della corsa, Leonardo Giordani si era reso protagonista impostando una lunga fuga, conclusa solo a 30 Km dal temine. L'atleta della Ceramica Flaminia-Bossino Docce è rimasto solo al comando dal km 7,5 al km 136 e ha raggiunto un vantaggio massimo vicino al quarto d'ora rispetto al gruppo inseguitore.
Il quinto posto in classifica generale e la conquista della maglia verde rappresentano un risultato prezioso.
Attualmente Leonardo è in Francia a correre le tappe di apertura della stagione ciclistica d'oltralpe. In Bocca al Lupo da parte di tutti noi.

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21 febbraio 2008

nell'attesa che il giovane di buona volontà che si chiama Luca (non dico il cognome), che abita a Tussio e che è molto alto, anzi il più alto, crei il paragrafo dedicato alle foto:

nel paragrafo "archivio notizie" c'è una bella foto inviata da Paolo d' Velia.

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3 febbraio 2008

Vanda Santogrossi ed Ennio Casilio

60 anni di matrimonio

Ci sono storie che è bello poter raccontare. Vanda Santogrossi ed Ennio Casilio hanno festeggiato pochi giorni fa (18 gennaio 1948) i loro primi 60 anni di matrimonio. Lo hanno fatto con una messa alla chiesa di Santa Giusta in L'Aquila (dove si sono sposati) e con un pranzo a cui hanno partecipato tutti i figli, nipoti, pronipoti, parenti ed amici.
Ennio Casilio nato a Castelnuovo, classe 1921, è Cavaliere all'ordine del Merito della Repubblica Italiana, ex funzionario della Biblioteca provinciale dell'Aquila Salvatore Tommasi, socio della deputazione abruzzese di storia patria dal 1954, e presidente della sezione Combattenti e reduci di Castelnuovo.
Dell'insegnante, poetessa e compaesana Vanda rimandiamo alla sezione "curiosità" nei paragrafi dedicati alle "filastrocche e poesie" e a "Memoria e Radici" dedicato a lei.
Ma, al di là delle onorificenze, a noi importa che Vanda ed Ennio ci onorino della loro amicizia. Ed è per questo che ai due sposi vogliamo augurare ogni gioia e felicità per tanti anni ancora.

altre foto nella sezione "notizie belle"

Alla sezione CURIOSITA', nel paragrafo delle FILASTROCCHE E POESIE potete leggere le splendide poesie di Vanda Santogrossi in Casilio dedicate al nostro Paese AGGIORNATE AD OGGI.

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2 febbraio 2008

auguri Angelo

dal "Corriere Laziale" riceviamo e pubblichiamo:
sabato 2 febbraio lo sportivissimo Angelo Giordani amatissimo genitore di Leonardo campione del mondo di ciclismo su strada Under 23 (1999) e di Lucilla già campionessa italiana di ciclismo su pista, ha festeggiato insieme alla consorte signora Renata, ai figli Leonardo, Lucilla e Maria Elvira, a Lisa e Marzio, ai consuoceri, ai nipotini Lorenzo e Marco a parenti ed amici le staordinarie 70 primavere della vita.
Al simpatico Angelo grande sostenitore del ciclismo, i migliori auguri per un sereno e prospero futuro.Partecipano gli amici del ciclismo, i fans club Leonardo Giordani il direttore Corbi e la redazione.
Ad Angelo, presente ed appassionato compaesano, anche info@tussio.it si unisce alla schiera di amici ed augura ogni bene.

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21 gennaio 2008

Questa è davvero una bella sorpresa. Siamo tutti coinvolti alla proposta del sig. Bucci

Ciao sono Giuseppe Bucci vi sto scrivendo per farvi i complimenti per il sito dedicato a Tussio e S Tussio. 
Una bella iniziativa sarebbe poter raggiungere un accordo tra le Parrocchie di S.Marco in L 'Aquila di S.Maria di Bagno a Bagno e la vostra parrocchia di Tussio per aiutare la riscoperta del santo.Insomma l'idea era questa di portare le reliquie per qualche giorno in pellegrinaggio tra Tussio e Bagno.
L'idea penso sia fattibile visto anche la presenza di confraternite nelle varie parrocchie .Ed infine Bagno e
Tussio potrebbero ottenere una piccola reliquia per le loro chiese.  

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21 gennaio 2008

esaudiamo volentieri il desiderio di una lettrice e pubblichiamo una sua poesia

LA FARFALLA

Leggiadra la farfalla ha volato tanto,
di fiore in fiore si è andata posando,
all'improvviso il cielo si è oscurato e
il sole non ha più brillato.
Fitte nubi, tanta pioggia e freddo l'hanno avvolta.
Il suo volo han fermato
questa volta . Triste e stupìta muove
debolmente le ali che cercan di spiccare
il volo. Ma è troppo tardi ormai.
Ha sofferto tanto la farfalla,
tanto dolore ha quasi soffocato il suo vigore
ma all'improvviso il sole è riapparso con fulgore
nubi , pioggia e freddo son scomnparsi,
un fiore aspetta il suo posarsi, le ali han ripreso vigore
e dimentica del suo dolore, spicca un volo lontano
che stavolta non sarà vano.

Demega

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4 gennaio 2008

DORIANA E LUANA

in questi giorni è uscito il nuovo cd dei DisCanto, “Ride la Luna ”.
Sono anni che seguiamo, con interesse e apprezzamento, questo gruppo folk.
Come i grandi gruppi, inavvicinabili alla gente comune, hanno dei“mostri sacri” che con essi suonano ed incidono anche noi a Tussio ne abbiamo due: Doriana Legge (voce e chitarra) e Luana De Rubeis (violino),
artefici anche loro della realizzazione di questo ottimo disco.
Siamo veramente orgogliosi di avere fra noi due ragazze cosi, grintose e determinate.
Noi il cd lo abbiamo acquistato e ascoltato e lo conserveremo sempre con la cura di come si conserva un oggetto di grande valore affettivo.

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a cura di Toni Santogrossi

grafica e supporto tecnico: Giulia Cicerone